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"Campi di concentramento per omosessuali in Cecenia", il flash-mob di Arcigay. Michele Nicoletti: "Interverrà il Consiglio d'Europa"

Il deputato trentino è presidente della delegazione italiana dell'organismo internazionale che si occupa di diritti umani: "Possibili nostre ispezioni nelle carceri". Zanella di Arcigay: "Giovedì alle 18 in piazza Duomo per denunciare le torture e le uccisioni"

Di Donatello Baldo - 12 aprile 2017 - 19:40

TRENTO. L'Arcigay ha lanciato la mobilitazione per giovedì in piazza Duomo, “invitiamo tutti le associazioni, tutta la cittadinanza a unirsi a noi nella denuncia dei fatti orribili che stanno avvenendo in Cecenia”. I fatti orribili sono questi: più di cento omosessuali incarcerati in strutture speciali, torturati, alcuni già morti.

 

Una persecuzione vera e propria contro i gay, “una campagna senza precedenti”, come scrive il primo giornale che ha diffusa la notizia, la Novaya Gazeta su cui scriveva, prima di essere uccisa, Anna Politkovskaja.

Lo schema seguito dalle autorità cecene è sempre lo stesso: viene fermata una persona, le sequestrano il telefonino dove fotografie e contatti vengono usate per perseguirne altre così come le informazioni estorte durante la detenzione. E partono così nuove retate, nuovi arresti e torture che qualche volta portano fino alla morte.

 

Su quello che sta avvenendo si stanno muovendo le organizzazioni che tutelano i diritti umani. La direttrice di Human Rights Watch per la Russia Tanya Lokshina ha denunciato l'assenza di qualsiasi reazione da parte del Cremlino per la situazione critica della regione, mentre il portavoce del presidente ceceno Ramzan Kadyrov ha sottolineato che in Cecenia non ci sono omosessuali. Se ci fossero, non sarebbe necessario arrestarli dato "che i loro stessi familiari li invierebbero in posti da cui non potrebbero fare ritorno".

 

Inizia a muoversi anche la comunità internazionale. L'associazione radicale "Certi diritti" ha inviato una lettera urgente a Federica Mogherini e Angelino Alfano, sollecitandoli a fare in modo che la diplomazia europea non resti silente. "Non accennano a fermarsi le notizie che provengono dai media russi di opposizione che sono riusciti ormai a localizzare vere e propri campi di prigionia destinati agli omosessuali, dove uomini e ragazzi sequestrati dai corpi paramilitari subiscono sevizie di ogni tipo”.

 

Interviene anche l'ex premier Matteo Renzi: "Le notizie che arrivano dalla Cecenia lasciano senza parole. Pensare che nel 2017 esistano dei campi per rieducare uomini "dall'orientamento sessuale non tradizionale o sospetto" fa davvero rabbrividire. La dignità e la libertà degli uomini, a prescindere dal proprio orientamento sessuale, non possono essere lese così per nessun motivo ed in nessuna parte del mondo. I campi di concentramento per gay ci riportano al nazismo: tutti dobbiamo far sentire il nostro sdegno".

 

Paolo Zanella, presidente di Arcigay, per chiedere un intervento immediato di pressione politica, ha chiamato personalmente il deputato trentino Michele Nicoletti, presidente della delegazione parlamentare al Consiglio d'Europa, l'organismo internazionale che si occupa della promozione dei diritti umani, organismo di cui fa parte anche la Russia di Putin. “Ma la delegazione della Federazione russa non siedono più al tavolo – spiega Nicoletti – dopo i fatti di Crimea la loro adesione è stata sospesa”.

 

Ma il deputato assicura che su quanto sta avvenendo si muoverà in tutti i modi possibili “per sollevare il tema all'interno del Consiglio e per sollecitare il commissario ai diritti umani Muiznieks”. “Oggi abbiamo avuto la riunione della delegazione italiana e abbiamo affrontato l'argomento – spiega Nicoletti – e il tema sarà portato a fine aprile alla sessione generale a Strasburgo”.

 

Quello che possiamo attuare è un monitoraggio – aggiunge – perché una facoltà dei membri del Consiglio d'Europa è quello di osservatori, con la possibilità di svolgere delle visite nelle carceri dei paesi membri”. Un compito che potrebbe essere affidato alla rappresentante italiana in Comitato Prevenzione Tortura del Consiglio d'Europa Elisabetta Zamparutti”.

 

Nell'attesa che si muova la politica internazionale, nella speranza che i diritti umani prevalgano sulle dinamiche geopolitiche che fino ad ora non hanno permesso una condanna decisa e risoluta della Russia di Putin, sono gli omosessuali di tutti i Paesi democratici che si stanno mobilitando, associazioni e ong che ovunque stanno manifestando e protestando.

 

A Trento l'appuntamento sarà giovedì con un flash-mob in piazza Duomo alle 18. L'immagine che campeggia sulla pagina Facebook che promuove l'iniziativa è un triangolo rosa. “Lo stesso che veniva apposto sulle divise dei detenuti nei campi di concentramento nazisti. Perché quello che sta avvenendo in Cecenia è la stessa cosa – spiega il presidente di Arcigay Zanella – si rinchiudono, si torturano e si ammazzano delle persone soltanto perché omosessuali”.

 

La pressione e la denuncia viaggiano anche su Facebook: in molti in queste ore stanno modificando la pripria foto profilo mettendo la caricatura di Putin in versione drag queen. Immagine che subito le autorità russe hanno deciso di inserire nell'elenco della stampa vietata, immagine che sta per diventare iconica nella battaglia contro le politiche omofobe della Russia.


Speriamo che la politica sia capace di alzare la voce, che gli organismi europei si facciano sentire. Oggi il presidente Mattarella è in visita a Mosca: se non affrontasse la questione sarebbe un fatto veramente grave”. Zanella invita tutti a partecipare al flash-mob, “perché si arrivati al culmine, nella Russia di Putin l'omosessualità è considerata una degenerazione da perseguire, un'ideologia che in Italia e nel Mondo potrebbe dilagare e fare breccia. Serve lo sforzo di tutti i democratici, di tutte le persone che hanno a cuore i diritti umani e civili”. 


Le foto dei lividi di una delle vittime pubblicata da Novaya Gazeta
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