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Il campione di parapendio Parmesan soccorre un collega caduto a terra: "Bilancio? Il numero unico 112 è da abolire. Il nucleo elicotteri di Trento e tutto il personale da applaudire"

Il parapendista di Mori sabato nei pressi del Rifugio Roda de Vael  ha notato una vela chiusa. Ha deciso di scendere e ha trovato un pilota immobile, cosciente ma con molti dolori. Storia di un salvataggio (CON VIDEO) con conclusione e considerazioni finali 

Di Luca Pianesi - 31 agosto 2017 - 13:20

TRENTO. E' questa la storia di un salvataggio. Protagonista un campione di parapendio, Moreno Parmesan (classe '83 di Mori, uno di quelli che inanella record di volo uno dietro l'altro, già campione del Triveneto, in cerca del record del mondo di volo continuato) che sabato scorso ha notato un "collega" parapendista in difficoltà, lo ha raggiunto, aiutato nell'immediato e ha chiamato per lui i soccorsi. E' la storia del solito, grande, intervento degli operatori dell'elisoccorso, sempre precisi, puntuali e professionali, veri "angeli" che scendono dal cielo per portare in salvo chi è in difficoltà. Ed è, purtroppo, anche la storia di qualche ritardo di troppo (ancora) dovuto al numero unico 112.

 

"Sabato sono andato a volare in Val di Fassa con amici - scrive Moreno su Facebook - giornata abbastanza buona, partita tardi ma con quote di circa 3.600-3.900 metri. Decollo al Col Rodella dopo aver fatto quota sul Sasso Lungo parto verso il Catinaccio quando nei pressi del Rifugio Roda de Vael scorgo una vela a terra. Insospettito decido di fare un passaggio sopra per vedere se è tutto ok ma così non è".

 

A terra, infatti, Moreno scorge un uomo, ancora con addosso l'imbragatura e con il paracadute d'emergenza "lanciato" ma che non aveva fatto a tempo ad aprirsi. "Il pilota era immobile nell'imbragatura e l'emergenza era stata lanciata ma non si era aperta a fianco al pilota. Avviso per radio dell'emergenza, parto in vite per smaltire i circa 400 metri di quota che avevo dal costone, top molto impegnativo dato il sottovento ma cerco una zona a monte con aria più pulita e distante dalla zona dell'incidente dato che sicuramente arriverà l'elicottero. Vela a fiocco, imbrago sopra la vela per scongiurare guai".

 

Ok, Moreno è a terra, "prendo telefono e radio e mi precipito dal pilota, cosciente ma molto dolorante. Valuto velocemente la gravità, cosciente e lucido ma lamenta molto dolore ad una spalla e al basso ventre, assolutamente non devo muoverlo porrebbe avere traumi alla colonna. Dopo 3-4 telefonate con il numero unico 112 che a mio avviso è un servizio pessimo, intimo di mandare immediatamente l'elicottero per l'acutizzarsi di dolori al ventre del povero pilota. Dopo 30 minuti e dico 30 mi dicono che hanno dato l'ok per l'elisoccorso e in 9 minuti ci raggiunge. Qui, di contro, personale super preparato. Pilota con contromanico, personale sanitario e soccorso alpino da 10 e lode".

 

A quel punto i sanitari mettono il parapendista sulla barella e anche con l'aiuto di Moreno lo caricano sull'elicottero, immobile con una ruota appoggiata a terra e perfettamente stabilizzato dal pilota

 

 

 

 

Moreno conclude il post tracciando un bilancio e tirando qualche considerazione personale: "Conclusione: il pilota sta meglio ma ne avrà per qualche mese. Il numero unico 112 è da abolire. Il nucleo elicotteri di Trento e tutto il personale da Applaudire!! Considerazioni personali: utile per tutti i piloti fare dei corsi di primo soccorso; consiglio lo spot satellitare per il tracking ed Sos (in caso di incidente e siete soli o in una zona d'ombra per i cellulari i soccorsi col piffero che li chiamate!); sulle attrezzature, vedo molti moltissimi piloti con vele molto sopra le loro capacità, fate un'analisi approfondita e sincera e valutate bene prima di fare l'acquisto. Non fatevi ingolosire da pubblicità forvianti del tipo "tranquillo È un EN C, va come un D ma si comporta come un EN B. Buoni Voli".

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