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Dopo la notte di follia in Piazza Santa Maria chi rischia di pagare, adesso, è il Bar Cavour

In consiglio comunale Michele Brugnara (Pd), con una domanda di attualità, ha chiesto se il locale abbia continuato a fare musica oltre gli orari consentiti. Il gestore: "Sarebbe il colmo se alla fine di tutta questa storia fossi io a pagare. Mi hanno buttato per terra tavolini e sedie. Alle 2.30 sono tornato a portare via bottiglie, non nostre, e a pulire. Con la musica avevamo smesso molto prima"

Di Luca Pianesi - 13 luglio 2017 - 19:00

TRENTO. Cestini contro le vetrine, bidoni usati come barricate per bloccare la strada, risse che per qualcuno sono state botte e urla e per qualcun'altro solo un'accesa discussione. E poi tavolini ribaltati, un po' di vomito qua e dei vetri di là. Un uomo fermato e denunciato per minacce e danneggiamenti per un caos che è finito sulle pagine dei giornali nazionali ed anche di qualche Tg serale "targato" Mediaset. Sembrava questo il bilancio di un notte di stra-ordinaria follia. E invece no. Alla fine a pagare veramente, pare, potrebbe essere il gestore del bar che si è visto ribaltare i tavolini e che a notte inoltrata è tornato nella via a pulire: quello del Bar Cavour. 

 


 

Sembra un paradosso, una vicenda kafkiana ma ieri in Comune durante il consiglio, dove non si è deciso per il Daspo, l'assessore Stanchina ha dovuto rispondere a una "domanda di attualità" di Michele Brugnara (Pd) sulla questione. Il Cavour, infatti, sarebbe stato accusato di aver venduto alcolici in bottiglia a persone che poi sono andate a bere in piazza e di aver continuato con la musica oltre gli orari consentiti. "Ho saputo anche io di questo follia - spiega Alessandro Mastrorilli il giovane che gestisce con la sua ragazza Selena Rodriguez il locale - ma è tutto falso. Io il lunedì sera faccio un happy hour con birra a 1 euro e mezzo in bicchiere di plastica. Sarebbe controproducente, per noi, vendere la birra in bottiglia in queste serate. Sono altri locali che la vendono in questo modo. Sono loro che dovrebbero assumersi alcune responsabilità non certo noi. Io semmai, la notte dopo gli scontri, sono tornato lì e mi sono messo a recuperare anche le bottiglie lasciate per strada perché comunque in questa zona ci lavoro ed è mio interesse che resti pulita e dignitosa".

 

C'è poi la questione orari. L'assessore Stanchina in consiglio comunale ha spiegato che il giovane aveva tutti i permessi in regola e che alle 19.45 c'è stato un primo passaggio di agenti che ha constato che c'erano una cinquantina di clienti tra locale e plateatico e la musica dal vivo con dj e casse. Alle 21 gli agenti sono tornati in piazza Santa Maria e hanno constatato che c'erano circa 200 avventori. Alle 23 c'erano ancora avventori mentre alle 23.15 la musica era cessata e il numero di clienti era molto diminuito. "Avevamo tutte le autorizzazioni del Comune, della Siae e anche dell'Isa - spiega ancora Alessandro mostrandoci le carte e gli scontrini - per la sicurezza privata. Con il dj abbiamo smesso addirittura prima del dovuto perché poco dopo le 22 è venuto a piovere. Poi, piano piano abbiamo visto che fuori stavano arrivando sempre più tipacci dall'altra parte della piazza e si stavano ammassando sotto la chiesa. Insomma si capiva che stava montando il casino".

 

"Abbiamo chiuso - prosegue il giovane - e ho mandato tutti a casa e mentre mi allontanavo ho sentito che mi lanciavano i tavolini e le sedie. Non mi sono fermato perché da solo cosa potevo fare? Ho deciso di tornare dopo e infatti verso le 2.30 del mattino sono tornato a mettermi a posto il giardino. Mi avevano buttato a terra le sedie e i tavolini ma non mi avevano fatto altri danni. Certo è che, se dopo quel che è successo, la multa dovesse arrivare a me sarebbe davvero incredibile. Io ho parlato anche con i condomini e i residenti. La musica dal vivo e un evento alla settimana, che non va oltre le 23 penso non possa che fare bene alla zona. Cosa dobbiamo fare? Chiuderci tutti dentro e abbandonare ogni spazio esterno? Anche d'estate? Me lo dicano se è così e mi restituiscano i soldi che ho speso per le autorizzazioni per fare le serate fino alla fine dell'estate. Io sono disposto ad andare incontro a tutti ma non credo proprio di essere io il problema".

 

Adesso amministrazione e polizia locale visioneranno le telecamere e cercheranno di ricostruire quel che è successo quella sera che poi è sfociata nel caos che sappiamo. Da articolo 61 del regolamento di polizia urbana del Comune di Trento il giovane rischia da 54 euro a 324 qual'ora venisse provata "l’inosservanza delle prescrizioni e il mancato rispetto degli orari fissati con l’autorizzazione". Inoltre "alle sanzioni amministrative pecuniarie" può conseguire "la sospensione dell’attività fino alla accertata osservanza delle prescrizioni impartite" e "la revoca dell’autorizzazione in caso di ripetute violazioni".

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