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| 30 apr 2024 | 18:27

Tra i conflitti e l'umanità attraverso le fotografie di un grande reporter

L'associazione AEcceL che porta avanti con passione la missione di far conoscere un poeta dell'immagine (Adriano Eccel) e la cultura degli scatti d'autore porta a Meano il 3 maggio (alle 20.30 in teatro)  Marco Longari (France Press) che racconterà la sua "idea dell'Africa" in dialogo con Dario Coletti. Una bella occasione per conoscere mondi pieni di dolori ma anche di potenzialità troppo spesso ignorate dalle cronache

TRENTO. Si spendono con riconoscenza non solo tecnica e affetto, una montagna, per andare oltre la memoria di Adriano Eccel. Oltre perché il fotografo trentino scomparso a 56 anni non è stato solo un maestro di un’inarrivabile originalità affidata ai suoi scatti. Adriano Eccel è universalmente riconosciuto come un’artista a tutto tondo per il quale la fotografia era un’espressione di anima, di impegno sociale e civile, di creatività e di lungimiranza nelle contaminazioni tra immagine e introspezione.

 

  Artigiano nel senso più nobile del termine, Eccel fu un manipolatore di frammenti interiori che guadagnavano una stupefacente esteriorità grazie ai collage minuziosi di mille e mille scorci catturati da un obiettivo che sapeva guardare oltre, molto oltre, il documentarismo. Da Adamo ed Eva alle Torri Gemelle il lavoro di Adriano Eccel impone lo sforzo di identificare i suoi soggetti in un puzzle da scoprire particolare per particolare.

 E nella scoperta la scelta di tecniche a tratti avveniristiche ne hanno fatto un professionista capace di attirare attenzioni ed elogi in patria e all’estero. Oddio, patria in senso lato perché come spesso accade il suo Trentino (era orgogliosamente cittadino della Trento periferica, di Gardolo) è stato tra gli ultimi ad accorgersi del patrimonio che le opere di Eccel rappresentano anche per superare gli angusti confini alpini ed aprirsi ad orizzonti ben più grandi dello sputo geografico della sua pur amata terra.

 

 Celebrato nelle esposizioni in tutta Italia ma anche a Berlino e Parigi l’Adriano Eccel “poeta della fotografia” continua a vivere nel suo lavoro che si continua a studiare e decodificare tra composizioni e ricomposizioni dal micro al macroscopico. Ma più di tutto Eccel è una presenza vitale della moglie, della figlia e di tanti amici della prima e della seconda ora che non si sono mai accontentati del solo ricordo.

 

 Per questo è nata nel 2013, ad un anno dalla sua morte,  l'Associazione AEcceL per la fotografia che da qualche tempo, settembre 2023, ha trovato sede a Meano, nella bella Casa Sardagna. Un’associazione che vuol diventare punto di riferimento (anche operativo) non solo per divulgare l’opera di Adriano Eccel ma anche per spaziare attraverso diverse iniziative nel variegato campo fotografico. Oltre le mostre antologiche che pure sono state organizzate con perizia in Trentino ma anche nell’Irpinia (il museo di Avellino) che è parsa incantata dal lavoro del fotografo trentino.

 

 L’obiettivo della AEcceL è aprirsi e far conoscere i tanti aspetti e le tante specificità della cultura fotografica nel senso più ampio. Il 3 maggio, non senza sforzo organizzativo per una realtà che certo non naviga nell’oro dei contributi pubblici e si sostiene grazie alla passione dei soci, l’associazione porterà a Meano, in teatro, la storia, le visioni e le tecniche di un grande reporter che con la sua macchina fotografica testimonia da anni amore e preoccupazione per i volti magici e insieme le disperazioni dell’Africa.

 

 La serata dedicata al fotogiornalismo con la F maiuscola si terrà al teatro di Meano. Del curriculum di vita, professione e impegno di Marco Longari tocca sintetizzare: fotogiornalista ma soprattutto narratore per immagini “parlanti” di mondi mai abbastanza conosciuti nei loro enormi problemi e nelle loro altrettanto enormi potenzialità (anche di immensa umanità nelle fatiche del vivere).

 

  Longari attualmente lavora a Johannesburg dove per Agence France-Press è a capo del servizio fotografico per l'Africa. Dopo il diploma all'Istituto Superiore di Fotografia di Roma ha iniziato la carriera nel 1998, coprendo il confitto in Kosovo. In seguito, dopo numerosi viaggi si sposta in Africa e collabora con Agence France-Press e testate internazionali.

 

 Per AFP ha lavorato anche a Nairobi e Gerusalemme, coordinando per 7 anni la copertura per Israele e Territori Palestinesi. Va da se che la serata promossa dalla AEcceL sarà tutto meno che un escursus tecnico, offrendo squarci importanti di comprensione delle realtà più martoriate da conflitti legati a sfruttamento di risorse, ingiustizie al diapason e drammaticità quotidiana che non sempre riesce a guadagnare le cronache così come accade ad esempio oggi con i massacri indicibili di cui stati vittime gli israeliani prima ed i palestinesi poi con terrificante spoporzione.

 

 Longari ha esposto ovunque, Italia ed estero, ed ovunque la sua fotografia è stato motivo di denuncia, riflessione, impegno e voglia di pace. L’Africa di Marc Longari è un appello a non considerare quel continente come qualcosa che non riguarda il ricco e disattento occidente.

 

 Ad “intervistare” il foto giornalista sulla sua “Idea di Africa” sarà Dario Coletti, fotografo esperto di tematiche sociali nazionali ed internazionali, a lungo docente e coordinatore del Dipartimento di Fotogiornalismo dell'Istituto Superiore di Fotografia di Roma. Un appuntamento che va dunque segnato in rosso nell’agenda quello del 3 maggio alle 20.30 al teatro di Meano. Esserci, che si sia o mano appassionati di fotografia, sarà un’occasione di incontro, comprensione, suggestione e scoperta di cui nel contradditorio caos di un’informazione a pizzichi e bocconi c’è estremo bisogno.

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