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Prego s'Accomodin, il cinema al presente

Da domani, venerdì, la proposta del Centro Santa Chiara e del Cineforum Rovereto al Melotti. Il primo appuntamento con un regista già "emerso" che dopo "L'estate di Giacomo" presenta, incontrando il  pubblico, "I tempi felici verranno presto". La pellicola apprezzata all'ultimo festival di Cannes

Pubblicato il - 26 ottobre 2017 - 06:01

TRENTO. “Cinema presente” è la nuova proposta del Centro Santa Chiara, in collaborazione con Nuovo Cineforum Rovereto, nell’ambito del cartellone della “Stagione di cinema 2017-2018” all’Auditorium Fausto Melotti di Rovereto. “Presente” nel senso doppio dell’attualità della proposta, che vedrà le anteprime di alcuni dei più interessanti film dai migliori festival italiani e internazionali, e perché presenti saranno i registi, che prima delle proiezioni incontreranno anche il pubblico per ripercorrere la loro carriera e svelare i segreti del loro lavoro, per un doppio appuntamento che permetterà agli spettatori di scoprire l’universo creativo degli autori.

 

Primo ospite di “Cinema presente” sarà Alessandro Comodin, la cui opera prima " L’estate di Giacomo" è stata accolta come uno dei debutti più importanti del cinema italiano recente. Domani, venerdì 27 ottobre, Comodin prima incontrerà alle 18.30 il pubblico, in una conversazione moderata dal curatore della rassegna Sergio Fant, poi alle 21.00 presenterà la prima proiezione in Trentino-Alto Adige del suo secondo lungometraggio "I tempi felici verranno presto", che ha debuttato alla Semaine de la Critique del festival di Cannes 2016 ed è stato successivamente presentato in tanti prestigiosi festival internazionali. (l'articolo segue dopo il video)

 

 

"I tempi felici verranno presto" intreccia le storie di Tommaso e Arturo, e poi di Ariane. Tre ragazzi diversi, due epoche diverse, due conflitti diversi, ma la stessa urgenza: fuggire. Lasciarsi alle spalle il mondo, spezzare le regole, tentare di ribellarsi allo stato delle cose. Declinando le sfumature della parola "fuga" e immergendole totalmente nella natura, il film di Comodin racconta una favola buia, dove sogno e verità si confondono, dove storia e metafora si rincorrono, dove incontriamo boschi e lupi, bellezza e morte, guerre collettive e individuali, evasioni e prigioni. La grammatica del fantasy e del documentario non generano un corto circuito ma una surreale poetica degli opposti, coinvolgendo il pubblico in un'esperienza profondamente sensoriale.

 

Racconta l’autore: «I tempi felici verranno presto nasce da un desiderio molto semplice: filmare delle persone in fuga. Ma anche da un desiderio molto complesso: capire cosa significa filmare persone in fuga. È un interrogativo che ha segnato tutto il mio lavoro di scrittura. Vedevo dei giovani correre, scappare da qualcosa di concreto e al contempo astratto.

 

 

 

Una volta girato, ho capito che la minaccia non viene semplicemente da chi ti insegue o da quello da cui stai scappando. Si tratta di qualcosa di più universale. Il film è incentrato sul gesto primitivo di correre, scappare, che ha di per sé una forte carica narrativa. Tutto il film è una variazione sul tema della fuga, che è un istinto a rompere col mondo, con le strutture sociali che ci contengono e costringono.»

Dopo aver studiato a Bologna e Parigi, Comodin si è diplomato in regia all’INSAS, la scuola nazionale di cinema di Bruxelles, nel 2008. Il suo film di diploma, Jagdfieber, è stato selezionato alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes nel 2009. Nel 2011 realizza "L'estate di Giacomo", che riceve numerosi premi nei maggiori festival internazionali, tra cui il “Pardo d’Oro Cineasti del presente” al Festival del Film Locarno. È anche operatore di macchina e montatore. I tempi felici verranno presto è il suo secondo lungometraggio.

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