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Trasparenza in Trentino, l'Anac: "Nessuna deroga, adattarsi alle norme nazionali"

Riprendono quota le due petizioni depositate dall'associazione 'Più democrazia in Trentino' costituita per sostenere il disegno di legge di iniziativa popolare sulla democrazia diretta. Raffaele Cantone: "Ok forme per adattare le norme al contesto peculiare, ma Regioni e Province a statuto speciale non possono derogare" 

Di Luca Andreazza - 11 aprile 2017 - 13:20

TRENTO. Il dubbio è stato sollevato dall'associazione 'Più democrazia in Trentino' e la risposta dell'Anac di Raffaele Cantone è decisa e toglie ogni incertezza: Provincia di Trento e Regione Trentino Alto Adige non sarebbero in regola in materia di pubblicità e trasparenza.

 

"Le modifiche introdotte dal d.lgs. 97/2016 - si legge nella nota - non hanno interessato le norme transitorie e finali contenute nell’art. 49 del d.lgs. 33/2013. Resta fermo quindi che le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e Bolzano possono individuare forme e modalità di applicazione del decreto in ragione della peculiarità dei propri ordinamenti (co. 4). Si evidenzia al riguardo che, anche alla luce dell’esperienza maturata dall’Autorità nell’esercizio della attività di vigilanza e controllo sul rispetto degli obblighi di trasparenza, tale previsione è da intendersi riferita esclusivamente alle “forme e modalità” attuative delle disposizioni in materia di trasparenza contenute nel d.lgs. 33/2013. Ciò vuol dire che non possono essere previste, comunque, deroghe ai contenuti del decreto che limitino o condizionino i contenuti degli obblighi di trasparenza".

 

Insomma nessuno sconto da parte dell'autorità nazionale anti corruzione che chiede di adeguarsi a quanto avviene nel resto dell'Italia. Se da un lato la delibera si traduce nella possibilità per Provincia e Regione di trovare forme che si adattino alle proprie peculiarità, dall'altro conferma come non è prevista nessuna deroga per Regioni e Province a statuto speciale rispetto ai contenuti del decreto che possono limitare o condizionare i contenuti degli obblighi di trasparenza. 

 

Dalla mancata comunicazione della dichiarazione dei redditi alla comunicazione di attività ambientali per opere pubbliche e pianificazione del territorio, sono diverse le mancanze nel mirino dell'associazione 'Più democrazia in Trentino', il riferimento in particolare va al programma triennale per la trasparenza e l'integrità e l'apposito capitolo nel successivo piano triennale per la prevenzione della corruzione eliminato dalla legge regionale di recepimento.

 

Obblighi in molti casi mai adempiuti dai Comuni e dalle Comunità di Valle. Un'inchiesta de Il Dolomiti (Qui articolo completo) in particolare evidenziava come un centinaio delle 175 amministrazioni comunali trentine non fossero a norma. E le sanzioni previste, sempre disciplinate dalla legge, vanno da 500 a 10.000 euro con tanto di "pubblicazione del provvedimento sanzionatorio sul sito internet dell’amministrazione o dell’organismo interessato". Il quadro delle Comunità di Valle non è migliore, tanto che Cantone aveva dato un ultimatum di 20 giorni per mettersi in regola (Qui articolo completo). 

 

La Provincia di Trento e la Regione Trentino Alto Adige hanno infatti eliminato il decreto dell'articolo che regola gli obblighi di trasparenza e diffusione delle informazioni riguardante la dichiarazione dei redditi: secondo la legge regionale soltanto Trento e Bolzano devono adempiere agli obblighi in materia di trasparenza per sindaci e assessori, questo in quanto comuni con oltre 50 mila abitanti, quando però la legge nazionale estende l'obbligo a tutti gli organi politici (circoscrizioni comprese) con popolazione superiore ai 15 mila abitanti.

 

Nel mirino dell'Associazione 'Più democrazia in Trentino' anche l'eliminazione dell'articolo 23 (obblighi di pubblicazione concernenti i provvedimenti amministrativi), dell'articolo 37 (obblighi di pubblicazione dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture), dell'articolo 38 (pubblicità dei processi di pianificazione, realizzazione e valutazione delle opere pubbliche) e l'articolo 40 (pubblicazione e accesso alle informazioni ambientali).

 

E quindi riprendono quota le due petizioni depositate dall'associazione costituita per sostenere il disegno di legge di iniziativa popolare sulla democrazia diretta e il compito sottolinea l'Anac  ("l’Autorità - spiega - non può esprimersi con un parere su una petizione legislativa, seppur riguardante questioni che attengono alla trasparenza nelle amministrazioni pubbliche") è nelle mani del comitato che ha il compito di portare all'attenzione dei consiglieri provinciali le direttive emanate dall'ente presieduto da Raffaele Cantone per spingere l'assemblea legislativa provinciale ad adottare i provvedimenti per adeguare la normativa locale a quella nazionale. 

  

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