Tolleranza zero sulle piste da sci tra tecnologia e controlli notturni. E lo skipass diventa la scatola nera dei furbetti della neve
Grazie alle telecamere ad alta risoluzione dei tornelli, i carabinieri identificano i pirati delle piste fuggiti dopo gli scontri e recuperano attrezzatura rubata per migliaia di euro

BOLZANO. Obereggen e le sue piste da sci non sono più terra di nessuno per chi ignora le regole, grazie a una strategia dei Carabinieri che unisce presenza fisica e tecnologia investigativa.
I risultati dell'ultimo periodo parlano chiaro: un uomo è stato denunciato per il furto di due paia di sci da 1.600 euro avvenuto a gennaio, recuperati e restituiti grazie a una perquisizione mirata, mentre i sistemi di videosorveglianza ad alta risoluzione ai tornelli hanno permesso di dare un nome allo sciatore che il 27 gennaio era fuggito dopo uno scontro sulle piste.
Non è l'unico caso di "pirateria" stroncato sul nascere, poiché i militari stanno identificando anche l'autore di un'aggressione in coda agli impianti, dove una vittima ha riportato lesioni e sporto formale querela. Il pugno duro si estende oltre l'orario di chiusura, con sei sanzioni per chi scendeva a piste sbarrate — mettendo a rischio la sicurezza dei gattisti — e due denunce per ubriachezza molesta.
In un comprensorio che ha già visto 300 interventi di soccorso dall'inizio della stagione, il monitoraggio costante serve a ricordare che lo skipass non è solo un biglietto, ma una traccia digitale che rende ogni comportamento tracciabile: scappare dopo un incidente o ignorare i divieti serali oggi significa, quasi certamente, essere rintracciati in poche ore.













