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Nessuna atmosfera medievale, il Palio delle Contrade salta per il secondo anno consecutivo. Gli organizzatori: "Freddezza di Comune e Apt"

Quest'anno l'evento da un milione di euro di indotto e 20.000 presenze è sfumato per motivi economici. Stefano Grassi: "Si perde un momento aggregativo e sociale. Speriamo di ritornare in pista il prossimo anno" 

Di Luca Andreazza - 05 September 2017 - 13:08

TRENTO. Si blocca ancora il motore del Palio delle Contrade e per il secondo anno consecutivo Trento si trova a rinunciare alle atmosfere rinascimentali e alla colorata piazza d'armi, così come a balestrieri, arcieri, sbandieratori, spadaccini, giullari, mangiafuoco e tutto il resto della compagnia. Previsto per inizio mese l'Associazione 'Amici della città' si è ritrovata ad alzare nuovamente bandiera bianca, nonostante quindici edizioni già alle spalle.

 

"Questo è un modo per vivere il contesto medievale, ma anche per riscoprire usi e costumi ormai persi. Speriamo di ritornare in pista l'anno prossimo, ma notiamo una certa freddezza da parte dell'amministrazione comunale: abbiamo iniziato a muoverci già a novembre scorso e mesi fa abbiamo richiesto un incontro al sindaco Alessandro Andreatta, così come all'assessore Roberto Stanchina, ma tutto è rimasto lettera morta, purtroppo nessun riscontro. La differenza rispetto al primo cittadino Alberto Pacher, che ci ha sempre stimolato e incoraggiato è evidente", commenta Stefano Grassi, presidente della macchina organizzativa.

 

Alla base della rinuncia ci sarebbero motivi economici, i contributi privati incidono per circa il 70% del budget e il Comune sarebbe dovuto intervenire per chiudere il cerchio: "La stima - spiega il presidente dell'Associazione 'Amici della città' - si aggira intorno ai 4 mila euro di sostegno comunale. In questo periodo di ristrettezze delle risorse ci si sarebbe potuti anche accordare per la fornitura di qualche struttura per sgravarci da altri impegni economici. Siamo disponibili al dialogo e vorremmo sederci intorno a un tavolo".

 

Nell'attesa di incontrarsi, si è perso così per la seconda edizione consecutiva un evento storico: "La manifestazione - prosegue Grassi - è cresciuta nel tempo e le ultime edizioni hanno coinvolto circa 20 mila persone che si riversavano nel centro storico per circa un milione di euro di indotto tra bar, ristoranti e strutture ricettive. Tanti scoprivano Trento e poi ritornavano in altri periodi dell'anno. Nonostante la portata turistica, anche l'Apt Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi si è sfilata, dopo un primo contributo di 1.500 euro, l'azienda non è più intervenuta in nostro sostegno, per investire tutto nelle gare di bici".

 

Il Palio delle Contrade affonda infatti le proprie radici nella battaglia combattuta ai piedi di Castel Beseno, quando il 10 agosto 1487 il Principato Vescovile di Trento e le forze della Confederazione Tirolese ottennero una storica vittoria sulla Serenissima Repubblica di Venezia in espansione verso Trento.

 

“Il Palio rappresenta per l'associazione un momento di festa finale per la nostra attività svolta nel corso dell'anno - ammette il presidente - una festa per i nostri bambini e ragazzi che praticano tiro con l'arco (40 bambini e ragazzi, ndr). Lo spirito dell'associazione è infatti quello di coinvolgere la cittadinanza, promuovere la socializzazione e momenti aggregativi partendo da un fatto storico importante per la nostra città. Un momento a nostro avviso importante anche per la promozione aggregativa e sociale, senza dimenticare l'integrazione: il presidente degli arcieri è albanese, mentre alcuni componenti provengono dal Marocco".

 

Visitatori da ogni parte d'Italia, ma anche da Germania, Inghilterra e Austria. Nel 2000 l'associazione 'Amici della città' è stata la prima in provincia a proporre una festa monotematica e medievale. L'evento, considerato tra i primi cinque Palio per tipologia, dietro solo agli Scacchi di Marostica, i Normanni di Sicilia, il Palio di Siena ed i balestrieri di Gubbio cala il sipario anche nel 2017.

 

"L'associazione - conclude Grassi - ha cercato di recuperare e valorizzare quel profondo sentimento civico di 'appartenenza territoriale'. Le contrade sono state riscoperte nel 1999 grazie alle ricerche condotte da me in collaborazione con i professori Serpetti Canu. Anche l'abbigliamento è stato minuziosamente studiato nel tentativo di essere fedeli dal punto di vista storico: il Palio delle Contrade è infatti una festa monotematica medievale e grazie alla nostra tipologia e tipicità siamo riusciti a creare sinergie importanti, come il gemellaggio con la Contrada della Tartuca di Siena e ricevere importanti riconoscimenti a livello internazionale e nazionale”.

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