"Siamo la locomotiva del sapere, ma i maestri corrono ogni due ore a spostare la macchina". La lettera di un professore della primaria "Alcide De Gasperi"
Alcune persone che lavorano all'interno del nuovissimo istituto primario di Mezzocorona hanno però un problema. Una questione che sarebbe di facilissima soluzione: basterebbero un tagliandino con un timbro, una piccola autorizzazione e il gioco sarebbe fatto. E, invece, Francesco Chiaravalloti, "insegnante pendolare", come lui stesso si definisce, racconta che, da un mese a questa parte, sta cercando di trovare il bandolo della matassa. "Trovo profondamente ingiusto che la dignità professionale di chi si sposta ogni giorno da fuori paese per servire il territorio venga ignorata da una burocrazia che non risponde, quasi fossimo entità trasparenti per il municipio"

MEZZOCORONA. La scuola primaria "Alcide De Gasperi" di Mezzocorona è nuova "di zecca" ed è stata definita la "locomotiva del sapere".
E' un vero e proprio gioiello e, all'inaugurazione dello scorso 9 settembre, c'erano proprio tutti.
Alcune persone che lavorano all'interno dell'istituto hanno però un problema. Una questione che sarebbe di facilissima soluzione: basterebbero un tagliandino con un timbro, una piccola autorizzazione e il gioco sarebbe fatto. E, invece, Francesco Chiaravalloti, "insegnante pendolare", come lui stesso si definisce, racconta che, da un mese a questa parte, sta cercando di trovare il bandolo della matassa.
Quale è il problema? Semplice, ogni due ore il professore deve sfruttare le piccole pause per il "cambio d'aula" o i brevi momenti liberi per cambiare il disco orario sulla propria auto e spostare la macchina di qualche metro: ha chiesto di poter avere un permesso in orario scolastico per lasciare la vettura sugli stalli bianchi, ma non ha avuto risposta.
E ci ha raccontato l'accaduto con una lettera che, specifica, è stata inviata "per conoscere al Sindaco di Mezzocorona e alla mia Dirigente scolastica, al fine di tentare un ultimo canale di dialogo istituzionale dopo un mese di attese e risposte solo verbali. Poiché questo termine è scaduto nel silenzio più assoluto, senza aver ricevuto alcun riscontro scritto da parte del Comune, ritengo doveroso informare l’opinione pubblica e le famiglie dei circa 300 alunni della comunità su un problema che penalizza la serenità della nostra attività quotidiana".
"Ho da poco finito di asciugarmi le lacrime di commozione per la bellissima inaugurazione della nuova scuola primaria "Alcide De Gasperi" di Mezzocorona - scrive il professor Chiaravallotti -. Un gioiello architettonico da oltre 11 milioni di euro, giustamente ribattezzato dalle autorità con la sobria ed epica formula di "locomotiva del sapere". I discorsi sul futuro della didattica e sull'importanza degli investimenti pubblici sono stati splendidi. C'è solo un dettaglio organizzativo che l'Amministrazione comunale sembra aver sottovalutato: chi come me vive la scuola quotidianamente da insegnante pendolare si trova a passare le mattinate con l'orologio in mano e la costante preoccupazione del disco orario. Le strade intorno alla "scuola del futuro" sono infatti regolate da una sosta massima di due ore. L'unica alternativa per un parcheggio libero si trova alla stazione della Trento - Malé, ma si tratta di una soluzione accessibile a pochi: chi arriva dopo le ore 9 del mattino non ha infatti alcuna possibilità di trovare un posteggio libero".
Un problema che il professore e i suoi colleghi hanno sollevato da tempo, informando sia la dirigenza scolastica che l'amministrazione comunale.
"A fronte di questo disagio - prosegue -, dopo aver segnalato verbalmente il problema alla Dirigenza scolastica e aver atteso un mese nella speranza di un intervento, l'unica risposta giunta per vie brevi è che l'Amministrazione comunale avrebbe suggerito l'utilizzo del parcheggio sotterraneo della Cassa Rurale. Una soluzione che lascia perplessi: suggerire a un docente di fare affidamento sulla cortesia di un istituto bancario per poter svolgere il proprio lavoro dimostra la parziale gestione del problema da parte del Comune. Ci tengo a precisare che non ho mai chiesto stalli riservati o corsie preferenziali a discapito dei residenti, ma semplicemente una dispensa dal limite della sosta oraria di due ore per motivi di servizio. Se ci fosse la reale volontà politica, si tratterebbe soltanto di emettere un semplice cartellino o pass di servizio. Altri comuni del territorio, seppur con flussi turistici decisamente più intensi, adottano questa deroga come prassi ordinaria per il personale scolastico pendolare, come ho potuto constatare personalmente lavorandoci in passato. Una soluzione a costo zero per il municipio, che mi permetterebbe di fare il mio lavoro senza l'assillo del timer".
Insomma, ogni due ore il professore deve uscire a cambiare il disco orario.
"Poiché ad oggi non è seguita alcuna soluzione operativa né alcun riscontro scritto dal municipio - conclude Chiaravallotti -, la giornata lavorativa rischia di trasformarsi in un continuo monitoraggio del timer. Un insegnante si trova davanti a un bivio paradossale: subire eventuali sanzioni pecuniarie o vivere la mattinata nell'ansia, costretto a incastrare i cambi d'ora e i minuti di pausa non per la programmazione didattica o il supporto agli alunni, ma per correre in strada a spostare l'auto di dieci metri. Una scena che contrasta nettamente con l'alto valore pedagogico che questa nuova struttura rappresenta. La didattica del futuro a Mezzocorona, purtroppo, rischia di farsi a scatti. A Mezzocorona insegno ormai da quindici anni. In questa splendida comunità ho visto crescere e ho istruito ben tre generazioni di studenti. Trovo profondamente ingiusto che la dignità professionale di chi si sposta ogni giorno da fuori paese per servire il territorio venga ignorata da una burocrazia che non risponde, quasi fossimo entità trasparenti per il municipio. Agli strateghi del Comune, forse, sfugge un dettaglio: se io vengo da fuori, i genitori dei 300 alunni della scuola vivono e votano eccome a Mezzocorona; vedere i maestri storici dei propri figli costretti a fare la spola tra le aule e il parcheggio per colpa di una rigidità regolamentare potrebbe non lasciare indifferenti quegli stessi cittadini. Proprio per rispetto delle istituzioni e per doverosa correttezza, dopo settimane di incertezze verbali ho voluto inviare 48 ore fa una lettera formale al Sindaco e alla mia Dirigente scolastica, concedendo un tempo congruo per un riscontro scritto o per la convocazione urgente di un tavolo di confronto che portasse a una soluzione bonaria ed immediata. Il silenzio scritto che ha fatto seguito a questo mio passo formale rende pubblica e necessaria questa denuncia".
"È lodevole inaugurare scuole d'eccellenza - conclude Chiaravallotti -, ma lo è altrettanto possedere la capacità amministrativa necessaria a gestire un parcheggio limitrofo. Se la "locomotiva del sapere" deve viaggiare sui binari del disagio logistico, sarebbe corretto saperlo prima: la prossima volta integreremo il programma scolastico con una lezione sulla velocità di compilazione del disco orario. Nel frattempo, chiedo semplicemente la dignità di poter insegnare senza il timer sul parabrezza".














