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Trento
09 ottobre | 13:41

Sanità, il tribunale 'boccia' l'Asuit: annullate le sanzioni alla delegata sindacale che denunciò (di spalle e con voce camuffata) le criticità del sistema sanitario

La dipendente in una intervista al tgr aveva denunciato diverse criticità. L'Asuit era poi riuscita a risalire all'identità della persona e aveva deciso di avviare un procedimento disciplinare

Foto tratta da video Tgr Trento
Foto tratta da video Tgr Trento

TRENTO. Sanzioni disciplinari annullate e l'Azienda sanitaria condannata a pagare le spese legali: il Tribunale di Rovereto ha dato ragione alla delegata Cisl Fp del Trentino nella vicenda scoppiata ad inizio anno e che ha coinvolto una dipendente dell'Asuit, delegata sindacale, che aveva rilasciato una intervista in forma anonima alla Rai di Trento (QUI L'ARTICOLO). 

 

Stiamo parlando di un intervento che era stato fatto con voce camuffata e di spalle durante il quale erano state descritte diverse criticità del sistema sanitario riguardanti le carenze di personale, carenze organizzative e strutturali.

 

 

L'Asuit era poi riuscita a risalire all'identità della persona e aveva deciso di avviare un procedimento disciplinare. Il sindacato di via Degasperi aveva promesso battaglia sostenendo la dipendente.  "Non ci faremo intimidire. Continueremo a svolgere il nostro ruolo a difesa della sanità pubblica, del lavoro pubblico e di chi ogni giorno garantisce servizi essenziali, tutelando la libertà sindacale, il diritto di cronaca e il diritto dei cittadini a un’informazione corretta: principi non negoziabili” aveva spiegato immediatamente il sindacato annunciando di agire nelle sedi giudiziarie.

 

Così è stato. La vicenda è finita davanti al Tribunale di Rovereto, che ha dato ora ragione alla professionista, annullando le sanzioni disciplinari e condannando Asuit al pagamento delle spese legali. “È una vittoria della libertà di espressione sindacale, della dignità di una lavoratrice e del diritto di rappresentare le criticità presenti nei luoghi di lavoro” hanno dichiarato Beppe Pallanch, segretario generale della Cisl Fp Trentino, e Sandro Pilotti, componente della Segreteria e responsabile della Sanità Pubblica e Privata.

 

“Questa decisione – spiegano i sindacalisti - rappresenta un risultato importante, che premia la determinazione della nostra delegata e conferma il valore di un sindacato che non si limita alle dichiarazioni, ma si batte concretamente per difendere chi lavora”.

 

Per la Cisl Fp del Trentino le responsabilità non possono essere ignorate. “Ora chi ha responsabilità se le assuma fino in fondo”, proseguono Pallanch e Pilotti. “Ci aspettiamo che la politica intervenga con un autentico cambio di passo. Un cambiamento che, a nostro giudizio, deve necessariamente accompagnarsi a un avvicendamento di chi ha sostenuto e portato avanti questo modo di agire. Non bastano dichiarazioni di principio: servono decisioni concrete, una diversa cultura delle relazioni sindacali e, soprattutto, rispetto per chi lavora”.

 

La Cisl dopo la manifestazione davanti la sede dell'Asuit a sostegno della lavoratrice si aspettava un intervento della Presidenza della Giunta provinciale. Cosa che invece non è arrivata. “Ci aspettavamo che si approfondisse la vertenza, che si ascoltassero la lavoratrice e chi la rappresenta e che si chiedesse conto all'Azienda di un procedimento disciplinare scaturito da un'intervista in cui si segnalavano criticità reali. Di fronte a una vicenda che toccava la libertà sindacale e la dignità di chi lavora nella sanità pubblica, ci aspettavamo un confronto, al fine di arrivare a quel dialogo che abbiamo sempre auspicato. Così non è stato, e la lavoratrice è rimasta sola per mesi, a pagare un prezzo personale e professionale altissimo, fino alla sentenza di oggi. Il dialogo resta la nostra strada: la Presidenza della Giunta si assuma ora le proprie responsabilità e dica con chiarezza se intende continuare a sostenere chi ha portato avanti questo modo di agire”.

 

La vicenda, però, non è affatto conclusa. “Quanto accaduto impone una riflessione seria sulle responsabilità, sulle decisioni assunte e sul modo in cui sono stati gestiti i rapporti con i lavoratori e le loro rappresentanze. Non faremo sconti a nessuno. Chi ha assunto determinate decisioni dovrà assumersi la responsabilità. Valuteremo ogni ulteriore iniziativa nelle sedi opportune, perché la tutela della dignità dei lavoratori e della libertà sindacale non può fermarsi all'annullamento di una sanzione disciplinare. Questa vittoria non è un punto di arrivo, ma l'inizio di una nuova fase. E non faremo passi indietro” spiegano ancora Beppe Pallanch, segretario generale della Cisl Fp Trentino, e Sandro Pilotti, componente della Segreteria e responsabile della Sanità Pubblica e Privata.

 

“Forse il direttore generale dovrebbe ripensare alle proprie dichiarazioni su don Puglisi e sulla provvidenza”, aggiungono. “Noi preferiamo richiamare Alessandro Manzoni e le parole di fra Cristoforo nei Promessi sposi: 'Verrà un giorno'. Ebbene, quel giorno è arrivato”.

 

La Fp del Trentino nel ringraziare tutta la Cisl e le altre federazioni sindacali che hanno partecipato a questo battaglia e anche gli avvocati, conclude ribadendo che “questa vittoria non esaurisce le ragioni della mobilitazione sindacale. Restano prioritarie le battaglie per garantire maggiore sicurezza agli operatori sanitari, a partire dalla richiesta di una presenza stabile delle forze di polizia in tutti i pronto soccorso, contrastare la fuga dei professionisti della sanità pubblica, per valorizzare il personale e per fermare il ricorso alle esternalizzazioni”.

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