"StraordiNadia" trionfa "danzando nel caos", subito dopo la fine del Ramadan. L'Italia gioisce, ma sui social arrivano gli odiatori razzisti. Decine di commenti squallidi
Subito dopo aver conquistato l'oro nei 3mila metri ai Mondiali Indoor, la fuoriclasse trentina ha spiegato che i dubbi della vigilia erano tanti, spiegando poi che aveva concluso il Ramadan praticamente da un giorno. E, allora, sui social sono comparsi decine di commenti squallidi del tipo: "Ha finito il ramadam.... ho finito di tifarla". O ancora: "Dopo che ho sentito ramadam*n, tutto chiaro... Anche l'atletica ce la siamo giocata volendoci convincere, che la mescolanza, di culture, razze e religione, sia la via giusta". E poi: "Ramadan? Aiaiaiai siamo perfetti ok. Delusione totale"

TRENTO. Chiariamolo subito: la percentuale dei commenti beceri, vergognosi, indifendibili, squallidi - che dir si voglia - è minima, a fronte di centinaia di attestati di stima, complimenti ed espressioni di gioia, ma le "nefandezze" ci sono e sono comunque "troppe" dopo un successo straordinario, l'ennesimo di una carriera già sfavillante.
E non solo, perché oltre ad essere una fuoriclasse assoluta del mezzofondo, Nadia Battocletti è anche un esempio fuori dalla pista d'atletica. Di maturità, umiltà, di applicazione, di come si concilia una carriera sportiva di altissimo (ma "issimo") livello con gli studi universitari.
Mai una parola sopra le righe, mai una dichiarazione fuori posto, mai un atteggiamento sbagliato, sia nel momento di massima gioia che nei giorni complicati: è perfetta nel comunicare, sia per quello che dice che per come lo dice, senza mai aver paura di trasmettere le proprie emozioni. Niente di artefatto, insomma.
Dopo aver conquistato la medaglia d'oro nei 3mila metri ai Mondiali Indoor di Torun con il suo "solito" e irresistibile rush finale, la fuoriclasse nonesa ha festeggiato in pista con papà, mamma e il fidanzato e poi si è presentata davanti alle telecamere. Ai microfoni di Sky Sport ha raccontato dei dubbi con cui era arrivata alla gara, sia perché non è una specialista dell'indoor, sia per il fatto di aver preparato l'evento iridato in pieno Ramadan.
Nadia Battocletti è, infatti, musulmana. "Praticante", come ha spiegato più volte in passato quando le veniva posta la domanda. E, dunque, ha praticato il digiuno previsto (dall'alba al tramonto) dal Ramadan, da martedì 17 febbraio a giovedì 19 marzo. Intanto si è allenata per i Mondiali Indoor, mettendo dunque - inevitabilmente - il suo fisico a durissima prova.
Nell'intervista post trionfo ha spiegato che è stato complicato arrivare ai Mondiali in forma, i dubbi erano tanti: "mi sono scotchata su per reggere queste paraboliche" (con una meravigliosa, genuina e orgogliosa espressione trentina) ha affermato sorridendo, spiegando poi che aveva concluso il Ramadan praticamente da un giorno.
"La mia psicologa Elisabetta mi ha detto: stasera danzerai nel caos" ha aggiunto. "E ogni volta che c'era qualche inghippo, qualche caduta, io dicevo "danza". Tu danza nel caos, non ti preoccupare e poi preparati a tutto". Un'espressione meravigliosa a cui non servirebbe aggiungere null'altro.
Ebbene, in questo clima di tripudio, c'è stato anche chi ha deciso di fermarsi alla parola "Ramadan".
E, allora, sui social sono comparsi decine di commenti squallidi (lo ripetiamo: a fronte di migliaia di gioia e giubilo) del tipo: "Ha finito il ramadam.... ho finito di tifarla". O ancora: "Dopo che ho sentito ramadam*n, tutto chiaro... Anche l'atletica ce la siamo giocata volendoci convincere, che la mescolanza, di culture, razze e religione, sia la via giusta". E poi: "Ramadan? Aiaiaiai siamo perfetti ok. Delusione totale". E ci sono anche gli immancabili "Il Ramadan no però", "Ramache?", "Ramadan?!?!... ahi ahi ahi" e "Numero 1, ma il Ramadan?".
C'è stato pochi chi se l'è presa in generale con la religione "Lei è dopata, perché, come sapete la religione è l'oppio dei popoli, come diceva Karletto" e "Nessuno ti obbliga a digiunare, le religioni ottenebrano le menti" e chi, evidentemente non capendo nulla di quel passaggio dell'intervista ha scritto: "se ha deciso di avere un suo modo di vivere non capisco perché associare il risultato al ramadan", come se l'atleta trentina avesse, in qualche modo, cercato di "giustificare" un qualcosa (ma cosa? ha vinto) e non si limitasse a sottolineare le difficoltà incontrate durate la preparazione dell'evento.
Affermazioni che si commentano da sole. Qualcuno dirà: sono solamente "quattro imbecilli" e, allora, perché dare spazio a quei pochi che, in un momento che dovrebbe essere d'orgoglio, decidono di travalicare - sempre e comunque - nel razzismo e nel pregiudizio?
Perché sono comunque troppi. Punto. In un Paese, in cui la simulazione di Bastoni in Inter - Juventus è diventata un "caso di Stato", dove per mesi si è parlato di "spirito olimpico (e paralimpico)", anche pochi commenti razzisti non sono accettabili. E vanno condannati. Senza "se" e senza "ma".












