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Un testo per tutti e 15 minuti per metterlo in scena. Ecco Fantasio, il "contest" della regia teatrale

Il concorso-festival di Estroteatro torna quest'anno a Villazzano dove fu ideato con un'intuizione che edizione dopo edizione è cresciuta allargando i suoi confini. La formula è unica: uno stesso testo - stavolta Goldoni come all'inizio - per costruire spettacoli di 15 minuti all'insegna delle tecniche e delle sensibilità più diverse

Di Carmine Ragozzino - 07 novembre 2017 - 09:40

TRENTO. Anil Biswas, Ahmadian, Wilson. E Saitta, Amatuccio, Panico, Nicoletti, Tavano. Cognomi stranieri e cognomi italiani. Una geografia non solo anagrafica – geografia di storie, culture e sensibilità diverse - per un concorso che negli anni ha allargato i suoi confini. I suoi orizzonti. I suoi obiettivi e le sue “umili”ma convinte ambizioni.

 

Eccolo il “Fantasio”. Torna la gara tra registi teatrali che Gianni Corradini s’inventò nel lontanissimo 1997 sorseggiando una scommessa che poteva sembrare impossibile assieme a Leonardo Franchini. I registi – selezionati dopo accurata valutazione su decine di proposte che di anno in anno aumentano - sono chiamati  a misurarsi su uno stesso testo. E fin qui, sarebbe quasi facile. Il difficile – ma insieme l’entusiasmante per i promotori – è il fatto che il testo è ignoto fino a pochi giorni dal concorso.

 

E, ancora, il fatto che la rappresentazione mignon, (15 minuti, epperò intensi), si costruisce in loco. Il luogo del Fantasio che nato a Villazzano s’è trasferito altrove – ma sempre a Trento – finendo poi con l’animare di impegno e sorprese in prosa il palco del teatro San Marco in una no stop della scoperta scenica e recitativa. Ma ancora di più umana.

 

Sì perché Fantasio più che un premio al talento è un premio all’entusiasmo del “fare teatro”. E in questa sezione di sentimenti forti  non vince uno. Vincono tutti.

Sarà anche quest’anno un classico a far scoprire al pubblico in quanti modi si può declinare un copione, in quanti modi si può amare un autore. Magari stravolgendolo, ma sempre rispettandolo. Lo scorso anno fu Shjakespeare, l’autore che è da solo mille autori. Quest’anno sarà Goldoni.

 

Sarà un denominatore comune di costume messo in prosa guardando, probabilmente e inevitabilmente, al costume di oggi.

Sarà “La locandiera” il lavoro da interpretare con pochi mezzi, un limitato numero di attori  e la compensazione della creatività tecnica e ideale. Goldoni e la Locandiera stanno al Fantasio come la nostalgia e l’emozione stanno a chi lo organizza il concorso.

 

Estroteatro e il gruppo Gianni Corradini – filo sì quest’ultimo sodalizio ma mai drammatico – da pochi mesi sono tornati a casa. Sono i “gestori” – impegnati e galvanizzati ogbni giorno di più - del nuovo teatro di Villazzano.

E se Goldoni fu la prima sfida del Fantasio va da se che il rientro alla base – ma una base, un teatro, con i fiocchi logistici – non poteva che omaggiare quell’inizio. Gianni Corradini, dal cielo, benedirà di certo.

Tuttavia il Fantasio 2017 si porta dietro un voluminoso bagaglio di esperienza e di soddisfazione. E’ la soddisfazione – al tempo stesso un impegno - per il riscontro guadagnato in Italia e pure all’estero affinando edizione dopo edizione l’idea e la struttura del concorso. E’ la soddisfazione di “creare teatro” piuttosto che “importare teatro”.

Il Fantasio, infatti, è il teatro che nasce e prende forma giorno per giorno in un periodo breve ma frenetico di residenza. I registi lavoreranno a Villazzano. Lì indicheranno, inventeranno, si confronteranno tra loro. Modellando, ma di corsa, gli  attori e le attrici a disposizione. Attori e attrici che in questa dinamica fortemente collettiva non saranno di sicuro soltanto interpreti.

 

Un teatro – il Fantasio – aperto a chi avrà voglia di curiosare nel  “work in progress” del concorso. Mirko Corradini  - il direttore artistico di Fantasio – lo dice e lo ridice ogni volta che può: “Il Fantasio è certo un festival, una gara, ma è innanzitutto un teatro da vivere anche fuori dal  teatro. Il teatro degli incontri, non solo degli appassionati. Il teatro che si svela non nell’opera finita ma nel percorso che porta all’opera, allo spettacolo”.

 

Villazzano – la città - dunque, vivrà il Fantasio prima, durante e dopo gli allestimementi. In teatro, per strada, al bar. E se da cosa nasce sempre cosa dal Fantasio nascono – sono sempre nate – conoscenze e stima reciproca, collaborazioni e scambi: la linfa, l’unica linfa fruttifera, dell’arte.

