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Bolzano
13 aprile | 11:44

Un inverno da 1.900 interventi sulle piste per i carabinieri. Smascherati falsi maestri e diverse le operazioni salvavita: perfetto il coordinamento con gli altri enti

La preparazione sanitaria dei Carabinieri si è rivelata determinante nelle situazioni più drammatiche. Nel corso della stagione, i militari hanno affrontato complessi interventi per arresto cardiaco direttamente sulle piste da sci. Grazie all'immediata esecuzione delle manovre di rianimazione cardio-polmonare e all'uso tempestivo del defibrillatore (DAE) in dotazione, sono riusciti a stabilizzare i pazienti e a strapparli alla morte

ORTISEI. E' stata una stagione invernale all'insegna del "super lavoro" per i carabinieri della compagnia di Ortisei e gli specialisti del Centro Carabinieri Addestramento Alpino di Selva: sono stati infatti quasi 1.900 gli interventi effettuati sulle piste.

 

Il bilancio di fine stagione restituisce la fotografia di un impegno straordinario: si tratta di un numero impressionante di operazioni, svolge grazie all'estrema capillarità della presenza all'interno dei comprensori. Ogni giorno un contingente di circa 20 militari ha pattugliato le piste, garantendo tempi di reazione rapidissimi per un ventaglio di emergenze che definire vastissimo è puro eufemismo. Quella messa in campo è stata una task force di altissimo livello.

 

La preparazione sanitaria dei Carabinieri si è rivelata determinante nelle situazioni più drammatiche. Nel corso della stagione, i militari hanno affrontato complessi interventi per arresto cardiaco direttamente sulle piste da sci. Grazie all'immediata esecuzione delle manovre di rianimazione cardio-polmonare e all'uso tempestivo del defibrillatore (DAE) in dotazione, sono riusciti a stabilizzare i pazienti e a strapparli alla morte.

 

Tantissimi sono stati gli interventi considerati di routine, con il personale in servizio sulle piste che ha gestito quotidianamente tanti interventi legati ad infortuni lievi o traumi ortopedici, fornendo il primo soccorso e stabilizzando i feriti in attesa dell'evacuazione in ambulanza o elicottero.

 

L'efficacia di un numero così elevato di interventi salvavita e di assistenza non è solo il frutto dell'addestramento dell'Arma, ma di un modello di interoperabilità che sulle Dolomiti ha raggiunto livelli di eccellenza. I reparti dei carabinieri, unendo le forze tra la componente territoriale di Ortisei e quella specialistica del Centro Addestramento Alpino di Selva, sono integrati alla perfezione con tutti gli altri protagonisti del sistema di emergenza locale.

 

Il coordinamento millimetrico e quotidiano con gli elisoccorsi Aiut Alpin Dolomites e Pelikan, il personale della Croce Rossa e il Soccorso Alpino Val Gardena ha permesso di tessere una rete di protezione eccezionale.

 

Parallelamente alla titanica macchina dei soccorsi, non è venuta meno la costante attività di controllo del territorio per garantire una cornice di sicurezza a 360 gradi. Estremamente alta è stata l'attenzione che è stata mantenuta sul rispetto delle regole, operando con fermezza su più fronti: l'attività ha visto i militari impegnati nel sanzionare condotte pericolose e accertare violazioni fondamentali, come il mancato utilizzo del casco o l'assenza di copertura assicurativa da parte degli sciatori.

 

I controlli si sono estesi anche alla repressione dell'uso di sostanze stupefacenti e a una decisa lotta all'abusivismo commerciale: nello specifico l'individuazione di falsi maestri di sci ha permesso di tutelare sia la professionalità dei maestri regolarmente autorizzati che l'incolumità degli allievi.

 

Il bilancio di fine stagione, a chiusura degli impianti, rappresenta una vera e propria vittoria per la legalità e la sicurezza in montagna. Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Bolzano ha voluto sottolineare l’impegno profuso nel corso dell'inverno:

 

"I risultati ottenuti in questa stagione - scrive l'Arma in una nota ufficiale - dimostrano l'assoluta efficacia del dispositivo messo in campo. La presenza dell'Arma in montagna non è solo un presidio di legalità, ma rappresenta una componente fondamentale e insostituibile dell'intero sistema di sicurezza alpino. Grazie alla specializzazione dei nostri reparti e alla capacità di operare in ambienti estremi, garantiamo ai cittadini una protezione costante e qualificata. Tuttavia, la sicurezza resta una responsabilità condivisa: rinnoviamo l'appello a frequentare la montagna con prudenza, rispettando le regole e moderando la velocità per la tutela propria e altrui".

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