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"Festa di primavera" degli allevatori trentini, oggi la premiazione della vacca più bella

Buona annata per il latte ma preoccupa il consumo di carne, solo il 15% dei consumatori trentini compra quella locale. Il Centro Alpenseme: "Abbiamo un'ottantina di tori, il loro seme è stato venduto a 17 Paesi"

Pubblicato il - 09 April 2017 - 10:16

TRENTO. Dalle capre ai bovini, dai conigli ai cavalli, la sede degli allevatori diventa una stalla di eccellenza dove sono ospitati i capi migliori. Ieri, baciata dal sole, la "Festa della Primavera" alla sede della Federazione Provinciale Allevatori, in via delle Bettine 40 a Trento è stata un vero successo.

 

Festa che continua anche nella giornata di oggi con la possibilità di osservare dal vivo pecore, capre, maiali, galline e conigli oltre all’esposizione di bovini ed equini. Sarà attivo il laboratorio di lavorazione delle carni e caseificazione del latte a cura degli studenti dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, e ad arricchire il programma gastronomico sarà la “Caserada” proposta dal Concast, il Consorzio dei Caseifici Sociali del Trentino.

 

Il programma è ricco ed è stato pensato e realizzato per soddisfare interessi e aspettative di tutte le età, dai bambini agli adulti. Dalle ore 9 alle 12 saranno i cavalli Haflinger e Norico a mettersi in mostra. Dalle ore 10 alle ore 12 i ragazzi dello Junior Club proporranno le loro attività. Nel primo pomeriggio, dalle ore 14 alle 15, la premiazione dei concorsi e delle mostre di vacche e cavalli. All’interno della sala assemblee seguirà il concerto del Coro Piccole Colonne e, dalle ore 16 alle 17, spazio a attenzione saranno dedicate alla gimkana equestre proposta dai ragazzi dell’Haflinger Club.

 

"Il clima di festa quest’anno corona una annata positiva nel settore del latte - spiega la Federazione -  dove i prezzi, partiti malissimo (sotto i trenta centesimi a litro) ad inizio del 2016, sono via via cresciuti fino a riportare gli allevatori in 'zona salvezza'. Fa ben sperare anche la crescita, soprattutto negli ultimi anni, dei giovani allevatori che proseguono l’attività familiare, molti dopo percorsi di studio impegnativi, oppure partendo da zero".

 

Preoccupa invece la carne, perché solo il 15% dei consumatori trentini compra carne locale. “Già i consumi in Italia sono ridotti ai minimi termini – afferma il presidente della Federazione Allevatori Mauro Fezzi – con un media che non raggiunge i venti chili all’anno pro capite, contro gli oltre cento degli Usa. In Trentino c’è una filiera della carne certificata, controllata e tracciata che è un fiore all'occhiello tra le nostre produzioni tipiche. I capi vengono selezionati a partire dal seme, nascono e crescono in Trentino, sono alimentati attraverso un rigoroso disciplinare che privilegia i sottoprodotti della catena alimentare dell’uomo, naturalmente Ogm free. Ci aspetteremmo maggiore attenzione verso questa carne di qualità, tracciata e controllata”.

 

“I capi (soprattutto vitellone e scottona) prodotti dagli allevatori trentini – aggiunge il direttore Claudio Valorz – sono distribuiti attraverso il punto vendita della Federazione Allevatori di via delle Bettine e la rete di negozi della Cooperazione di consumo,  ammontano mediamente a duemila all’anno e nascono tutti nelle aziende degli allevatori soci”.

 

Questo momento di festa quest'anno vale di più, perché nel 2017 la Federazione Provinciale Allevatori di Trento raggiunge e festeggia una tappa di particolare significato: i primi sessant’anni di storia e di attività. "E’ stata creata nel 1957 e ha concretizzato il desiderio da più parti espresso di creare un organismo che rappresentasse, ieri come oggi, un riferimento per gli allevatori trentini".

 

Oggi conta circa 1200 soci, di cui settecento impegnati a tempo pieno nell’allevamento animale,che a loro volta posseggono 40 mila capi tra vacche da latte (ventimila), animali giovani da latte (dalla vitella di pochi giorni alla manza che non ha ancora partorito), e cinquemila capi da carne.

 

Inoltre, Federazione Provinciale Allevatori di Trento e Federazione Razza Bruna di Bolzano, sono i soci del Consorzio Superbrown. Il suo cuore operativo è il “Centro Alpenseme” a Toss di Ton in Valle di Non. Qui troviamo una ottantina di tori. "Lo scorso anno il loro seme è stato esportato in 17 Paesi - spiegano gli organizzatori - un risultato considerevole a conferma della qualità del lavoro svolto e di quanto viene prodotto".



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