Fantasio 2017, dunque.

 

E Fantasio che come sempre è un periodo affollato di iniziative. Di appuntamenti. E naturalmente anche di novità. Quella che tra le altre spicca quest’anno – oltre all’emozione del ritorno a casa – è ad esempio la collaborazione con l’Università di Lettere che a Goldoni dedicherà lezioni aperte ai registi, agli attori. E poi gli eventi che precederanno le serate di gara, di scelta del vincitore, delle premiazioni, i complimenti reciproci e tutto il resto. Come sempre saranno i progetti che hanno vinto il Fantasio nelle passate edizioni a trovare lo spazio meritato della scena.

 

11 novembre 2017 ore 20.45

Trittico o Della Semplicità del Male

EstroTeatro – Morks – Tmo

 

Con Emilia Bonomi, Ciro Esposito, Laurent Gjeci, Simona Perrone, Luigi Maria Rausa, Stefano Rossi, Salvatore Veneruso

Regia e adattamento drammaturgico Valentina Carbonara. Progetto vincitore di Fantasio 2016

 

Un lungo rituale, sacro e profano, verso l’estasi. Ma i personaggi non sono liberi, sono costretti a rivivere costantemente la loro tragedia senza possibilità di scampo. E così gli attori che li portano in scena. Esiste un modo per fermare questo “Grande Meccanismo”?

I versi delle grandi tragedie di Shakespeare, alti e bellissimi, riescono a raccontare l’orrore e il nero che è dietro l’angolo e dentro il quale chiunque può precipitare in un attimo. Perciò raccontiamo questa storia, per restituire al teatro la sua antica forza catartica: guardare il male e capire com’è semplice. Prima dello spettacolo, alle ore 20.00, verranno presentati i registi partecipanti all’edizione 2017 del Festival

 

15 novembre 2017 ore 20.45

My Life. 1 agosto – 31 luglio

TeatroE – EstroTeatro

 

con Emilia Bonomi, Laurent Gjeci

assistente alla regia Nicola Piffer

regia Mirko Corradini

 

Bob, un uomo felicemente sposato e all'apice del successo lavorativo scopre, nello stesso momento, di essere affetto da un tumore in stadio avanzato e di essere in attesa del suo primo figlio, che non riuscirà a vedere crescere. Posto di fronte allo choc della malattia Bob fa una scelta, tenta delle azioni, si entusiasma, si abbatte, corre, si ferma, sbaglia, capisce, perde, trova. Messa in relazione ad una nascita, la malattia si tinge di colori inaspettati, si fa viaggio nella scoperta, vive, in modo inopinato, una forma di quella vita che le sarà negata.

 

18 novembre 2017 ore 20.45

Lo soffia il cielo

Trento Spettacoli

 

Tratto da “Angelo della gravità” e “Le cose sottili nell’ aria” di Massimo Sgorbani

con Francesco Errico e Maura Pettorruso

drammaturgia e regia Stefano Cordella. Progetto vincitore di Fantasio 2015 

 

Lo soffia il cielo – un atto d’amore prende vita da “Angelo della gravità” e “Le cose sottili nell’aria” testi di Massimo Sgorbani. Una madre e un figlio ai tempi della società dei consumi e delle immagini: lei chiusa in casa e teledipendente; lui considerato “strano” e con grosse difficoltà relazionali. Entrambi si creano un proprio mondo per sopravvivere e sfogano le frustrazioni attraverso due monologhi intrecciati. Lo specchio della condizione attuale di molte famiglie escluse da una società ancora spaventata dalle diversità.

 

20 novembre 2017 ore 20.30

Lezione aperta sul testo in gara

Tenuta dal prof. Michele Flaim dell'Università degli Studi di Trento, il quale affronterà il testo, inquadrandolo a livello letterario e storico. Ingresso omaggio

  

Il 23/24 novembre, alle 20.30, il Fantasio si fa gara. E’ l’ora delle serate finali. Sarà l’ora in cui gli spettacoli – otto, così come i registi selezionati, faranno maratona per due giorni. Otto spettacoli da un quarto d’ora l’uno. Saranno spettacoli fatti e finiti. Ma vanno visti cone dei “trailer”, dei riassunti con tutti i crismi, di lavori che potranno essere poi riallestiti ampliandoli. Così come è spesso successo grazia alla “spinta” di Fantasio. La giuria tecnica farà le sue scelte. Il pubblico  sarò protagonista – con il suo voto e con i suoi applausi – tanto quanto la giuria. Fantasio è teatro.

 

 Fantasio è partecipazione, coinvolgimento, curiosità e innovazione. Diciotto anni fa nacque così. Diciotto anno dopo la filosofia non è cambiata. E’ solo più solida. Ancora più convinta che il teatro è scena ma quel che succede fuori scena, dietro le quinte, è teatro “più vero”.

 

Ecco come il direttore artistico, Mirko Corradini, raccontava Fantasio in una recente intervista

 

 

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