Caos tedofori e Olimpiadi, dopo Ghedina anche Fauner deluso dall'esclusione: "Una debacle". La replica di Fondazione: "Ecco perché non è stato selezionato"
L'ex fondista (cinque medaglie olimpiche) Silvio Fauner: "Il mio non è uno sfogo personale ma è un atto dovuto per rispetto delle medaglie olimpiche della storia del fondo italiano, per chi ha dato tutto a questo sport e per chi ama davvero gli sport invernali". Il comitato organizzatore spiega i criteri di selezione

TRENTO. "Il mio non è uno sfogo personale ma è un atto dovuto per rispetto delle medaglie olimpiche della storia del fondo italiano, per chi ha dato tutto a questo sport e per chi ama davvero gli sport invernali". Queste le parole di Silvio Fauner, ex fondista con una bacheca decisamente di primissimo livello, oggi vice sindaco assessore del Comune di Sappada, non coinvolto in qualità di tedoforo alle Olimpiadi Milano-Cortina. Una riflessione affidata alle pagine de La Gazzetta e ribadita sui social network. "Ho espresso un pensiero che nasce da un sentimento profondo, non da polemica né da protagonismo".
Il ruolo di tedoforo non è soltanto un momento di emozione, ma anche un riconoscimento dei risultati raggiunti nel corso di una carriera. E Fauner al collo porta cinque medaglie olimpiche: 1 oro nella staffetta a Lillehammer 1994 con Maurilio De Zolt, Marco Albarello e Giorgio Vanzetta; 2 argenti (staffetta di Albertville 1992 con Giuseppe Puliè, Marco Albarello e Giorgio Vanzetta; staffetta a Nagano 1998 con Marco Albarello, Fulvio Valbusa e Fabio Maj) e 2 bronzi (inseguimento a Lillehammer 1994; 30 chilometri a Nagano 1998).
Non è il primo caso di esclusione eccellente. Nelle scorse settimane anche Kristian Ghedina aveva avuto da ridire sul mancato coinvolgimento nel portare la fiamma (Qui articolo), caso poi chiuso. Ora è stato il turno di Fauner.
"Ho sempre avuto massimo rispetto per le istituzioni, per il Coni, per il suo grande presidente Malagò e per chi lavora per lo sport italiano", dice Fauner. "Ma proprio per questo non posso far finta di nulla davanti a una debacle che riguarda un simbolo così importante come le Olimpiadi".
Le Olimpiadi "rappresentano la più grande espressione delle competizioni mondiali, un patrimonio che va oltre i singoli nomi, le scelte del momento o le bandiere politiche", evidenzia Fauner. "Meritano attenzione, competenza e rispetto. Difendere i valori olimpici significa anche avere il coraggio di dire quando qualcosa non è all’altezza di ciò che lo sport italiano ha rappresentato e continua a rappresentare. Questo è lo spirito con cui ho parlato. Con rispetto, ma con fermezza".
Tanti i campioni rimasti delusi. La scelta dei tedofori è di Fondazione Milano Cortina, che gestisce le scelte con Coca Cola e Eni (molti rappresentanti legati al mondo dello spettacolo con un'attenzione anche al sociale) che si è dichiarata dispiaciuta per l'esclusione e che è intervenuta con una nota ufficiale per chiarire il metodo di selezione dei tedofori.
"E' importante ricordare che, pur nel massimo rispetto della sua straordinaria storia sportiva, Fauner non è stato invitato a prendere parte alla staffetta in quanto attualmente ricopre una carica politica (vice sindaco del Comune di Sappada): una condizione che rientra tra i requisiti preliminari di esclusione previsti e perfettamente specificati sul regolamento pubblicato sul sito di Milano Cortina 2026".
L’impresa della "nostra Nazionale ai Giochi Olimpici di Lillehammer 1994 resta tra i momenti più iconici dello sport italiano. Proprio per rendere omaggio a quella storica vittoria di squadra, Fondazione Milano Cortina 2026 ha invitato gli altri tre grandi protagonisti di quell’impresa a portare la Torcia Olimpica, uno dei quali ha già corso nella tappa di Aosta".
Fin dall’inizio del progetto, il comitato organizzatore "ha posto al centro del Viaggio della Fiamma le grandi campionesse e i grandi campioni dello sport italiano. Un principio che si è tradotto in scelte concrete sin dai momenti inaugurali del percorso tra Olimpia e Atene, che hanno visto protagonisti grandi icone del mondo dello sport invernale come Stefania Belmondo e Armin Zoeggeler. Lo stesso spirito ha guidato le tappe italiane, con il coinvolgimento di figure di primo piano, come Caterina Banti, Stefano Baldini, Mario Armano, Marco Albarello, Mirko Vuillermin e molti altri".
Nelle prime 36 tappe del viaggio, "la staffetta ha infatti già ospitato un numero significativo di campioni azzurri, tra cui numerosi medagliati Olimpici, molti dei quali appartenenti alle discipline invernali, e di generazioni diverse. La loro partecipazione ha contribuito a rendere questo percorso un’autentica celebrazione dei valori olimpici e della storia sportiva del nostro Paese. Il coinvolgimento degli atleti proseguirà nelle prossime settimane, secondo un programma costruito con attenzione, equilibrio e rispetto delle disponibilità individuali", si conclude la nota di Fondazione Milano Cortina.












