"Settanta persone salvate e mille corpi recuperati". A 63 anni dal disastro del Vajont il pensiero (e le fotografie) dei vigili del fuoco: "Il tempo passa, ma il ricordo resta"
A 63 anni dal disastro del Vajont, in cui morirono 1917 persone, di cui 487 bambini con meno di 15 anni, i vigili del fuoco ricordano quei drammatici momenti con gli scatti d'epoca dell'intervento

BELLUNO. “I vigili del fuoco operarono senza sosta: oltre settanta persone salvate e mille corpi recuperati per restituire alle vittime una degna sepoltura. Il tempo passa, ma il ricordo resta”.
A 63 anni dal disastro del Vajont, a ricordare l'immane tragedia in cui persero la vita 1917 persone sono i vigili del fuoco, che ripercorrono attraverso alcuni scatti quei momenti terribili.

Tutto iniziò alle 22.39 del 9 ottobre 1963, quando duecentosettanta milioni di metri cubi di roccia e suolo - l'equivalente di 10 milioni di camion - si staccano dal Monte Toc e finirono nel lago artificiale creato dalla diga del Vajont a una velocità di oltre 100 chilometri all'ora.
A quel punto si alzano tre onde gigantesche che sollevano 80 milioni di metri cubi d'acqua che scavalcano la diga lasciandola praticamente intatta.

E poi la storia è tristemente nota. Longarone, Pirago, Rivalta, Villanova e Faè vennero prima investiti da un enorme boato, poi dallo spostamento d'aria e in pochi attimi i cinque paesi scomparirono letteralmente, inghiottiti dalla furia dell'acqua, mentre altri borghi e paesi risultarono profondamente danneggiati o distrutti.
E il bilancio delle vittime fu tagico: i morti da piangere saranno 1917, di cui 487 bambini con meno di 15 anni, tra questi 1466 sono sepolti al cimitero monumentale di Fortogna, mentre 767 non hanno nome e 300 persone non sono state più trovate.

“Il tempo passa, ma il ricordo resta”, sottolineano i vigili del fuoco riproponendo, a 63 anni di distanza, alcuni scatti degli interventi relativamente a quella che rimane la più grave tragedia causata da una frana in Europa nell'ultimo secolo.












