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Orsi, dopo l'Enpa anche la Lav chiede di togliere la competenza alla Provincia di Trento: ''Intervenga il Ministero''

Gli errori in serie, l'assenza di politiche di prevenzione, contenimento, informazione per quanto riguarda la presenza sul territorio di orsi (e lupi) stanno spingendo sempre più persone a chiedere al ministero dell'ambiente di prendersi in capo la gestione del fenomeno in Trentino. Stefani: ''Abbiamo a cuore l’incolumità delle persone e quella degli orsi, e proprio per questo, ci chiediamo se non sia stato fatto troppo poco dalla Provincia''

Di L.P. - 24 agosto 2020 - 17:50

TRENTO. ''Non c’è più tempo da perdere, chiediamo che la gestione degli orsi del Trentino e le indispensabili azioni di prevenzione siano stabilmente affidate al Ministero dell’Ambiente o continueremo ad assistere a una penosa quanto ingiusta caccia all’orso, che rappresenta anche un pessimo biglietto da visita per la regione''. Dopo l'Enpa anche la Lav (per tramite del suo presidente nazionale, Gianluca Felicetti) chiede a gran voce che alla Provincia di Trento venga tolta la competenza in materia di grandi carnivori. Una richiesta che si leva con sempre maggiore forza da più parti vista la totale assenza della politica da due anni, da quando si è insediata la giunta leghista che aveva promesso di risolvere tutto con un batter di ciglia.

 

In realtà si sono registrate solo epiche figuracce in serie con un M49 che ha preso in giro Fugatti e Zanotelli per ben tre volte, scappando due volte dal Casteller e poi sfilandosi il radiocollare; i danni causati dalle predazioni sono aumentati (anche se si parla sempre di cifre infinitesimali, in totale meno del costo di un marciapiede di 300 metri: vale la pena per una società evoluta che sa di essere sull'orlo del tracollo per il suo rapporto con la natura spendere 200.000 euro per garantire la presenza di due specie fondamentali per la biodiversità come lupi e orsi? Per noi la risposta è senz'altro sì); sono aumentate le aggressioni ed è scomparsa l'attività di informazione e formazione di turisti e residenti.

 

Insomma se fino a qualche anno fa si chiedevano allo Stato maggiori competenze perché si era dimostrato di essere territorio all'avanguardia, pur con criticità che potevano essere corrette e risolte anche usando l'autonomia, oggi la situazione si è ribaltata. Si chiede che sia lo Stato a ''salvare'' questo importantissimo progetto di gestione dei grandi carnivori, appurato che la giunta provinciale si è dimostrata totalmente inadeguata a svolgere questo compito (si pensi, per esempio, all'assenza in conferenza stampa dell'assessora competente in materia Zanotelli per riferire dell'aggressione di Andalo e alla presenza, al suo posto, del dirigente dimissionario Masè: qualcosa di incredibile). 

 

''Auguriamo una pronta guarigione al giovane, vittima dello scontro con l’orso M57 e chiediamo clemenza per M49 che ha ripetutamente manifestato la necessità di vivere libero – prosegue Simone Stefani, responsabile della LAV di Trento e vicepresidente nazionale dell’Associazione  –. Siamo fermamente convinti che catturare e imprigionare animali selvatici sia una decisione scellerata e deleteria''.

 

''Abbiamo a cuore l’incolumità delle persone - aggiunge Stefani - e quella degli orsi, e proprio per questo, ci chiediamo se non sia stato fatto troppo poco dalla Provincia per prevenire questi rischi dal momento che M57 era già stato sorpreso da diverso tempo a rovistare nei cassonetti della spazzatura e a frequentare il centro abitato: perché la Provincia non si è dotata di cassonetti anti-orso? Perché non sono state messe in atto le azioni di dissuasione previste dal Pacobace, il Piano di conservazione dell'orso Bruno sulle Alpi? Andalo è una zona a forte attrazione turistica e nelle vicinanze della zona dove è stato catturato M57, si trovano un campeggio, un maneggio, una palestra di roccia e un campo di calcetto. Gli orsi possono percorrere anche 20 chilometri al giorno e non attaccano l’uomo come preda: non hanno colpe se si imbattono in aree abitate dove, peraltro, l’odore del cibo può essere una irresistibile attrattiva. Fare prevenzione significa gestire questi aspetti nel rispetto dell’habitat di questi animali, a cominciare dal ricorso a segnaletica e formazione adeguata, invece di ricorrere a insensate catture”.

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