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La magia delle Dolomiti raccontata in 60 scatti: luci e profumi di luoghi unici al mondo

Le foto di Alessandro Gruzza sono esposte a Palazzo delle Albere fino al primo settembre. La mostra si chiama ''la voce delle Dolomiti''

Pubblicato il - 01 maggio 2019 - 16:09

TRENTO. L'esposizione narra di un ''un pulsante mondo dolomitico che riflette suoni e profumi, luci e atmosfere di cui la nostra anima e mente hanno bisogno per raggiungere l'equilibrio. Nulla al mondo è più efficace". Una serie di foto dal grande impatto emozionale messe in mostra a Palazzo delle Albere.

 

 

Da oggi fino al primo settembre, infatti, sarà possibile visitare ''La voce delle Dolomiti'', promossa dalla Fondazione Dolomiti Unesco, organizzata nell'ambito del Trento Film Festival, in collaborazione con Trentino Marketing e Servizio attività culturali della Provincia, che vede esposti 60 scatti di Alessandro Gruzza, ingegnere diventato fotografo professionista che è cresciuto ai piedi delle Dolomiti, ed ha ottenuto numerosi riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali di fotografia naturalistica fra cui, nel 2016, il secondo premio del concorso internazionale indetto dalla prestigiosa rivista National Geographic per il miglior fotografo di Natura dell’anno.

 

 

"Le foto di Alessandro Gruzza - ha spiegato durante l'inaugurazione la direttrice della Fondazione Marcella Mornadini - non solo ci proiettano nell’anima del Patrimonio ma ci spingono ad una presa di coscienza sempre più urgente e non più procrastinabile: il dovere non solo di conservare quell’aspetto così attraente, così magico che da sempre attira lo sguardo ammirato e stupito del visitatore, ma anche quello di far sì che le Dolomiti restino uno spazio di vita, attivo e orientato ad una sostenibilità duratura. Immagini che evocano suoni, fotografie che non ci trasmettono solo luci, ora accecanti, ora fioche, ora accese come quelle dei tramonti, ma che evocano voci lontane che ci comunicano insieme una fascinazione e un monito: il fascino del sublime e il monito di non tradire un patrimonio unico e irripetibile".

 

 

Molto apprezzati i canti proposti del Coro da Camera del Conservatorio Bomporti di Trento. Un Coro creato nel 2012 da un progetto di Lorenzo Donati e Cecilia Vettorazzi che riunisce gli studenti del Conservatorio più motivati e meritevoli nel campo vocale. Il Coro ha già eseguito repertori di grande valore musicale come, per esempio, Jesu meine Freude di J. S. Bach, i quattro mottetti per il tempo di Natale di Poulenc.

 

 

La mostra è aperta fino al 1 settembre 2019 con orari: martedì-venerdì 10-18, sabato-domenica 10-19. Chiuso il lunedì.

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