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| 24 ott 2017 | 09:28

Dalla Francia all'Italia, contro il cancro c'è Speranza

Venerdì a Meano va in scena "Dove va la vita" che Aria Teatro propone insieme a Fondazione Hospice Trentino. La storia di una mastectomia narrata con delicatezza, sentimento e ironia. Lo spettacolo è la traduzione di un monologo scritto dall'attrice Michèle Guigon che in patria ha avuto oltre 300 repliche e che la Compagnia Italiana di Prosa mette in scena con una recitazione di grande intensità.  Per la prevenzione

di Redazione

TRENTO. Venerdì 27 ottobre al Teatro di Meano va in scena “Dove va la vita” uno spettacolo di teatro e musica realizzato in collaborazione con la Fondazione Hospice Trentino onlus in occasione del mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno.

 

L'appuntamento è  per una serata dedicata a un tema così delicato come la prevenzione del tumore al seno. Questa pièce autobiografica nasce dall'esperienza di una donna che ha subito una mastectomia: è Michèle Guigon, nota attrice francese che scrive questo monologo straordinario privo di melodramma e di autocommiserazione e ricco invece di ironia, saggezza e pungente spirito di osservazione sui meccanismi di sopravvivenza dell'individuo.

 

 Uno spettacolo capace di parlare di un'esperienza difficile, che può riguardare molte donne, con spirito lieve e col sorriso sulle labbra e nel cuore. Tradotto in italiano, il monologo viene portato sul palco da Mariella Speranza de La Compagnia Italiana di Prosa di Genova. (L'articolo segue dopo il video)

 

 

«Questo è uno spettacolo che non faccio con lo spirito con il quale accetterei un ruolo in una commedia per la mia carriera, ma per togliere quella barriera che si crea tra sani e malati nel momento stesso in cui a qualcuno viene diagnosticata una malattia grave, incurabile o degenerativa. Improvvisamente gli stessi medici e operatori ti mettono al di là di una linea e si comincia a vivere un'esclusione. Un atteggiamento senz'altro frutto di tabù, paure, imbarazzo da entrambe le parti. E allora vorrei comunicare questo: che anche chi è sano ha qualcosa da imparare da chi è malato».  Queste le motivazioni dell'attrice italiana che sottostanno alla rappresentazione.

 

 Prima dello spettacolo la parola sarà lasciata a Milena Di Camillo, Presidente della Fondazione Hospice Trentino onlus che ci introdurrà alla serata e presenterà il suo libro “Riserva di prognosi. Un'oncologa si ammala di cancro e interroga la sanità”, il cui ricavato andrà alla fondazione.

 

 La Compagnia Italiana di Prosa è stata fondata nel 1994 per iniziativa di Saverio Soldani ed è un’unità di produzione teatrale che raccoglie intorno a sé un gruppo di attori ed operatori dello spettacolo di provata esperienza. Il lavoro della Compagnia Italiana di prosa affronta in particolar modo il repertorio drammaturgico contemporaneo; la sua ricerca ed il suo sforzo vanno infatti in una direzione di diffusione del Teatro del novecento, di quella poetica così “complessa” e così “contraddittoria” che caratterizza i testi degli scrittori del secolo appena trascorso e che riflette, in fondo, tutti noi.

 

 Il teatro del novecento è la rappresentazione dell’uomo estremamente dubbioso e tragicamente disilluso, ma proprio per questo capace di straordinaria ironia e di felici quanto divertenti paradossi.

 

 

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