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Scritte "Daspo" sui negozi, l'imam Breigheche: "Frutto di un clima d'odio". Il sindaco Andreatta "Un segnale pessimo"

Condanna da parte di istituzioni e categorie economiche. Dorigatti: "Le Istituzioni dell’autonomia non possono esimersi da una condanna senza scusante alcuna". Per Ianeselli della Cgil "sentimenti razzisti trovano sempre più spazio nella nostra società"

 

 

Pubblicato il - 01 August 2017 - 05:51

TRENTO. “Sai cosa faccio? Mi hanno scritto 'Daspo' sulla mia insegna ed io ci aggiungo un apostrofo e le lettere 'rto', così avrò una una 'calzoleria d'asporto”. La prende sul ridere Belhassen, il gestore del negozio da calzolaio di vicolo della Seconda Androna, uno dei locali del centro storico gestiti da stranieri le cui insegne nei giorni scorsi sono state marchiate con la scritta “Daspo”.

 

Belhassen sa che l'ignoranza si batte anche in questo modo ma lui, che ogni giorno è a contattato con la gente, sa anche che non è per nulla un bel segnale quello che è successo. Dopo l'articolo uscito su “Il Dolomiti”, ieri per tutta la giornata giornalisti della carta stampata e delle tv locali gli hanno fatto visita e gli attestati di solidarietà non sono mancati.

 

“Sono episodi che si ripeteranno perché purtroppo nascono in un clima creato da chi sfrutta le difficoltà economiche e sociali per alimentare situazioni di intolleranza e odio nei confronti del diverso” afferma l'imam di Trento, Aboulkheir Breigheche che, rivolgendosi agli autori delle scritte afferma: “Chi ha fatto questo gesto vorrebbe mandare via persone serie che lavorano rispettando tutte le regole ma per rimpiazzarle con chi? Con persone che spacciano? Con coloro che magari sono sfruttatati da chi traffica con la droga?”.

 

L'invito poi da parte dell'Imam ad un impegno da parte di tutte le realtà socio-culturali, religiose e politiche che “deve essere moltiplicato rispetto a quello avuto fino ad oggi, in modo da affrontare in maniera seria e anche legale le persone che alimentano l'intolleranza, la xenofobia e il razzismo”. “Dobbiamo lavorare uniti – ha concluso Breigheche – e denunciare fatti del genere”.

 

A prendere posizione è anche il Presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti che oltre a condannare fermamente l'atto, esprimere solidarietà dei confronti dei titolari dei negozi colpiti dalle scritte.

 

“Davanti alla triste esibizione della follia xenofoba, che ha lordato di sé vetrine ed arredi urbani e che è lontana dalla cultura e dai valori della solidarietà autentiche caratteristiche di questa terra – scrive in una nota Dorigatti - le Istituzioni dell’autonomia non possono esimersi da una condanna senza scusante alcuna, nella convinzione che questi linguaggi, che ricordano purtroppo l’odio di un’altra nottata nella Germania nazista del 1938, siano i segni di una sottocultura nutrita solo di pregiudizi e di intolleranze”.

 

Il Presidente del Consiglio provinciale è certo “che si tratti del delirio di pochi, ai quali si contrappone la saggezza e l’accoglienza di tanti, perché solo nel dialogo e nella reciproca conoscenza risiedono le spinte al civile rispetto reciproco ed al progresso di tutti”.

 

Duro anche il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta. “E' un segnale pessimo – afferma – e chi lo ha compiuto vuole negare che la nostra città che è aperta al dialogo, all'ascolto, al confronto con tutte le culture e religioni. Chi ha apposto la scritta 'daspo' su un negozio lo ha fatto verso una attività che per il sindaco è fondamentale per la vita della città. Tutti gli artigiani ci sono cari e non ci interessa che lingua parlano o da dove provengono”.

 

Anche il segretario della Cgil, Franco Ianeselli ricorda come l'accaduto riporta alla mente quando scritte altrettanto offensive comparivano contro gli ebrei. “Oggi come allora questi fatti non possono che creare sconcerto, ma anche preoccupazione. Ci rendiamo purtroppo conto che sentimenti razzisti trovano sempre più spazio nella nostra società e anche all'interno di alcune parti del sindacato. Per questa ragione dobbiamo condannare con fermezza questi atti codardi e incivili”.

 

“Inaccettabile, questi sono atti che mandano segnali preoccupanti. Siamo forse davanti a una deriva razzista e xenofoba? O solo a degrado e atti di vandalismo fine a sé stessi?”, si chiede invece Massimiliano Peterlana, vicepresidente di Confesercenti del Trentino e presidente di Fiepet. 

 

“E’ un segnale allarmante – prosegue Peterlana - perché non ci sono imprenditori di serie A e serie B a seconda della nazionalità. Le attività commerciali vanno tutelate senza ma e senza se. Questi atti violenti vanno condannati e contrastati con tutti i mezzi a disposizione dell’amministrazione e delle forze dell’ordine".

 

"Ogni imprenditore che esercita la propria attività commerciale a prescindere dalla sua nazionalità va tutelato. E come per il degrado in alcune parti della città, mi aspetto anche per questi atti vili una forte presa di posizione da parte della politica tutta”.

 

Amara l'analisi di Mario Cossali, presidente dell'Anpi del Trentino: "E' come minimo sconcertante che qualcuno a Trento si sia preso la briga di imbrattare superfici cittadine con la scritta "DASPO", ma non a caso, scegliendo invece con cura luoghi e negozi frequentati e/o gestiti da cittadini di origine straniera".

 

"Quel 'DASPO' equivale a 'Via!', a 'Los!' ed è la spia di una mentalità preoccupante, che non si può giustificare in nessun modo. Non basterà cancellare le scritte - continua Cossali -  sarà necessaria da parte di tutte le forze democratiche segnalare una distanza e una condanna senza se e senza ma".

 

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