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Pane integrale, difficile riconoscerlo. Troppe denominazioni e di integrale in alcuni casi c'è ben poco. Il Centro consumatori di Trento scrive al Ministero

La richiesta è quella di fare in modo che, sia per i prodotti da forno che per il pane, il termine integrale indichi che il prodotto alimentare sia fatto esclusivamente con farine integrali o, quantomeno, con una certa percentuale minima rilevante

Di G. Fin - 03 aprile 2017 - 12:55

TRENTO. Mangiare integrale fa bene ma trovare un pane veramente integrale spesso non è così facile. Per districarsi nella giungla di denominazioni occorre leggere gli ingredienti che purtroppo nemmeno vengono indicati in maniera completa sulle etichette.

 

La confusione regna sovrana ed è per questo che il Centro di Ricerca e Tutela dei consumatori e degli utenti del Trentino ha deciso di chiedere al Ministero dello Sviluppo Economico di rivedere la normativa in materia. La richiesta è quella di fare in modo che, sia per i prodotti da forno, che per il pane, il termine integrale indichi che il prodotto alimentare sia fatto esclusivamente con farine integrali o, quantomeno, con una certa percentuale minima rilevante.

 

“C'è molta confusione – spiegano dal Centro di Ricerca e Tutela dei consumatori - quando i cittadini comprano il pane integrale, credono di acquistare il pane fatto di farina integrale di un certo tipo, ma non è così. Filoncini con crusca, integrale, cruschetta integrale, pane tipo 0 integrale, integrale integrale, pane del senatore, pane integrale, sono solo alcune delle varie denominazioni che abbiamo trovato visitando una decina di panetterie del centro città”.

 

La legge impone di indicare anche gli ingredienti degli alimenti e, quindi, in questo caso, la denominazione di vendita non basterà e occorrerà leggere la lista degli ingredienti

 

“La presentazione del pane - viene spiegato dal Centro Consumatori - può avvenire a scelta del panettiere o con cartellini riportanti la denominazione di vendita del pane ed il suo elenco ingredienti oppure con cartellini riportanti denominazione e prezzo ed elenco ingredienti in un apposito registro/cartello riassuntivo esposto nel punto vendita e a disposizione della clientela che ne faccia richiesta; noi chiediamo che venga adottata la prima soluzione”.

 

La denominazione del pane deriva dallo sfarinato “caratterizzante” presente nel pane e lo sfarinato 'caratterizzante' viene deciso dal panettiere (non esistendo norme che 'impongono' che sia quello in quantità maggiore). Potremmo quindi avere 'Pane integrale' anche una percentuale molto bassa di farina integrale e nel mercato arrivano quindi prodotti che possono avere quantità di fibre decisamente diverse.

 

 

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