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Nel musical dietro le sbarre l'emozione si fa in sette

A Pergine domani, giovedì 30, uno spettacolo di grande impatto e coraggio prodotto da Teatro della Tosse. L'Italia da nord e su e viceversa si incontra in carcere con le attrici e cantanti protagoniste di dolori, abbandoni, umanità, passioni. Alti e bassi, parole e litigi. E canzoni

Pubblicato il - 29 novembre 2017 - 09:26

PERGINE. Ad alto tasso di raccomandazione lo spettacolo che domani sera a Pergine prosegue la stagione  gestita da Aria Teatro con un bell'equilibrio tra popolarità, ricerca e coraggio nelle proposte. E proprio alla voce coraggio va inserito "Città Inferno", in scena domani alle 20.45, produzione del Teatro della Tosse per la regia di Elena Gigliotti.

 

 Le attrici Rachele Canella, Melania Genna, Elena Gigliotti, Carolina Leporatti, Demi Licata, Elisabetta Mazzullo, e Daniela Vitale sono le protagoniste di una prosa tutta al femminile ambientata in un carcere. Un racconto senza tempo tra danza e recitazione.

 

 All’interno di una prigione vivono le protagoniste di questa storia, liberamente ispirata al film “Nella città, l’inferno” di Renato Castellani, con Anna Magnani e Giulietta Masina. Assassine, fattucchiere, adultere e ladre seriali provenienti da tutta Italia e realmente esistite nelle pagine di cronaca nera dagli anni ’40 a oggi, sono costrette a occupare un ristrettissimo spazio vitale: una cella di due metri per due.

 

 Quando una ragazza innocente verrà sbattuta dentro per sbaglio, le detenute – come delle voci interiori – la condurranno poco a poco verso la vita disperata della galera, segnando così il suo destino, non potendo capire la possibilità stessa dell’innocenza. Eccetto che sono donne. Sono donne anche loro. Hanno amato, e ameranno. Hanno un corpo o l’hanno avuto. Questa è una storia che ha il sapore della realtà e il suo compito è quello di indagare strettamente la causa: il debito d’amore, la nostra più grande ferita. Indelebile e senza tempo. 

 

"Città Inferno" è un musical di dolori e abbandoni, di superstizioni, di canzoni passionali, di Nord e Sud, passando per il centro. È un regalo. Per chi voce e nome, oggi, non li ricorda più.

 Tra le tante buone recensioni si Città Inferno ecco un passaggio di quella recente di Daniela Domenici: "Uno spettacolo di donne per raccontare uno spaccato di vita all’interno di un carcere femminile, un melange di danza, canto e recitazione, una perfetta contaminazione tra teatro e cinema, una voce fuori campo, quella di Maurizio Lombardi che interpreta due suore “scene dal film si alternano a scene interamente inventate dalla fantasia , ma soprattutto alle esperienze di vita delle detenute di cui raccontiamo la storia attraverso proiezioni e registrazioni… è un esempio di riassunto assoluto fra il teatro che mettiamo in scena, il cinema da cui prendiamo ispirazione e il materiale documentaristico delle storie vere a cui ci siamo ispirate…” questo e tanto altro ancora è “Città Inferno” “…un musical di dolori e abbandoni, dei vivi fuori invocati come i morti, delle superstizioni, delle canzoni passionali, dell’Italia del nord e del sud, passando per il centro. Le detenute provengono infatti da tutta Italia e ciò sarà causa di incomunicabilità, fino a che l’insieme di queste lingue provocherà la bellezza musicale che è l’Italia stessa, fra alti e bassi, parolacce, litigi, e canzoni”, una bellezza che ha lasciato attonite/i, che ha commosso, che ha anche fatto sorridere in alcuni momenti ma che ha sicuramente fatto riflettere su quale sia la vita in un cella di un qualunque carcere femminile italiano.

 

 

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