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| 27 set 2018 | 09:15

“Dove sono finiti i sogni di Basaglia?”, la mostra fotografica di Coser e Tomasi che racconta i 40 anni della legge 180

I 40 scatti sono esposti negli spazi della casa editrice Erickson fino al 29 settembre. Ancora pochi giorni quindi. Ma ci saranno nuove esposizioni in numerose città italiane, per poi tornare in Trentino, a Rovereto nei prossimi mesi

“Dove sono finiti i sogni di Basaglia?”, la mostra fotografica di Coser e Tomasi che racconta i 40 anni della legge 180
di Redazione

TRENTO. "A che punto siamo quarant’anni dopo? Come è stata gestita l’eredità di Basaglia?". La domanda, a cui si è cercato di dare risposta, è venuta ad un fotografo e ad un giornalista, Alessio Coser e Jacopo Tomasi, che assieme hanno girato l'Italia nel tentativo di riannodare la storia della psichiatria a partire da quel 1978, dal giorno in cui fu promulgata la legge 180.

 

Ne è nata una mostra fotografica dal titolo “Dove sono finiti i sogni di Basaglia?”, che parte dalla volontà di capire se l’eredità della rivoluzione avvenuta alla fine degli anni Settanta, quella che ha decretato la dismissione dei manicomi su impulso del famoso psichiatra triestino, sia stata raccolta e sviluppata.

 

Per raccogliere materiali e informazioni hanno viaggiato in sei città italiane tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, recuperando storie, visitando luoghi, parlando con psichiatri, utenti, infermieri, educatori, volontari, familiari. Sono stati a Gorizia, dove Franco Basaglia iniziò la sua esperienza di de-istituzionalizzazione tra il 1961 e il 1966, e a Trieste, dove la chiusura dell’ospedale psichiatrico San Giovanni è diventata realtà tra il 1977 e il 1978.

 

Poi hanno visitato il Servizio di salute mentale di Trento, all’avanguardia a livello nazionale e internazionale per la capacità di coinvolgimento e partecipazione di utenti e familiari, e grandi città come Roma e Palermo, passando per Cagliari.

 

"Abbiamo incontrato realtà molto diverse tra loro - hanno spiegato Coser e Tomasi - luoghi in cui la solitudine e la sofferenza sono ancora molto presenti, altri in cui si percepiscono la voglia di cambiare, di affrontare la malattia mentale con spirito di partecipazione. Un’Italia che, nell’ambito della salute mentale, viaggia a tante velocità diverse".

 

Le persone che soffrono di disturbi psichiatrici, in Italia, sono quasi un milione. Numeri in aumento non solo nel nostro Paese, ma anche a livello globale. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità questi disturbi sono destinati a superare per incidenza le malattie cardiovascolari, attualmente al primo posto.

 

L’Italia è stato uno dei Paesi pionieri nell’ambito della salute mentale. Il merito va a Franco Basaglia, psichiatra veneto che a cavallo tra gli anni Sessanta e i Settanta, prima a Gorizia e poi a Trieste, ha messo in pratica un ideale: chiudere i manicomi.

 

Da queste esperienze – e dal fermento sociale e culturale generato – sono state poste le basi per la legge che porta il suo nome, la Legge 180, approvata dal Parlamento il 13 maggio 1978. La legge era innovativa per l’epoca e proponeva una serie di servizi alternativi ai manicomi: dai Dipartimenti ai Centri di salute mentale ai Servizi psichiatrici di diagnosi e cura. L’Italia dava vita a una vera e propria rivoluzione.

 

Al giorno d’oggi la situazione è complessa, disomogenea, con realtà all’avanguardia e altri luoghi in cui i vecchi manicomi non sono ancora del tutto scomparsi. È anche un problema di risorse: l’Italia è ventesima in Europa per la spesa dedicata alla salute mentale. È il 3,5% della spesa sanitaria totale, mentre in Germania, Inghilterra o Francia oscilla attorno al 10-15%.

Il progetto di questa mostra è nato dalla volontà di capire meglio le condizioni della salute mentale oggi in Italia. Non si troveranno risposte nette e univoche, ma un racconto fotografico fatto principalmente di luoghi e volti, con la speranza che possa generare uno spazio di riflessione.

 

La mostra “Dove sono finiti i sogni di Basaglia?” è esposta negli spazi della casa editrice Erickson, che ha promosso l’iniziativa, fino al 29 settembre 2018 (ingresso gratuito tutti i giorni dalle 9 alle 19). Ancora pochi giorni quindi. Il lavoro di Coser e Tomasi sarà comunque esposto nuovamente in altre città italiane, a partire da Torino dall'8 al 14 ottobre.

 

Poi è in programma un'esposizione a Ferrara, Bologna, per poi tornare nuovamente in Trentino per una mostra che sarà allestita a Rovereto nei prossimi mesi

 

 

 

 

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