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Belluno
23 settembre | 11:25

Dalle Dolomiti al Caucaso, dal lago Vittoria all'Himalaya: le foto di fine '800 e primi '900 di Vittorio Sella in mostra

Si chiama “Lo sguardo di Vittorio Sella. Fotografie dalla collezione di Roger Härtl” ed è la mostra inaugurata qualche giorno fa, come importante iniziativa all’interno della 28esima edizione della rassegna di “Oltre le Vette- Metafore, uomini, luoghi della montagna”

BELLUNO. “Vittorio Sella si può considerare un pioniere sia come esploratore sia come fotografo poiché esplorò moltissime montagne nel mondo e riuscì ad effettuare degli scatti in quota di una qualità assoluta se si pensa che stiamo parlando della fine dell’ottocento e i primi del ‘900 e che tali fotografie furono fatte con i mezzi di allora e in condizioni per nulla ottimali. Si può dire che le sue due passioni le assaporò in famiglia visto che il padre Venanzio Giuseppe Sella pubblicò il primo manuale italiano di arte fotografica e lo zio Quintino Sella, ministro delle finanze del Regno d’Italia, fu un alpinista”. Questo Carlo Cavalli, tra i curatori della mostra “Lo sguardo di Vittorio Sella. Fotografie dalla collezione di Roger Härtl” inaugurata qualche giorno fa, come importante iniziativa all’interno della 28esima edizione della rassegna di “Oltre le Vette- Metafore, uomini, luoghi della montagna”.

 

La rassegna sarà ospitata fino al 3 novembre al museo civico di Belluno, nella sede di palazzo Fulcis, e vede esposte per la prima volta in Italia delle opere, quali fotografie e pubblicazioni, provenienti da una collezione privata che celebra un importante esploratore e più grande fotografo di montagna italiano, Vittorio Sella. Come raccontato da Flavio Faoro, altro curatore, l’organizzazione ha contattato Roger Härtl, neurochirurgo e collezionista newyorkese, che da parte di madre ha origini della Val di Zoldo, motivo per cui ha sempre mantenuto i contatti con degli amici bellunesi e ha una casa a Cison di Valmarino. “Per passione Härtl ha collezionato negli anni materiali di diversa natura, legati alla storia del viaggio e l’esplorazione, e tra questi anche numerosi scatti di Vittorio Sella che espose per la prima volta nel 2022 presso The Grolier Club a New York, un club di bibliografi” ha commentato Faoro.

Andando ad esaminare la mostra di Belluno si può vedere che trattasi di un’esposizione antologica che pone l’attenzione su fotografie scattate durante le spedizioni sull’area alpina e dolomitica ma anche sul Caucaso, in Africa, specie sul lago Vittoria, e sull’Himalaya, databili tra gli anni ottanta dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento; alle stampe fotografiche si affiancano preziosi volumi che raccolgono i resoconti delle spedizioni, illustrati dalle immagini di Sella che continuano a ispirare generazioni di fotografi, guidandone lo sguardo e rappresentando quasi un canone estetico delle montagne.

Inoltre, per la loro qualità tecnica e artistica, le foto di Sella furono utilizzate per decenni in Europa e negli Stati Uniti per illustrare prestigiosi libri di fotografia e montagna e, data la qualità e la precisione dei dettagli, per studiare vie di scalata a vette e per preparare importanti spedizioni alpinistiche come, ad esempio, la conquista del K2 avvenuta esattamente 70 anni fa seguendo la via dello Sperone degli Abruzzi, individuata durante la spedizione del 1909 al seguito del Duca degli Abruzzi, documentata fotograficamente proprio da Sella.

La mostra gode del patrocinio della Fondazione Sella di Biella, che conserva tuttora buona parte dei 14000 negativi, lastre di vetro, dai quali furono sviluppate le foto con la tecnica dei sali d’argento, ed è frutto della collaborazione di Atelier della Cornice, che ha curato le cornici di tutte le foto che non ne erano già dotate, dello studio De Poli e Cometto che ha curato anche il catalogo della mostra e il supporto della Camera di Commercio di Belluno e Treviso oltre che del Ministero del Turismo e della Fondazione Dolomiti Unesco.

Soddisfatto l’assessore alla cultura del comune di Belluno Raffaele Addamiano che si è detto “orgoglioso di presentare a Belluno una mostra dal grandissimo valore culturale, dedicata a Loris De Barba da poco scomparso, che celebra un italiano che ha saputo coniugare la raffinatezza estetica con la tecnica fotografica in un momento spartiacque per la tecnologia della fotografia diventando esso stesso un filo conduttore tra due epoche; filo che è il tema dell’edizione di quest’anno di Oltre le Vette”.

La mostra sarà visitabile, nella sede del museo in via Roma, 28 a Belluno, martedì, mercoledì, venerdì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30; i giovedì dalle 9.30 alle 12.30; i sabati, domenica e festivi dalle 10.00 alle 18.30 con lo stesso biglietto d’ingresso del museo. maggiori informazioni: e-mail prenotazionimuseo@comune.belluno.it; sito web: https://mubel.comune.belluno.it/ ; telefono 0437 913323.

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