"State lontani da quel pesce, contiene uno dei veleni più potenti del regno animale. Complice il grande caldo, la sua presenza è probabile anche nei mari italiani"
A preoccupare è il pesce palla argenteo: la specie è originaria del Mar Rosso, ma un esemplare è stato pescato nelle acque di Fiume, in Croazia. Secondo gli esperti una sua eventuale presenza stabile sarebbe un ulteriore fattore indicativo del cambiamento dell'ecologia e della temperatura del Mediterraneo, anche nel suo lembo più settentrionale

FIUME (Croazia). Sta suscitando grande scalpore il recente ritrovamento di un pesce tropicale ed estremamente tossico nel nord del Mare Adriatico, a pochi chilometri dalle acque italiane, pescato nei giorni scorsi nelle acque di Fiume/Rijeka della vicina Croazia.
Si tratta di una specie conosciuta come Pesce Palla Argenteo (o maculato), considerata estremamente pericolosa tanto da rientrare nel novero di quelle ritenute potenzialmente mortali per l'uomo, a causa di una tossina, chiamata “tetradotossina” contenuta all'interno delle sue carni che se ingerita è in grado di portare anche un uomo adulto alla paralisi fino a condurlo alla morte.
Non si credeva tuttavia possibile che una specie come questa, originaria del Mar Rosso, potesse arrivare a spingersi e vivere in un punto così a nord del Mediterraneo, tanto che l'esemplare è stato prelevato e analizzato dagli specialisti del Museo di Storia naturale di Fiume. Secondo gli esperti la sua eventuale presenza stabile rappresenta un chiaro indicatore del cambiamento dell'ecologia del mare in corso negli ultimi anni, come ha dichiarato per Il Dolomiti Saul Ciriaco, naturalista e responsabile delle attività di monitoraggio in mare per l'Area marina protetta di Miramare di Trieste. “Sono diverse le specie marine tropicali, tra cui anche i pesci palla, a risultare in espansione – osserva Ciriaco -, seppur così a nord la tendenza appaia inferiore rispetto al Mediterraneo pieno".
"I pesci palla - aggiunge - sono noti per le loro carni tossiche, in questo caso particolarmente. Ecco quindi che è particolarmente importante una corretta sensibilizzazione per le persone soprattutto dal punto di vista alimentare, volta ad evitare l'avvicinamento di questo pesce, così come è sempre buona norma evitare di consumare pesci magari pescati ma che non si conoscono”.
Avvistamenti di questo genere si sono infatti susseguiti con frequenza e sempre più a nord nel corso del tempo, ed è verosimile che il problema, data la prossimità dell'ultimo esemplare catturato, interessi molto presto anche le coste italiane. “Il fatto che il pesce palla argenteo sia stato pescato a Fiume lascia effettivamente presagire una sua futura presenza dapprima nelle acque della costa slovena ed infine in quelle italiane del golfo di Trieste. L'arrivo di queste specie è sintomatico del mutamento delle condizioni ecologiche che rendono idonei anche i nostri mari alla loro vita.
Sono animali che si sono introdotti dal Mar Rosso attraverso il Canale di Suez, ma il problema non è tanto l'arrivo di un singolo pesce, che di per sé non incide e prima o poi è destinato a morire, quanto il momento in cui iniziano a riprodursi. Il fatto che le condizioni invernali non siano più così rigorose fa sì che queste specie superino la stagione fredda indenni e riescano a riprodursi colonizzando anche le nostre zone più a nord, dove una volta per queste ragioni non era possibile.
Nel 2024 aveva fatto il giro tra i media internazionali il caso di un uomo originario di Espirito Santo, in Brasile, morto in ospedale dopo 35 giorni di agonia per essere rimasto intossicato dopo aver mangiato della carne di pesce palla assieme ad un amico, quest'ultimo era sopravvissuto anche se al prezzo di gravi conseguenze e in parte irreversibili, fatto che ha accresciuto ulteriormente la fama di questi pesci poiché contenenti uno dei veleni più potenti del regno animale.


















