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Sfila il corteo degli animalisti ma la 'lezione' la dà Trento che agli insulti risponde con l'indifferenza

Venuti (in pochi) da varie parti d'Italia hanno sfilato ripetendo cori come  'trentini assassini', 'trentini vergogna' e 'avete le mani sporche di sangue', hanno lanciato minacce a Rossi 'verremo a prenderti' e insulti 'i trentini sono lenti di mentalità, come questo corteo, ecco perché non sfilano con noi'. Alla fine, tolto qualche momento di minimo attrito, tutto è scivolato via

Di Luca Andreazza - 19 agosto 2017 - 19:15

TRENTO. Doveva essere un'invasione da tutta Italia, doveva essere un segnale chiaro al Trentino dopo l'abbattimento di Kj2, doveva essere una lezione. Alla fine l'unica lezione l'ha data Trento che agli insulti di una sessantina di persone che hanno sfilato al grido 'trentini assassini', 'trentini vergogna' e 'avete le mani sporche di sangue' ha risposto con un'elegante indifferenza. La manifestazione partita intorno a mezzogiorno è sfilata sotto lo sguardo disinteressato e noncurante della città, dei cittadini e dei tanti turisti presenti in centro. E così gli insulti sono caduti nel vuoto in questo sabato d'agosto. Se la prima protesta di martedì scorso era stato un flop (Qui articolo), questa non è andata tanto diversamente.

 

 

L'inizio è stato difficile. Il ritrovo era fissato per le 10 e la partenza per le 11. A quell'ora, però, erano una cinquantina e bisognava aspettare chi era rimasto bloccato nel traffico, ma l'invasione non arriverà comunque. Il secondo intoppo si è registrato per individuare qualcuno che si mettesse alla guida della macchina di testa apri-corteo. Trovato,  finalmente sembrava la volta buona, ma un incidente avvenuto in via dei Ventuno (Qui articolo) costringeva tutti a un nuovo stop e ad una nuova attesa, mentre qualcuno già urlava al complotto.

 

Poi si è partiti per davvero, in testa Enrico Rizzi e Valerio Vassallo e nel mirino sono finiti soprattutto il governatore Ugo Rossi: 'Dimissioni dimissioni', 'Ci sarà un terzo abbattimento e non sarà un orso', 'Ci accampiamo nel tuo giardino', 'Verremmo a trovarti in via Giusti', 'Rossi vergogna ritorna nella fogna' hanno scandito a più riprese i manifestanti, mentre qualcuno invocava pure la ghigliottina.

 

Sono rimasti delusi gli animalisti, anche tra loro, 'Siamo pochi. La maggioranza della popolazione trentina è civile, ma preferisce restare a casa invece di lottare al nostro fianco e scendere in piazza, allora sono uguali a Rossi, cioè tutti assassini', 'I trentini sono lenti di mentalità, come questo corteo'. E alcuni manifestanti sono parsi insofferenti, il fronte animalista è sembrato piuttosto una linea Maginot e il corteo si è sfilacciato già dopo i primi passi. La linea di testa è sembrata più propositiva, mano a mano che si arretrava nel corteo la voce calava eccome.

 

Lungo via Torre Verde è iniziato invece un discorso sulle provinciali 2018 per dire che l'abbattimento si tramuterà in voti facili, ma c'ha pensato il coro 'Assassini, assassini' a far sfumare subito tutto. Tra un coro e l'altro accuse anche per Erminio Boso, l'assessore Michele Dallapiccola, Romano Masè e il corpo forestale. Ma sempre fuori sincronia. 

Le proteste hanno investito anche Angelo Metlicovec, reo (a detta loro) di aver simulato l'aggressione e di essere stato lui invece ad attaccare l'orsa, 'un malato mentale che non ha neppure un cognome italiano, un ignorante dei boschi che vuole risolvere i suoi problemi economici attraverso il risarcimento danni e autore di versioni contrastanti'. 

 

Il corteo ha sfilato davanti al Castello e la richiesta ai turisti è stata quella di boicottare il Trentino, mentre al Tribunale si è chiesta giustizia per l'orsa. Poi Piazza Fiera, via Travai e tra fumogeni e slogan si è giunti al traguardo di piazza Dante. 

 

Solo qualche momento di tensione. Dopo il battibecco iniziale tra Rizzi e Lorenzo Conci (Qui articolo), una signora alla fontana di piazza Venezia ha sventolato in faccia ai manifestanti il cartello 'Gli orsi nel giardino di casa vostra' ma è stata subissata di minacce e in quattro e quattrotto ogni contro protesta è rientrata. Lungo via Travai un uomo ha provato a dire qualcosa e immediatamente è stato circondato ed è volato anche qualche epiteto. In entrambi i casi le forze dell'ordine sono subito intervenute per evitare ogni possibile conseguenza.

 

 

Nel primo pomeriggio gli animalisti, che nel frattempo si sono dimezzati diventando una trentina, si sono recati a Cadine, alla ricerca dell'abitazione dell'uomo aggredito. Anche qui qualche coro, alcuni momenti di tensione e quindi tutto si è concluso, tra Trento e la Valle dei Laghi senza danni.

 

Insomma, una prova di democrazia del Trentino, che agli insulti ha risposto col silenzio e l'indifferenza lasciando spazio alla manifestazione. 'Ma torneremo e non ci fermiamo qui', promettono gli animalisti.

 

 

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