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| 26 gennaio | 16:23

L'organizzazione olimpica si "dimentica" in strada il tedoforo 92enne Abdon Pamich, leggenda dello sport azzurro. "Non è una svista: è una vergogna"

E' accaduto durante il passaggio della fiaccola olimpica a Vicenza: Pamich, dopo aver consegnato il simbolo dei Giochi al successivo tedoforo, è stato letteralmente abbandonato. Ad accompagnarlo in piazza, dove era stato allestito il palco (e lui non è stato nemmeno menzionato) la presidente della sezione vicentina dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Maria Cristina Sponza. Durissime le parole dell'europarlamentare Elena Donazzan

VICENZA. Un'altra "topica", che definire "gaffe" sarebbe puro eufemismo.

 

Dopo aver escluso fior fiore di medagliati olimpici ed altri ex atleti di livello mondiale dall'elenco di tedofori (a beneficio di chi, tutto sommato, non aveva proprio titolo per farlo), con polemiche sui media e sui social, soprattutto dopo le dichiarazioni di Silvio Fauner e Piero Gros, quanto accaduto a Vicenza - in occasione del passaggio del simbolo delle Olimpiadi - è ben più grave.

 

Cosa è accaduto? Uno dei tedofori scelti era il 92enne Abdon Pamich, una vera e propria "leggenda" dello sport azzurro: profugo fiumano dopo la fine della Seconda guerra mondiale, è cresciuto nel campo di raccolta di Novara, per poi stabilirsi a Genova, dove è iniziata la sua incredibile carriera sportiva.

 

Marciatore sulla distanza dei 50 chilometri, ha partecipato a cinque edizioni delle Olimpiadi, vincendo il bronzo a Roma 1960 e trionfando quattro anni dopo a Tokyo, dopo una gara "epica". Ai Giochi Olimpici di Monaco '72 fu il portabandiera azzurro durante la cerimonia d'apertura.

 

Ebbene Pamich, che a dispetto dell'età è apparso ancora in ottima forma, martedì scorso (ma la notizia è stata resa nota solamente nelle scorse ore) ha percorso 200 metri con la fiaccola, per poi passarla al successivo tedoforo. A quel punto l'organizzazione avrebbe dovuto accompagnarlo in piazza dei Signori, dove era posizionato il palco, ma non è andata così: il 92enne ex campione olimpico è stato letteralmente abbandonato in mezzo alla strada, senza che nessuno si curasse di lui.

 

Ad accompagnarlo nei pressi della Basilica Palladiana, dove è arrivato quando la cerimonia era già conclusa, è stata la presidente della sezione vicentina dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Maria Cristina Sponza, che si è prodigata per aiutare Pamich.

 

Oltre al danno, però, in piazza è stata confezionata anche la "beffa": il suo nome, infatti, non è stato nemmeno menzionato dal palco (e forse qualcuno si sarebbe accorto della sua assenza)allestito nei pressi della Basilica Palladiana. Insomma, una figuraccia senza precedenti e una "macchia" che non si cancellerà facilmente.

 

La vicenda è, ovviamente, diventata subito "politica", con l'ex sindaco di Vicenza, ora vice presidente del Consiglio Regionale del Veneto, Francesco Rucco che ha espresso tutto il proprio rammarico per l'accaduto.

 

"In occasione del passaggio della fiaccola olimpica a Vicenza - scrive in una nota ufficiale -, Abdon Pamich, campione olimpico ed esule istriano, dopo aver svolto il ruolo di tedoforo, si è trovato senza alcuna assistenza o accompagnamento, rimanendo di fatto solo in strada, nonostante l'età - 92 anni - e il valore umano e simbolico che rappresenta. E' un episodio che rammarica profondamente".

 

E, a stretto giro di posta, Rucco ha ribadito che l'errore è ascrivibile all'organizzazione e ha invitato Pamich a palazzo Ferri Fini per raccontare la sua storia davanti ai rappresentanti delle istituzioni.

 

"Si tratta di una situazione che nasce da un'evidente errore d'organizzazione - prosegue Rucco - e dispiace ancora di più perché avvenuta nella nostra città. Vicenza è una comunità che sa esprimere rispetto e gratitudine e, proprio per questo, quanto accaduto lascia amarezza. Pamich non è soltanto un grande atleta, ma una figura che incarna una pagina importante della storia italiana: quella dell'esodo giuliano - dalmata e di una generazione che ha trasformato il dolore in disciplina, impegno e amore per il Paese. La sua vita è una testimonianza preziosa. Per questo motivo desidero ringraziarlo e invitarlo ufficialmente a Venezia, a palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, affinché possa portare la sua testimonianza, nelle sedi istituzionali che meritano, il suo percorso e la sua storia. Mi auguro che questo invito possa essergli gradito e rappresentare un segno concreto di rispetto e attenzione da parte delle istituzioni".

 

Durissimo è, invece, il commento di Elena Donazzan, assessora della Regione Veneto dal 2006 al 2024 e ora europarlamentare.

 

"Lasciare solo a 92 anni Abdon Pamich non è una svista: è una vergogna - tuona l'eurodeputata di Fratelli d'Italia -. Il più significativo tra i tedofori, oro olimpico, simbolo vivente dell'italianità e dell'esodo istriano, trattato come un ingombro e non come l'onore che rappresenta. Abbandonato lungo il percorso, senza assistenza, arrivato quando la cerimonia era già finita. E dal palco nemmeno una parola per lui. Questo non è rispetto, non è memoria, non è Italia. Voglio sapere chi ha la responsabilità di questo episodio e chi ha permesso che una leggenda dello sport e della storia nazionale venisse umiliata così. Perché certo mancanze non sono errori: sono scelte. Voglio sapere chi è il responsabile e che chieda pubblicamente scusa al Signor Pamich!".

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