"Vietare le bici sulla Gardesana è insensato", Gavazzoni sull'emergenza ciclisti sul lago di Garda: "Serve far rispettare il codice della strada, i battelli non risolvono il problema"
Dopo l'allarme del sindaco di Gardone per la pressione del cicloturismo sul Garda, a fornire il suo punto di vista è il vicesindaco di Peschiera, e vicepresidente della Comunità del Garda, Filippo Gavazzoni: "Insensato vietare le biciclette sulla Gardesana, parliamo di cittadini che, come altri, hanno diritto di frequentare le strade. Battelli? Non si può pensare di risolvere il problema spostando tutti in acqua, perché anche il lago ha una capacità di sopportazione massima e i battelli creano un moto ondoso che va ad avere un impatto sull' habitat"

PESCHIERA DEL GARDA. Biciclette che marciano in fila indiana sulla Gardesana e che rendono difficile il sorpasso, pericoli per chi pedala e per chi guida, code di auto e turisti infastiditi e che “scappano”: per qualcuno è un’emergenza da risolvere con divieti e limiti, per altri invece è necessario adeguarsi a quelle che sono le tendenze dei turisti su due ruote.
“Oramai personalmente credo si tratti di una tendenza alla quale le diverse amministrazioni dovranno abituarsi – questo il commento di Filippo Gavazzoni, vicesindaco di Peschiera del Garda e vicepresidente della Comunità del Garda – e vietare le biciclette sulla Gardesana non la trovo una mossa sensata: sono cittadini che, come altri, hanno diritto di frequentare le strade”.
Ma facciamo un passo indietro. A lanciare l'allarme nei giorni scorsi era stato il sindaco di Gardone Riviera Adelio Zeni (Qui l’articolo), che ha rimarcato l'importanza di limitare il traffico su due ruote, migliorando e modificando la rete stradale anche con rotatorie, dossi o dissuasori di velocità, in modo da scoraggiare biciclette e motociclette. Il primo cittadino si è detto pronto a prendere provvedimenti come quello di arrivare a una qualche forma di divieto di transito per le bici.
“Ci sono queste scorribande – aveva osservato Adelio Zeni - che disturbano e creano grossi problemi e questo tipo di turismo non sta nemmeno portando chissà che guadagno per le attività del posto. È chiaro che tutti abbiamo il diritto di andare sul lago e che tutti possano andare in bicicletta e motocicletta, ma anche gli altri hanno il diritto di vivere serenamente".
Ma porre divieti e limitazioni aiuterà effettivamente a risolvere il problema? A riflettere sulla questione è Filippo Gavazzoni. “Tutti hanno diritto – osserva - di poter usufruire delle strade: ciclisti, automobilisti, autotrasportatori e non si può pensare di eliminare il problema ponendo un divieto. Purtroppo, le strade sono queste ed una soluzione potrebbe essere quella di attuare controlli più rigidi per il rispetto del Codice della Strada: parliamo di zone ad altissima frequentazione e la convivenza si deve mantenere col rispetto delle regole”.
Venendo a Peschiera del Garda, la località rappresenta uno snodo importante per il traffico e il turismo sul lago: con la stazione dei treni, il casello autostradale e la confluenza Brennero-Modena accoglie infatti gran parte dei turisti che poi si dividono e si distribuiscono a seconda delle mete.
“Siamo il secondo paese più ricettivo del lago, poi da qui la gente si sposta, ma di base siamo congestionati dieci mesi all’anno, non solo durante la stagione turistica. Il lago di Garda – spiega Gavazzoni - è un’area tra le più ricettive del nostro territorio e rappresenta un motore economico importantissimo per il nord d’Italia: bisogna capire che tipo di investimenti si vogliono fare e se ci sono le possibilità a livello economico e tecnico”.
Ad oggi, osserva Filippo Gavazzoni, con il numero di turisti che il lago attrae, anche andare ad impattare ulteriormente sull’ambiente e sugli habitat faunistici, più di quanto già si sia fatto, rappresenta un rischio enorme e, se questi vengono compromessi, il sistema rischia di vacillare.
Venendo al tema navigazione, osserva l'amministratore, i battelli sono di certo un servizio che può essere ritenuto utile per il turista, ma non risolvono di fatto il problema della pressione del cicloturismo, anzi, e forse è anche mancato uno studio sui rischi che questi mezzi possono provocare all’ambiente. “Dal mio punto di vista, non si può pensare di risolvere un problema spostando tutti in acqua, perché anche il lago di Garda ha una capacità di sopportazione massima. I battelli creano un moto ondoso che va anche ad avere un impatto su quello che è l’habitat vegetale, animale e ittico. Abbiamo mai stimato quanto il lago di Garda sia in grado di sopportare e quale sia il suo limite?” dice Gavazzoni.
Allargando lo sguardo, il vicesindaco di Peschiera osserva come non esista paese affacciato sul lago che non lamenti un problema. “In questo caso specifico - conclude - non è possibile ridurre tutto al problema dei ciclisti: è una tendenza e noi amministratori dobbiamo adattarci, non porre divieti. Anche le corriere ad esempio bloccano le strade, formando code di macchine perché le persone devono fare il biglietto e per risolvere questo aspetto si dovrebbe investire su sistemi più moderni. Usiamo la razionalità, prima di tutto e prima di porre divieti anche a chi non li merita. Una volta messe in atto queste misure, si faranno i ragionamenti opportuni”.












