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Bolzano
10 marzo | 19:53

Troppi codici verdi in Pronto Soccorso (+65% in 5 anni): si valuta il ticket per frenare gli accessi

 Il flusso di pazienti è passato dai 64.700 ingressi del 2020 agli oltre 106.800 registrati nel 2025 e ora si valutano soluzioni

Troppi codici verdi in Pronto Soccorso (+65% in 5 anni): si valuta il ticket per frenare gli accessi
Foto Azienda sanitaria Alto Adige (ospedale di Bolzano)

BOLZANO. Il sistema di emergenza-urgenza di Bolzano si trova oggi ad affrontare una pressione senza precedenti, segnata da una crescita vertiginosa degli accessi che porta a temere per la tenuta dei servizi sanitari provinciali.

 

I numeri diffusi dall’assessorato alla Sanità delineano un quadro di forte criticità: in appena cinque anni, il flusso di pazienti è passato dai 64.700 ingressi del 2020 agli oltre 106.800 registrati nel 2025, segnando un incremento che sfiora il 65%.

 

Questa saturazione non è tuttavia legata a un aumento delle grandi emergenze, bensì a una gestione della bassa priorità che finisce per ingolfare le sale d'attesa.

 

Circa il 75% degli utenti viene infatti classificato con codice verde o con priorità ancora minori, indicando situazioni cliniche che non richiedono un intervento immediato e che, idealmente, dovrebbero trovare risposta nelle strutture territoriali piuttosto che nelle corsie ospedaliere.

Per arginare questo fenomeno e razionalizzare le risorse, la Provincia sta mettendo in campo una strategia basata su nuovi strumenti di orientamento e sulla possibile introduzione di misure dissuasive.

 

Nei prossimi mesi farà il suo debutto il numero unico europeo 116117, una centrale operativa attiva 24 ore su 24 dedicata all'assistenza sanitaria non urgente.

 

Attraverso questo servizio, i cittadini potranno ricevere consulenza telefonica e indicazioni precise su quale presidio contattare, evitando così di rivolgersi impropriamente al Pronto Soccorso per malesseri di lieve entità.

 

Accanto a questo supporto informativo, l’amministrazione sta valutando una scelta più drastica: l'introduzione di una compartecipazione alla spesa, ovvero un ticket, specificamente rivolto ai codici verdi.

 

L'obiettivo è duplice: da un lato scoraggiare gli accessi non necessari e dall'altro sensibilizzare la popolazione verso un uso più consapevole e appropriato delle risorse pubbliche, in un'ottica che punta finalmente ad ampliare gli orizzonti della sanità locale oltre la gestione dell'emergenza pura. 

 

Nel frattempo, il direttore del Dipartimento Prevenzione sanitaria e Salute Michael Mayr, in qualità di presidente della delegazione pubblica, guida le trattative contrattuali con le rappresentanze sindacali dei medici di medicina generale.

 

Al centro dell’offerta presentata vi è anche la riforma della cosiddetta continuità assistenziale: il servizio di reperibilità medica nelle ore notturne e nei fine settimana e festivi sarà in futuro garantito attraverso le Case della comunità, oltre che tramite il Numero Unico 116117.

 

“Creiamo così un sistema chiaro che offre risposte rapide ai cittadini e migliora allo stesso tempo le condizioni di lavoro dei medici di medicina generale”, spiega il direttore di Dipartimento Michael Mayr.

 

L’obiettivo è uniformare e semplificare a livello provinciale l’accesso all’assistenza sanitaria al di fuori degli orari di ambulatorio dei medici di famiglia.

 

Nelle Case della comunità saranno attivati ambulatori per le piccole urgenze con medici e personale infermieristico in servizio attivo, mentre unità mobili garantiranno l’assistenza domiciliare ai pazienti impossibilitati a raggiungere la struttura.

 

“Per i servizi svolti nelle Case della comunità la proposta prevede compensi orari nettamente superiori rispetto a quelli stabiliti dall’accordo nazionale”, conclude Mayr.

 

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