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Anche i trentini al raduno di Pontida. Salvini: "Malaria portata in Italia da ospiti indesiderati"

All'annuale raduno leghista i militanti trentini sono scesi in duecento, alcuni a bordo di tre pullman altri con mezzi propri. Salvini ha lanciato la sua candidatura alla guida del centrodestra e del Paese

Pubblicato il - 17 settembre 2017 - 19:22

TRENTO. All'annuale raduno leghista di Pontida non potevano mancare i trentini che di buon ora sono partiti alla volta della località lombarda per acclamare il loro leader Matteo Salvini. Sono scesi in duecento, alcuni a bordo di tre pullman altri con mezzi propri. Ridenti, festanti e carichi come non mai: “Pontida è magica”, dicono convinti.

 

Al raduno, i trentini sono stati guardati con rispetto: sono tra le federazioni del Carroccio che hanno subito il 'congelamento' dei conti correnti disposto dalla magistratura per le vicende giudiziarie legate ancora alla gestione della Lega targata Bossi-Belsito, per la questione dell'utilizzo di soldi provenienti dai rimborsi elettorali per pagare la laurea in Albania al 'Trota', per gli investimenti adamantini in Tanzania e altro ancora.

 

“Non c'entriamo con tutto questo”, si difendono i leghisti. "Le circa 50.000 persone presenti sul prato di Pontida - spiegano ancora i trentini - hanno dimostrato che i militanti del Carroccio non si sono fatti intimorire dalle incredibili scelte della magistratura e che anzi intendono rilanciare con forza i programmi politici della Lega". 

 

E dal palco Salvini accusa: “Qualche giudice vuole fermare un partito, magari rispondendo agli ordini di qualcun altro, ma non può mettere il bavaglio a un milione di militanti. Andremo avanti anche senza soldi e chiederemo aiuto agli italiani".

 

Ai leghisti di Fugatti è arrivata anche la solidarietà di Caludio Cia che nel giorno di Pontida manda un messaggio a quelli che già definisce come 'alleati'. “Questo provvedimento a ridosso di questa importante manifestazione, di una campagna elettorale per le politiche nazionali e anche provinciali non possa che inasprire il già teso clima politico e gettare un'ombra di sospetto sulla Lega Nord con un  provvedimento che rischia di danneggiare i molti per le colpe di pochi”.

 

“Noi di Agire – scrive il consigliere - siamo vicini ai nostri alleati. Non abbiate paura – conclude - il tempo sarà galantuomo: la vostra innocenza non sarà difficile da dimostrare”.

 

Dal palco della manifestazione leghista il leader Salvini ha lanciato la sua candidatura alla guida del Paese, in conseguenza della guida del centrodestra che ormai è data per scontata. E da candidato premier fa già qualche proposta: “"Quando saremo al governo daremo mano libera alle forze dell'ordine per portare pulizia e sicurezza alle nostre città”.

 

Ma ovviamente parla anche di immigrati, tema caro che non poteva non essere affrontato. E a proposito di questo il Trentino fa breccia nelle parole di Salvini, con un riferimento al caso di malaria che ha ucciso la piccola Sofia che il 'capitano' del Carroccio usa per accusare la politica dell'accoglienza: “I bambini vanno protetti da malattie come lebbra, scabbia e malaria che non c'erano più nella nostra Italia e che ci ha portato come gentile omaggio qualcuno che è arrivato come ospite indesiderato negli ultimi anni". 

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