Spaccio, scoperto maxi laboratorio per la lavorazione della droga: sequestrati 13 chili di hashish, marijuana e una carabina nel garage, due giovani arrestati
Prima la perquisizione nella casa di uno dei due giovani, poi la scoperta del vero e proprio laboratorio della droga nell'abitazione dell'altro: sequestrato un grosso quantitativo di droga, un 24enne e un 25enne sono stati arrestati

PORDENONE. Una maxi operazione anti droga è stata portata a termine da parte della polizia di stato a Pordenone, che ha portato all'arresto di due giovani, al sequestro di oltre tredici chili tra hashish e marijuana e perfino di un fucile ad aria compressa nascosto in un garage.
L'operazione si è svolta nell'ambito di un'importante intervento antidroga che ha permesso di individuare un'estesa rete di traffico, occultamento e rivendita di queste sostanze. Le indagini, nello specifico, erano scattate a metà gennaio quando due persone vennero colte in flagranza di reato con addosso oltre 200 grammi di hashish e arrestate.
Questo ha permesso, attraverso pedinamenti e appostamenti dislocati in vari punti della città e della provincia, di arrivare fino ai due giovani, rispettivamente di 24 e 25 anni, che sono stati osservati a loro volta trascorrere svariate ore nell'abitazione di uno dei due, fino a quando alle prime luci dell'alba della mattina successiva è scattata la perquisizione.
La polizia ha setacciato entrambe le residenze dei due ragazzi, ad Azzano Decimo, e ad essere rinvenute varie dosi di hashish, un bilancino e materiale per il confezionamento e una carabina ad aria compressa nel garage. Gli inquirenti hanno inoltre rinvenuto confezioni contraddistinte da marchi e loghi riconducibili a brand di lusso e a personaggi del mondo fantasy, verosimilmente utilizzati per distinguere la qualità di una merce rispetto ad un'altra e agevolarne il piazzamento sul mercato illecito.
Ma è a Fiume Veneto, dove si trova la residenza dell'altro sospettato, che è avvenuta una scoperta che ha sorpreso gli inquirenti per l'entità della merce trovata e le modalità particolarmente elusive con le quali gli stupefacenti venivano conservati e venduti.
A seguito delle perquisizioni sono infatti stati rinvenuti oltre tredici chili di hashish e circa mezzo chilo di marijuana già suddivisi in panetti, ovuli sottovuoto e confezioni multiple, tutti accuratamente sigillati e pronti per lo spaccio, oltre a un dispositivo per la cottura a basse temperature noto come “roner”.
Un quadro che secondo gli investigatori avrebbe tutti i presupposti per essere considerato come un vero e proprio laboratorio clandestino per la lavorazione e il trattamento di droghe, allestito efficientemente per garantire una rete di spaccio consolidata.
Le indagini hanno complessivamente evidenziato un sistema di spaccio efficiente e caratterizzato da metodi di comunicazione elusivi e moderni, con informazioni scambiate attraverso piattaforme di messaggistica criptata come Telegram o Session.
Tutti elementi che hanno portato al sequestro anche di alcuni telefoni cellulari sprovvisti di Sim, che si aggiunge al nutrito materiale illecito già sottratto dalle forze dell'ordine, che ha portato all'arresto dei due ragazzi per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso tra loro: per loro è stata disposta la misura cautelare della custodia in carcere.












