"Immenso blu", arriva in provincia la mostra con le foto scattate dal fotografo e alpinista Manrico Dell’Agnola durante la spedizione Antartide 2020: "Esperienza grandiosa”
Attraverso le foto e un docufilm, la mostra racconta la storia di una spedizione che ha attraversato lo Stretto di Drake a bordo della Ice Bird, una barca a vela di 19 metri, per esplorare con intenzioni alpinistiche alcune valli della Penisola Antartica

BELLUNO. Prosegue fino al 17 agosto, a Palazzo delle Contesse di Mel di Borgo Valbelluna, la mostra intitolata "Immenso Blu" che, attraverso la fotografia, propone per la prima volta in Veneto una selezione di quaranta immagini di medio e grande formato tra le più significative e d’impatto che il fotografo-alpinista Manrico Dell’Agnola ha scattato durante la spedizione Antartide 2020.
Immenso Blu, attraverso le foto e un docufilm, racconta la storia di una spedizione che ha visto protagonisti oltre a Dell’Agnola, Gianluca Cavalli e Marcello Sanguineti, tutti accademici del C.A.I., che hanno attraversato lo Stretto di Drake a bordo della Ice Bird, una barca a vela di 19 metri, per esplorare con intenzioni alpinistiche, alcune valli della Penisola Antartica.
Si è trattato di un viaggio avventuroso, un’esperienza inusuale e completa in un ambiente selvaggio, popolato da svariate specie animali e dominato da enormi ghiacciai, dove i tre alpinisti hanno camminato su terre sconosciute, salito per primi alcune linee molto interessanti ed hanno svolto anche un’azione di campionatura di neve per una ricerca del CNR sulla presenza di microplastiche.
Anche per questo motivo la mostra, che durante l’inaugurazione ha visto la proiezione dell’omonimo docufilm la cui narrazione si sofferma anche su quelli che sono gli effetti dei cambiamenti climatici sul continente bianco, è stata presentata da Jacopo Gabrieli, ricercatore, presso l’Istituto di Scienze Polari del CNR.
Il film, visibile durante la mostra, ha ricevuto inoltre apprezzamenti e vari riconoscimenti non solo per le salite alpinistiche, e la spettacolare fotografia, ma anche per aver saputo contestualizzare la spedizione dando voce alla storia dell’esplorazione italiana in questi luoghi attraverso la testimonianza di Luigino Airoldi, dei Ragni di Lecco, che negli anni ‘70 aveva affrontato con una piccola barca a vela e con intenzioni alpinistiche, la stessa traversata.
“Non avrei mai immaginato un viaggio del genere. L’acqua non è il mio elemento e odio il freddo, ma un’occasione come questa non capita tutti i giorni, quindi sono partito e non me ne pento. E’ stata un’esperienza grandiosa ed esclusiva” commenta Dell’Agnola, che prosegue “Lo Stretto di Drake è considerato l’Everest dei navigatori. Noi fortunatamente lo abbiamo affrontato con condizioni di mare non troppo agitato, dopo aver però atteso al riparo di una piccola isola il passaggio di una tempesta. Malgrado ciò devo dire che, durante la navigazione di quattro giorni, siamo stati male tutti quanti ma, una volta arrivati, l’eccezionalità dell’ambiente ci ha fatto dimenticare ogni sofferenza”.
Dagli stessi alpinisti è emerso inoltre che “l’Antartide è un territorio molto fragile e pur essendo per noi la prima volta, ci siamo comunque resi conto di come questo ambiente stia cambiando: ci aspettavamo molto più freddo e ghiaccio molto più stabile. L’equipaggio, che compie questo viaggio da anni, ci ha confermato che l’habitat si sta modificando molto velocemente: la banchisa di ghiaccio si sta ritirando scoprendo la terra ferma e lasciando spazio a muschi e licheni con la conseguenza che alcune specie di animali si stanno spostando”. La mostra è visitabile sabato e domenica dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18.












