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Trento Fiere, Pd e Cantiere "Lo spostamento all'ex Italcementi non è stato discusso in maggioranza. Stanchina si ricordi che fa parte di una coalizione"

Il metodo usato dall'assessore comunale non piace alla maggioranza. L'opposizione "Un sindaco forte non avrebbe in giunta un assessore che si permette di fare queste scelte in maniera autonoma”

Di G.Fin - 13 gennaio 2017 - 07:35

TRENTO. “Il nuovo polo fieristico sarà nell'area dell'ex Italcementi”, sembrava quasi ostentare sicurezza due giorni fa l'assessore comunale in quota Patt, Roberto Stanchina, nel dichiarare alla stampa la soluzione trovata per il futuro polo espositivo cittadino.

 

Davanti ai giornalisti, in occasione delle presentazione dell'evento Idee Sposi che si terrà in questo fine settimana in via Briamasco, Stanchina aveva annunciato il raggiungimento di un accordo tra Provincia, Comune e Patrimonio del Trentino e che la struttura sarebbe stata pronta per fine estate 2018.

 

Una posizione, questa, riconfermata anche nella mattinata di ieri quando l'assessore alle attività produttive del Comune di Trento ha ribadito di voler “proseguire per questa strada anche se alcuni colleghi hanno storto il naso”.

 

Di certo l'annuncio fatto dall'assessore Roberto Stanchina non è piaciuto a molti. Non viene messa in discussione la possibilità di posizionare il futuro polo fieristico all'ex Italcementi, ma bensì il metodo che l'assessore ha usato non coinvolgendo la maggioranza per la scelta e dando per certo tante cose che invece devono ancora essere discusse visto che comunque la decisione finale ricadrà sul Consiglio comunale.

 

“Spiace constatare – afferma il capogruppo del Pd, Vanni Scalfi – che per questa decisione sia mancato un momento di condivisione. Questo dimostra che l'imprinting renziano sull'assessore autonomista è ancora marcato”.

 

Sulla possibilità di dislocare il futuro polo espositivo all'ex Italcementi, all'interno di un progetto più ampio di riqualificazione della zona, se ne era parlato anche in passato. L'idea dell'area a Piedicastello, tra i vari partiti di maggioranza, era però solo un'opzione assieme a quelle di piazzale San Severino e all'ex Scalo Filzi. In nessun modo, fino ad oggi, si era arrivati ad una scelta definitiva. “Da parte mia – spiega Scalfi – ci potrebbe essere una condivisione di massima che però ha bisogno di più dati e più informazioni”.

 

Il metodo scelto dall'assessore Stanchina non è piaciuto nemmeno al consigliere del Pd, Paolo Serra. “Io non sono contrario al luogo scelto ma al metodo utilizzato. Qualcuno dovrebbe ricordarsi – spiega – che fa parte di una maggioranza e che tutti assieme dobbiamo condividere le scelte e i percorsi da fare. Esprimerle in maniera personale crea solo disagio all'interno della maggioranza. Siccome poi l'ultima parola spetta al Consiglio comunale dove i numeri sono risicati, bastano due o tre contrari per creare problemi. Scelte prese in questo modo che sembrano imposizioni non passano”.

 

Stanchina, in questo caso, sembra aver fatto il passo più lungo della gamba. L'andare avanti da soli non sembra essere una buona idea visto anche i tanti problemi che in questa legislatura la maggioranza guidata da Andreatta ha dovuto superare. “Il metodo è importante – spiega Serra - perché è vero che è stata accennata in maggioranza tempo fa questa zona per Trento Fiere ma era una opzione assieme ad altre e stavamo facendo una discussione generale. Forse qualche assessore non conosce bene il significato di metodo condiviso”.

 

“Non possiamo esprimere un giudizio su una scelta del genere perché non ci sono state fornite abbastanza informazioni ed è una situazione quasi surreale” è il commento del consigliere comunale Alberto Salizzoni che sottolinea come “in maggioranza non si è ancora parlato di questo tema e l'assessore Stanchina ha saltato qualche passaggio”.

 

Nella scorsa legislatura, sull'ex Italcementi si erano fatti dei ragionamenti approfonditi e anche dei documenti che prevedevano, per la zona, funzioni diverse rispetto ad un polo fieristico. “Questo non significa – ha spiegato Salizzoni - che si deve rimanere a quello ipotizzato nel passato ma abbiamo bisogno di avere le informazioni per capire e ad oggi non ci sono state fornite”. Per Salizzoni non mancherebbero comunque alcuni problemi viabilistici per la zona. “E' chiaro – ha affermato – che le zone fieristiche hanno bisogno di un certo tipo di condizioni, in primis di infrastrutture viabilistiche e di adeguati collegamenti che sono elementi problematici per quella zona”.

 

A sperare che l'uscita dell'assessore Roberto Stanchina sia solo una proposta è Massimo Ducati del Cantiere Civico che conferma come fino ad oggi non si sia discusso e nemmeno venuti in possesso di informazioni che permetterebbero una scelta finale. “Se ben ricordo – ha affermato il consigliere - un paio di mesi fa si era parlato della nuova collocazione di Trento Fiere in maggioranza ed erano state prospettate più aree. Ieri ho visto questa ipotesi lanciata da Stanchina e la ritengo non definitiva ma bensì una proposta che poi dovrà finire sul tavolo e discussa assieme ad altre. Ci sono tanti aspetti da considerare e valutare attentamente e anche il futuro Prg dovrà dire qualcosa”.

 

Se nella maggioranza l'annuncio dell'assessore ha fatto venir qualche mal di pancia, l'opposizione prende immediatamente la palla al balzo per attaccare il sindaco Andreatta.

 

“Io sono favorevole all'ipotesi del polo fieristico all'ex Italcementi – spiega il consigliere Andrea Merler di Civica Trentina – ma qui si dimostra tutta la debolezza del sindaco Andreatta. Un sindaco forte non avrebbe in giunta un assessore che si permette di fare queste scelte in maniera autonoma”.

 

Per Merler “Andreatta ha fatto il rimpasto ed ha aumentato il potere contrattuale del Patt che ora comanda di più all'interno della Giunta e il Pd senza il Patt non ha voti per governare”.

 

Dopo tutte queste prese di posizione che mettono in evidenza le grandi difficoltà sul futuro del polo espositivo cittadino, non ci dovremmo stupire  ora nemmeno nel caso che si tornasse alla soluzione iniziale di una tensostruttura a piazzale San Severino.

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