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Dallo scontro nei campi di pomodori alla religione di pace

Al Festival Religion Today una domenica (e un lunedì) fitta di proposte tra cinema che lancia messaggi di giustizia e convivenza e incontri pubblici. Nel "potere dell'oro rosso" un corto pieno di ironia e di sensibilità. Al Vigilianum l'Iman delle Comunità Islamiche del Veneto insieme ai rappresentanti delle altre fedi per parlare di pace, convivenza e lotta alla strumentalizzazione delle religioni

Pubblicato il - 14 ottobre 2017 - 12:37

TRENTO. È stata inaugurata ieri sera la ventesima edizione di Religion Today Filmfestival, tra commozione, sorrisi e applausi di un pubblico che ha accolto con entusiasmo la scelta di aprire il Festival con lo spettacolo teatrale “Questo è il mio nome”, che rende viva la testimonianza della migrazione. Il lavoro, nato da un progetto Sprar di Reggio Emilia e curato dal Teatro dell’Orsa, è stato premiato dal pubblico che riempiva la platea del Teatro San Marco con applausi e un intenso dibattito che ha animato la serata a fine spettacolo.

 

Sul tema della migrazione si tornerà domani, domenica, con un pomeriggio organizzato in collaborazione con Cinformi. In programma, a partire dalle 15.30: il cortometraggio "Il potere dell'oro rosso", ironico corto italiano sull'incontro-scontro a suon di pomodori tra un contadino pugliese pieno di pregiudizi e un giovane bracciante africano. (L'articolo segue dopo il video)

 

 

Il lungometraggio Life, film marocchino che racconta un viaggio in autobus che costringe persone molto diverse tra loro a convivere in uno spazio molto stretto, dovendo scendere a compromessi con le proprie convinzioni e modi di vivere; Islam Italia Donne il corpo nascosto, documentario firmato dal giornalista Gad Lerner sul rapporto tra la religione musulmana e il corpo delle donne.

 

La serata, dal titolo Dialoghi (Im)possibili, propone il corto Imagine, piccolo film di grande valore estetico sulla storia di due fratelli separati da contrasti familiari e il film Blindness, lungometraggio polacco ambientato in un istituto per non vedenti nei dintorni di Varsavia, dove si snoda la conversazione tra una criminale stalinista e il primate di Polonia, sua vittima pochi anni prima. I film saranno commentati in sala dal teologo Leonardo Paris.

 

Il pomeriggio di domenica sarà arricchito da una tavola rotonda dove leader delle diverse religioni si confronteranno sulle difficoltà e le sfide del dialogo negli ultimi venti anni.  Alle 17.30, presso il Polo Culturale Vigilianum, si terrà il dibattito organizzato in collaborazione con il Tavolo locale delle appartenenza religiose e Religions for Peace. Parteciperanno Stefano Bettera, vicepresidente dell'Unione Buddhista Italiana; don Mario Gretter dell'Ufficio Ecumenismo e Dialogo Interreligioso della Diocesi di Bolzano-Bressanone; la teologa e pastora battista Lidia Maggi; Kamel Layachi, imam delle Comunità islamiche del Veneto.

 

Al centro del dibattito, certamente, la piaga della strumentalizzazione della religione a motivare la violenza, tema sul quale l'imam Layachi ha una posizione chiara: «La cronaca presenta quotidianamente immagini di violenza – ha affermato l'imam – e di fronte alla crescente aggressività, la religione deve iniettare nelle nostre comunità la cultura della pace, della responsabilità, del rispetto reciproco, unici antidoti alle degenerazioni violente.

 

Nelle società occidentali – continua Layachi – vivono insieme persone diverse: nel rispetto dell’altro, dobbiamo prenderci la responsabilità di costruire la pace. E le religioni possono essere determinanti in questo processo, valori di riferimento di tutte le religioni sono sempre gli stessi: accoglienza della diversità, rispetto reciproco, desiderio di pace. Questa è la grande sfida alla quale oggi sono chiamate le religioni, al plurale».

 

L'intreccio tra religioni e violenza sarà il tema dell'intera giornata di lunedì, con proiezioni di film sia al pomeriggio che alla sera, che cercheranno di offrire sguardi diversi su questo delicato aspetto che negli ultimi anni ha tristemente riempito le pagine delle cronache internazionali.

 

Nel pomeriggio si inizia alle 15.30 con Pako, lungometraggio iracheno sulla storia di un soldato che diserta per amore durante la guerra Iran-Iraq; si continua con Saida despite ashes, documentario tunisino sull'incendio appiccato dai fondamentalisti al mausoleo della santa tunisina Saida Manoubia; per concludere alle 17.30 con Between worlds, dove l'incontro tra due donne in un ospedale dopo un attacco terroristico, diventa il pretesto, per ognuna di loro, per fare i conti con le rispettive la verità.

 

La serata, organizzata in collaborazione con il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, sarà presentata dal giornalista Raffaele Crocco, direttore dell'Atlante dei conflitti e delle guerre nel mondo. Tre i film in programmazione: Operation Commando, cortometraggio sul potere che il gruppo, sostenuto da un capo carismatico, può avere sull'individuo; Chocolate Wind, skype call tra due amiche lontane in cui Masha promette alla più irrisolta Alla di conosce il modo per realizzare i suoi sogni; A157, intenso documentario iraniano sulla vita di tre giovanissime donne incinte, vittime dell'Isis.

