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Gesù, l'immigrato e il padrone della fabbrica

Al Portland domani, venerdì, torna "la  Bella stagione" del teatro civile che propone lo spettacolo "Con me in Paradiso" . Sul palco  ragazzi africani che sono diventati attori grazie ad un laboratorio. Lo scrittore Mario Bianchi ne ha fatto un testo inedito prodotto dalla Compagnia Teatro Periferico. Una storia di incontri e di scambio in cui anche il messia, come bianco e nero, fugge da una folla infericita

Pubblicato il - 30 novembre 2017 - 10:17

TRENTO. Terzo appuntamento con la Bella Stagione del Teatro Portland.  Domani, venerdì 1 dicembre alle ore 21.00 andrà in scena sul palco di Piedicastello, Con Me in Paradiso della Compagnia Teatro Periferico. 

 
  Lo spettacolo nasce in seno ad un laboratorio teatrale dedicato a dei ragazzi di origine africana, giovani rifugiati richiedenti asilo ospitati presso la sede di Laveno – Mombello della cooperativa sociale Agrisol nel varesotto. Il laboratorio, nato come esperienza circoscritta, si è trasformato in un progetto di più ampio respiro grazie allo scrittore Mario Bianchi che ha offerto alla compagnia un testo inedito, in seguito adattato drammaturgicamente da Dario Villa. Lo spettacolo vede la regia di Paola Manfredi. 

  
 I protagonisti della storia sono Gesù e due "moderni" ladroni: un immigrato clandestino e il padrone di una ex fabbrica. Fonte di ispirazione per il testo, il Vangelo di Luca, riferimento cristiano per attori di credo islamico.  Con Me in Paradiso è una storia di incontri e scambio. Uno spettacolo che ha fatto crescere un'amicizia tra attori e migranti e, in modo evidente, ci consente ancora una volta, di apprezzare il linguaggio del teatro quale territorio di scambio interreligioso e interculturale fortemente inclusivo.

"Nell’estate del 2016 - spiegano i promotori dello spettacolo -  decidemmo di fare un breve laboratorio di teatro con un gruppo di richiedenti asilo ospitati nella sede di Laveno-Mombello della cooperativa sociale Agrisol. Doveva rimanere un’esperienza circoscritta, ma poi accadde che, proprio in quel periodo Mario Bianchi ci offrì la possibilità di mettere in scena un suo testo inedito e ci venne l’idea di farlo coinvolgendo proprio quei ragazzi. Cinque di loro, provenienti da Senegal e Guinea Conakry, con nessuna esperienza teatrale alle spalle, accettarono di cominciare un laboratorio finalizzato alla messa in scena di uno spettacolo. Il copione di Mario vede come protagonisti un uomo bianco, padrone di una ex fabbrica, e un extracomunitario nell’atto di nascondersi, perché entrambi ricercati dalla polizia.

 

I due novelli “ladroni” a un certo punto si ritrovano a tu per tu con un personaggio che non riconoscono: è Gesù, anch’egli in fuga da una folla inferocita. La situazione all’interno del nascondiglio si fa via via sempre più tesa, finché un coltello compare nelle mani di uno dei fuggiaschi, mentre l’altro viene colpito e muore tra le braccia di Gesù Cristo".

 
 Il lavoro, perciò, ricalca le tappe evolutive del work in progress e ne registra il graduale sviluppo. "Un esempio - si legge ancora nella presentazione di Agrisol - quando li abbiamo conosciuti, Abdoulaye, Adama, Mauro, Mouhammad e Siaka parlavano un italiano stentato e questo nello spettacolo è evidente, tant’è vero che si apre con un problema non da poco: in che lingua recitare? Così, per buona parte dello spettacolo, i testi sono detti per metà in italiano e per metà in francese e ciò ha richiesto la creazione di un altro personaggio, la Traduttrice, che andava ad aggiungersi a quello del regista.

 
 Nel corso dei mesi, il rapporto tra noi e gli attori si è trasformato. Siamo diventati amici. Così, oltre al lavoro in sala, ci sono stati molti momenti conviviali e anche questo è entrato nel copione. Si può dire che nulla di ciò che accade nello spettacolo è stato inventato: dubbi, ragionamenti, scherzose prese in giro. Tutto è entrato a far parte della drammaturgia, perfino le accese discussioni sulla religione (è il caso di sottolineare che ad agire questa storia che attualizza noti episodi della vita di Gesù, sono cinque ragazzi musulmani!). Avevamo però bisogno di un filo conduttore. E ci è venuto in aiuto l’episodio dell’incontro tra Gesù e Zaccheo raccontato nel Vangelo di Luca: entrato Gesù a Gerico, Zaccheo desidera vederlo. Essendo piccolo di statura pensa bene di salire su un sicomoro. Quando Gesù giunge sotto l'albero, si ferma e dice: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”. In fondo in fondo, Con me in Paradiso dice anche dell’incontro avvenuto tra noi di Teatro Periferico e loro, i migranti."

 La Bella Stagione del Teatro Portland si arricchisce ulteriormente quest’anno con lo Spettatore Accorto, un percorso formativo gratuito parallelo alla  Bella Stagione. Un approfondimento tematico e formativo che viene proposto con un nuovo orario, inizierà infatti alle ore 19.45 e si terrà ogni venerdì di programmazione della rassegna che si propone di presentare in modo leggero alcune visioni utili ad acquisire qualche piccolo strumento in più per diventare più ricettivi alla poesia della scena. Questa settimana affiancherà Enrico Piergiacomi, la regista e drammaturga Carolina De La Calle Casanova con il contributo aggiuntivo della compagnia Teatro Periferico.

 

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