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Scene da un non matrimonio. Tutte da ridere

Al teatro di Villazzano domani, sabato, e domenica torna la stagione della Commedia all'Italiana con "Se ti sposo mi rovino", scritta e interpretata da Marco Cavallaro. Un lavoro irresistibile con la storia dello straricco che chiede le nozze a tutte e se le ritrova tutte in casa. Spensieratezza e ritmo per una prosa che è un turbinio di bugie, porte che si aprono e porte che si chiudono

Pubblicato il - 01 dicembre 2017 - 09:16

TRENTO. Al teatro di Villazzano è di commedia. La commedia italiana, o meglio all'italiana. Vale a dire quella  prosa che affonda - qualche volta anche gli artigli - nel costume nazionale. Una commedia che nel passato ebbe grande successo, portata in scena da miti dello spettacolo comico e che la gestione del teatro di Villazzano  vuole rilanciare nella certezza che non si tratta di solo intrattenimento. Ecco dunque che la stagione di prosa promossa da TeatroE/Estrspettacoli a Villazzano offre  appuntamenti a tutto divertimento ma solo apparentemente "leggeri", cogliendo - così come è stato per il primo spettacolo - i gusti di un pubblico eterogeneo. Stavolta - domani, sabato e poi domenica, arriva  grazie all'accordo con La Bilancia Produzioni , "Se ti sposo mi rovino", lavoro scritto e diretto da Marco Cavallaro che vedrà sul palco lo stesso autore assieme ad Alberto Barbi, Valentina Tramontana, Ramona Gargano, Ludovica Bei, Olimpia Alvino.

 

Marco Cavallaro è autore, regista e interprete della pièce spensierata e piena di ritmo, dove i sentimenti mettono a dura prova il materialismo dei nostri giorni. Cosa succede a un miliardario scapolo con “il vizio delle donne” se chiede a tutte di sposarlo? E se tutte piombano a casa sua con l’intento di organizzare le nozze, ma nessuna sa dell’esistenza dell’altra? Semplice, la sua vita è rovinata.

 
Da qui una serie di girandole per non far incontrare le malcapitate e, soprattutto, per non concludere alcun matrimonio. Il tutto coinvolgendo il povero maggiordomo Ugo in un turbinio di bugie e di porte che si aprono e si chiudono.

 “Andare a teatro fa bene all’anima, vi regaleremo due ore meravigliose di evasione dalla vita, vi faremo ridere".A dirlo è il siciliano Marco Cavallaro, quando parla della sua commedia, “record di incassi”.. Una commedia che farà ridere ogni 17 secondi. Il segreto dell'opera? "Non so se esiste un segreto - dice Cavallaro -  forse nel mio caso, è l’onestà con cui faccio le cose ed essendo ormai esperto in commedie, so quando la gente riderà. E poi racconto sempre storie in cui noi possiamo riconoscerci, viviamo le nostre paure, fragilità e tanto altro ma la cosa bella è che il pubblico si appassiona e, alla fine, fa il tifo per i personaggi in scena. In due ore di spettacolo, registriamo una gioia continua e questo vuol dire che stiamo facendo bene il nostro lavoro”.

Tutto ruota intorno ad Ugo - interpretato dal'autore - il fedele maggiordomo che si trova in mezzo alla confusione di donne creata dalle proposte di matrimonio del padrone. "In questo testo - dice Cavallaro in un'intervista durante un tour siciliano - mi sono messo nei panni dello spettatore cercando di capire cosa volesse vedere di piacevole. Spero sempre di far ridere con intelligenza e mai con le stupidaggini perché è facile strappare un sorriso con la parolaccia ed è molto più difficile farlo con battute belle e divertenti”. 

In scena Cavallaro dirige se stesso ma anche un affiatato team di attori che la seguono in un copione per nulla banale, denso di ironia. Come riesce a gestire questo incastro artistico? "Io ho la capacità di scrivere anche per gli altri e cerco di confezionare ruoli non solo per me ma per chi starà sul palco. In uno spettacolo, devono uscire tutti gli attori altrimenti non ha senso. Farei solo un monologo se penso a me stesso e non una commedia. Ho avuto la fortuna di trovare attori che già conoscevo, molto bravi. Ci siamo divertiti tanto e, nonostante siamo quasi a 100 repliche, continuiamo a farlo”.

 

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