 

I FILM

 

IL POTERE DELL’ORO ROSSO

Davide Minnella, Italia 2015, corto 19’

Sotto il sole della Puglia, l’incontro-scontro tra un burbero contadino pugliese e un giovane bracciante africano, entrambi alle prese con la coltivazione dell’Oro Rosso.

 

LIFE

Raouf Sebbahi, Marocco 2016, film, 90’

Il viaggio come la vita, la vita come viaggio. Il film racconta il ritorno di trenta emigrati marocchini dal paese di emigrazione alla loro terra di origine: tra loro un rivoluzionario, un fondamentalista, una prostituta, costretti a convivere nello stretto spazio di un autobus, nonostante la diversità dei loro mondi e del loro bagaglio culturale e religioso. Le loro vicende diventano tessere del grande puzzle della nostra storia collettiva chiamata VITA (HAYAT).

 

ISLAM ITALIA “DONNE IL CORPO NASCOSTO”

Francesco G. Raganato e Gad Lerner, Italia 2016,doc 50’

La figura e il corpo delle donne, i codici di abbigliamento del Corano e il velo, le relazioni familiari e i matrimoni combinati tra consenso e costrizione; la vita quotidiana dei giovani musulmani di seconda generazione in Emilia Romagna; la condizione delle donne e la libertà sessuale in Libano attraverso le voci di una celebre attrice e di una cantante, ma anche la testimonianza di un chirurgo plastico; i diritti dei più indifesi e la storia di un giovane gay fuggito dall’Algeria.

 

IMAGINE

Ilshat Rakhimov, Russia 2017, corto 15’

La storia di due villaggi vicini - uno russo, l’altro tataro - e dei rispettivi ministri di due religioni - mullah e sacerdote - tra loro fratelli. La divisione tra i genitori e i propri contrasti li hanno portati al distacco, ma a distanza di anni entrambi capiscono che è necessario un cambiamento. L'eco delle campane della chiesa nel villaggio tataro e dell'azan in quello russo porta il ricordo costante di un problema irrisolto. Saranno capaci di vincere il proprio ego e perdonarsi reciprocamente?

 

BLINDNESS

Ryszard Bugajski, Polonia 2016, film 115’

All'inizio degli anni Sessanta, una criminale stalinista - Julia Brystiger, soprannominata "Bloody Luna" per la sua crudeltà nel torturare i prigionieri durante gli interrogatori - si presenta all'Istituto per non vedenti vicino Varsavia, chiedendo di incontrare il cardinale Stefan Wyszynsk, primate di Polonia, già vittima della stessa Julia durante la prigionia negli anni 1953-1956. La loro conversazione tempestosa si sviluppa in un teso confronto tra impossibilità di credere, fede, salvezza.

 

PAKO

Walid Taher, Iraq 2015, film 65’

Durante la guerra Iraq-Iran, un soldato in permesso rientra al suo paese per sposarsi. Al ritorno sul campo di battaglia, trova i suoi compagni sconfitti, in gran parte uccisi o dispersi. Quando scopre che l'esercito lo ha dato per morto, diserta e raggiunge in segreto la sua compagna. Ma su di loro incombono la minaccia dell’arresto e le conseguenze della rigida morale del villaggio.

 

SAIDA DESPITE ASHES

Soumaya Bouallegui, Tunisia 2016, doc ’53

La notte tra il 15 e il 16 ottobre 2012, i fondamentalisti hanno dato fuoco al mausoleo di Saida Manoubia, santa tunisina del 12° secolo. Questo film cerca di far rinascere "Saida" dalle sue ceneri attraverso le storie di vita delle donne che credono in lei.

 

BETWEEN WORLDS

Miya Hatav, Israele 2016, film ’84

Una coppia di ebrei ortodossi di Gerusalemme si ritrova in ospedale dopo che il figlio Oliel è stato gravemente ferito in un attacco terroristico; è la prima volta che lo vedono da quando ha abbandonato la religione e interrotto i rapporti con la famiglia. In corsia incontrano Amal, una giovane donna araba che dice di essere accorsa al capezzale del padre morente. Mentre si fa strada la verità, saranno tutti chiamati ad affrontare le difficili circostanze che li hanno riuniti.

 

OPERATION COMMANDO

Jan Czarlewski, Svizzera 2016, corto ’17

Due fratelli in un campo estivo vengono separati e assegnati a due gruppi nemici. "Operation Commando" racconta la storia di un primo tradimento. Esplora il fascino, la fragilità e la durezza dei bambini e mostra l'influenza che il gruppo può avere sull’individuo.

 

CHOCOLATE WIND

Ilia Antonenko, Russia 2016, corto ’24

Sola e irrisolta, la diciottenne Alla si sente come una Cenerentola che sogna di sfuggire alla povertà e alla desolazione del suo ambiente. La sua vecchia amica Masha, uno spirito spericolato, la chiama su Skype e come una fata promette di far avverare tutti i suoi sogni...

 

A157

Behrouz Nouranipour, Iran 2016, doc 70’

Pace e uguaglianza sono sogni diffusi, ma oggi la situazione sembra volgere al peggio. Conflitti, genocidi, discriminazioni e stupri sono piaghe globali. Nel secolo scorso, il mondo non è rimasto senza guerre per più di un'ora. Il documentario A157 getta uno sguardo su tre ragazze incinte e sulle loro storie di guerra, abuso e violenza in una terra dove le persone non sognano più.

 

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