Scuola, aumentano i casi di ansia e ritiro sociale. Dalla Provincia arriva un nuovo protocollo d'intervento
"Il protocollo indica come favorire un clima di classe non ansiogeno, ascoltare studenti e studentesse, condividere l’osservazione dei segnali di disagio e gestire in modo equilibrato verifiche e valutazione", spiega la dottoressa Donatella Arcangeli

BOLZANO. Ansia scolastica, fobia scolare e ritiro sociale. Sono termini con cui il mondo della scuola sta diventando dolorosamente familiare. Sempre di più sono le studentesse e gli studenti che si confrontano con queste difficoltà, che incidono su benessere, partecipazione e apprendimento. A mostrarlo sono i dati degli sportelli psicologici delle scuole di lingua italiana in provincia di Bolzano: i problemi di ansia sono tra le principali cause di accesso ai servizi di ascolto delle scuole secondarie di primo e secondo grado.
In tutto ne soffrono un migliaio di studenti della scuola italiana. Per essere precisi 959: 526 alle medie e 433 alle superiori. La diffusione di questo tipo di problematiche deriverebbe da un cambiamento della società e dei rapporti familiari. Compiti che prima spettavano alla famiglia, oggi sono, almeno in parte, delegati alla scuola.
Per affrontare la crisi l’Alto Adige ha istituito un nuovo protocollo, una guida per aiutare docenti e consigli di classe ad orientarsi di fronte a questa nuova dinamica.
"Il protocollo indica come favorire un clima di classe non ansiogeno, ascoltare studenti e studentesse, condividere l’osservazione dei segnali di disagio e gestire in modo equilibrato verifiche e valutazione", spiega la dottoressa Donatella Arcangeli, primaria del Servizio Provinciale di Psichiatria e Psicoterapia dell'Età evolutiva della Azienda Sanitaria dell’Alto Adige "Nei casi di maggiore fragilità prevede percorsi personalizzati, anche attraverso il Piano Didattico Personalizzato e un Patto formativo individualizzato, concordato con la famiglia e con lo studente o la studentessa".
"La scuola deve essere un luogo in cui ogni ragazzo e ogni ragazza si sente accolto, compreso e sostenuto", sottolinea il vicepresidente della Provincia e assessore all’Istruzione Marco Galateo. "Le linee guida aiutano le scuole ad affrontare un fenomeno sempre più diffuso, promuovendo il benessere psicologico e prevenendo isolamento e abbandono scolastico".
Sulla stessa linea anche il sovrintendente scolastico Vincenzo Gullotta. "Il documento rafforza la capacità della scuola di intervenire in modo tempestivo e coordinato. La collaborazione tra docenti, famiglie, psicologi scolastici e servizi territoriali consente di costruire contesti più inclusivi e una partecipazione scolastica serena e significativa".














