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I burattino fa orchestra e Picasso prende vita

Sabato e domenica aprono le stagioni del "teatro ragazzi" a Meano e Pergine con due spettacoli di grande impatto. A Meano  "Till Eulenspiegel" di Luciano Gottardi per tranelli tutti da ridere. A Pergine la lezione d'arte adattata ai più piccoli di Picablo dove i quadri e la creatività si animano.  A Meano nonni "accompagnatori" gratis

Pubblicato il - 31 ottobre 2017 - 05:15

TRENTO. Sabato 4 novembre e domenica 5 novembre 2017 riparte la stagione dedicata agli spettatori più piccoli nei teatri di Meano e di Pergine. Ad aprire questa rassegna sarà lo spettacolo “Till Eulenspiegel” in scena sabato 4 novembre 2017 al Teatro di Meano alle ore 20.00. Una storia che racconta le mille avventure di questo personaggio, Till Eulenspiegel, che nasce in un paesino della Bassa Sassonia e fin da subito trasgredisce le regole della buona educazione, diventando così un buffone.

 

 I burattini – animati sapientemente da Luciano Gottardi – rappresenteranno tutti gli scherzi fatti all'intera umanità da parte del protagonista, il quale fa cadere nei propri tranelli non solo contadini ma anche professori, musicisti e panettieri. Nessuno quindi si salva dalla sua graffiante ironia. Uno spettacolo nato nel 2014 a seguito della collaborazione intrapresa con l'Orchestra Haydn di Bolzano e Trento.

 
 Una data quindi da segnare sul calendario per gli spettatori più giovani e per i loro nonni; sì perché in quest'occasione ogni nonno che accompagnerà il proprio nipote avrà diritto all'ingresso omaggio (grazie anche alla collaborazione con Circolo la Meridiana di Meano). L'iniziativa “porta il nonno a teatro” è pensata proprio per dedicare una possibilità in più al rapporto tra nonni e nipoti, condividendo una serata culturale in allegria.

 

Domenica 5 novembre alle ore 16.00 sarà la volta del Teatro di Pergine che aprirà le sue porte a più piccini con lo spettacolo “Picablo”, una produzione di Tam Teatromusica che persegue la sua ricerca rivolta all'infanzia sugli artisti del Novecento.

 

 Il teatro si fa quindi strumento per parlare ai bambini di arte pittorica, per rendere suggestiva ed emozionante la loro immersione nella poetica di un artista come Pablo Picasso, in questo caso. È nello studio del pittore che tutto ha inizio; è lì che i quadri prendono vita, vengono interpretati e trasformati.

 

  È nello studio che avvengono scoperte e rivelazioni che ci portano fuori in spazi aperti, in compagnia di saltimbanchi e tori, ballerine, colombe, arlecchini e toreri. Uno spettacolo che punta ad avvicinare i bambini al famoso pittore, partendo da un terreno comune: la fantasia e la creatività. E le parole di Pablo Picasso ben si adattano a questo incontro: “A quattro anni dipingevo come Raffaello, mi ci è voluta una vita intera per imparare a disegnare come un bambino”.

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