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Con Wayne McGregor balla anche il genoma

Martedì 31 la stagione InDanza del Centro Santa Chiara si apre con un "colpaccio". Dopo il debutto londinese di ottobre ci sarò la prima italiana dell'ultimo lavoro del più importante coreografo contemporaneo. In "Autobiography" si materializza il rapporto tra arte e scienza che sta particolarmente caro al ballerino. Un algoritmo ha sequenziato 23 sezioni danzanti e la biochimica diventa sorprendente movimento

Pubblicato il - 28 ottobre 2017 - 13:31

TRENTO. E’ un vero evento l’apertura della Stagione InDanza 2017-2018 di Trento. Il Centro Servizi Culturali S. Chiara si è aggiudicato, infatti, la prima rappresentazione italiana, a ridosso del debutto londinese al Sadler’s Wells, della nuova creazione di Wayne McGregor, coreografo maggiore del nostro tempo, ‘artista residente’ al Royal Ballet di Londra. L’appuntamento è al Teatro Sociale martedì 31 ottobre alle 20.30.

 Si intitola Autobiography la nuova creazione di Wayne McGregor per la sua compagnia ed è un lavoro per 10 danzatori partito da uno studio scientifico. Affascinato dalla nozione che ogni cellula del corpo contenga il progetto biochimico della vita di ciascuno, McGregor ha chiesto a due genetisti di sequenziare il suo genoma.

 

 Questa sequenza è stata poi convertita in un algoritmo al computer il quale ha determinato l’ordine delle 23 sezioni danzate dello spettacolo Autobiography, il cui debutto mondiale è avvenuto il 4 ottobre a Londra.

 
 Uno spettacolo in perfetto stile McGregor, sostanzialmente astratto, dove i cenni autobiografici – il coreografo ha trasmesso ai danzatori elementi del suo passato, da memorie personali a opere d’arte che l’hanno influenzato – si innestano senza troppa definizione (solo suggestioni) nella danza concitata e ad alto tasso di energia del coreografo britannico, sebbene qui la sua coreografia trovi anche una sorprendente vena più meditativa ed espressiva. (L'articolo segue dopo il video)

 

 

 Lo si comprende subito all’inizio dello spettacolo, nella sezione denominata Avatar, in cui un danzatore solo, avvolto in una diradata nebbia si muove fluido, sospeso. E così via passando dalla sezione natura, istinto, nutrimento, invecchiamento, quest’ultima caratterizzata da duetti e sorprendenti configurazioni coreografiche.

 
 Ottanta minuti di danza cesellata per una produzione esteticamente impeccabile che si avvale delle scene di Ben Cullen Willeams, inventore delle strutture di metallo e lattice sospese sulla testa dei danzatori; del disegno luci della fedele collaboratrice Lucy Carter; dal sound elettronico di Jlin, lirico e alienante al tempo stesso.

 

  FOYER DELLA DANZA

       

 Anche quest’anno il CID – Centro Internazionale della Danza organizza, in collaborazione con il Centro Servizi Culturali S. Chiara, una serie di incontri d’approfondimento rivolti agli appassionati dell’arte di Tersicore con lo scopo di sviluppare una serie di riflessioni che, prendendo spunto dagli spettacoli in calendario all’interno della Stagione, intendono spaziare a 360 gradi sul mondo della danza e sui protagonisti della scena coreutica nazionale e internazionale.

 
        Il primo appuntamento, che precederà lo spettacolo Autobiography della Compagnia di W. Mc Gregor, è in calendario martedì 31 ottobre presso la Sala Medioevale del Teatro Sociale, avrà per tema LA DANZA INGLESE e sarà coordinato da Silvia Poletti. Giornalista e critico per Corriere della Sera/Corriere Fiorentino, collabora con riviste specializzate italiane (Danza & Danza; Delteatro.it) e straniere (Dance International; Dance Magazine) oltre che con i principali festival e teatri italiani e internazionali; cura saggi e conferenze sul teatro di danza.  L’incontro, a ingresso libero, avrà inizio alle ore 18.00.  

 Identikit d'artista

 

  Wayne McGregor CBE (Commander of the Order of the British Empire), classe 1970, da oltre vent’anni si annovera nel gotha della danza mondiale. Coreografo di insaziabile curiosità, esploratore di movimenti e potenziali creativi, McGregor firma spettacoli per la sua compagnia fondata a Londra nel 1992 con il nome di Random Dance, oggi Wayne McGregor Company, e per i più prestigiosi ensemble di balletto.

 

 Primo autore proveniente dalla danza contemporanea a ricoprire il ruolo di ‘coreografo residente’ al Royal Ballet di Londra, ha dato vita a una quindicina di acclamate produzioni per l’ensemble più prestigioso della Gran Bretagna tra cui il celeberrimo Chroma e il recente Woolf Works, balletto a serata basato sugli scritti di Virginia Woolf e interpretato dall’étoile italiana Alessandra Ferri.

 

  Indefesso sperimentatore, McGregor ama coniugare campi e discipline apparentemente distanti: attratto dalle tecnologie digitali, dalle neuroscienze, dalla filosofia, dalla scienza, ogni sua composizione apre nuovi scenari al corpo. Che si tratti di far nascere una coreografia per un grande ensemble classico - oltre al Royal Ballet le sue creazioni sono in repertorio al Balletto dell’Opera di Parigi, al New York City Ballet, al Bolshoi Ballet, al San Francisco Ballet -, o per la sua compagnia, il pensiero di McGregor non cambia: l’atto creativo per lui è un laboratorio aperto sul mondo in costante trasformazione.

 

  Non è un caso che il suo nuovo Studio, inaugurato nell’aprile di quest’anno, sia all’interno del Here East, il polo scientifico-tecnologico di Londra al Queen Elizabeth Olympic Park. Unica realtà artistica-creativa a essere accettata in quello spazio, con tre sale danza tra le più grandi della Gran Bretagna, lo Studio è la fucina del “McGregor pensiero”.

 

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