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In cima all'albero della vita il magico dialogo dei corpi

Torna venerdì a SanbaPolis la proposta della "Danza verticale" promossa dal Centro Santa Chiara e che ha sempre riscosso grande consenso.  Tocca ad una compagnia francese aprire il calendario con una performance di pura emozione ispirata da una canzone di Brassens. Il messaggio forte è quello dell'eco-responsabilità  che si traduce in movimento, l'equilibrismo e anche la giocoleria

Pubblicato il - 14 novembre 2017 - 20:00

TRENTO. Il Teatro SanbàPolis di Trento ospiterà anche quest'anno, su iniziativa del Centro Servizi Culturali S. Chiara, un trittico di spettacoli di DANZA VERTICALE. La rassegna, organizzata in collaborazione con il Festival Oriente Occidente, si aprirà venerdì 17 novembre con AUPRÈS DE MON ARBRE, una proposta della compagnia francese Rêve de Singe.    

 

La performance, il cui titolo è mutuato dalla canzone omonima di George Brassens, è un incontro sulla cima di un albero, un dialogo di corpi: toccare, sfiorare, armonizzare. Ma soprattutto costruire insieme. L’albero ha in questo spettacolo un ruolo centrale; mantenendo la sua forma diventa l’impalcatura di una struttura: ci possiamo arrampicare, rimanere sospesi, scivolare, giocare.

 
Tre performers inscenano i loro movimenti su un albero che si trasforma; entità naturale, vegetale e artificiale, ma anche dotata di magia, esprime le sue diverse dimensioni grazie ai doni dei protagonisti. Mescolando naturale e soprannaturale, l’albero si trasforma e mostra i suoi diversi aspetti, svela i suoi segreti e la sua storia, con il passare delle stagioni. L’evoluzione gestuale dei personaggi è intimamente legata all’evoluzione psicologia degli uomini rispetto alle diverse condizioni climatiche.

 

Fonte di energia, l’albero occupa un ruolo importante nei rituali, nelle tradizioni popolari delle diverse culture. È il cemento di una comunità, e da questo concetto è nata l’idea che sta alla base dello spettacolo: lavorare sulle gestualità in richiamo a dei rituali.

 

Di metallo e legno, quest’albero rappresenta sulla scena il legame tra la natura e le articolazioni del corpo umano. Tecniche di prese acrobatiche, di danza-scalata, di giocoleria, si mischiano tra loro. Una mano diventa un ramo, una foglia un aeroplano.

 
In questo modo l’albero diventa un personaggio a tutti gli effetti e, suo tramite, viene affrontata la questione della vita e della morte, metafora del divenire del nostro pianeta con le sue molteplici trasformazioni, in particolar modo quelle dovute al cambiamento climatico.

 

Lo spettacolosi propone, infatti, di  sensibilizzare il pubblico su temi quali la biodiversità, l’ecologia, l’eco-responsabilità: problematiche di grande attualità che dovrebbero essere sempre presenti nella nostra società.  Le radici dell’albero tendono verso le profondità segrete del suolo, il tronco e i rami ondeggiano nell’aria: l’albero è il simbolo per eccellenza della continua evoluzione della vita e l’alternarsi delle stagioni rimanda naturalmente al ciclo della vita, della morte, della rinascita.

La Compagnie Rêve de Singe è stata fondata nel 2010 da Fabien La Sala. Per lui il circo e la scalata rappresentano due passioni inseparabili, discipline che sono simbolo di libertà, poesia e gioco, spettacolo di corpi e di oggetti in movimento. Il tutto in un universo di verticalità, leggerezza, e misurata presa di rischio. Le arti del circo e della danza-scalata diventano così il circo-scalata.

 

AUPRÈS DE MON ARBRE, che venerdì 17 novembre sarà al Teatro SanbàPolis di Trento a partire dalle ore 21.00, nasce da un soggetto di Fabien La Sala,  messo in scena da Johan Lescop con la regia di Stephen Vernay su musiche di Vincent Lambinet.  
 

     

 

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