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Alla Libreria Arcadia di Rovereto un settembre carico di eventi da non perdere

La complessità e le contraddizioni della nostra epoca attraverso lo sguardo di grandi scrittori contemporanei. Tra gli ospiti autori che nel mondo stanno segnando il tempo della letteratura contemporanea. Ecco il programma completo

 

 

Pubblicato il - 31 agosto 2018 - 19:04

ROVERETO. Settembre è il mese della ripresa del lavoro e della scuola, una sorta di inizio anno, una linea di confine. E per Giorgio Gizzi e Monica Dori della Libreria Arcadia, settembre è anche l’occasione di proporre al loro pubblico di appassionati lettori un programma ricco di eventi.

 

Come da tradizione, nella loro intensa tradizione di organizzatori di incontri ed appuntamenti i più vari (che spesso esulano la banale formula della presentazione), questa è l’occasione per proporre autori che possano aiutarci a comprendere meglio il mondo in cui viviamo.

 

Un mondo in cui non siamo mai stati così “social” ed al contempo non ci siamo mai sentiti così soli; in cui non siamo mai stati così bene eppure non siamo mai stati così impauriti; in cui non abbiamo mai avuto così tante occasioni per conoscere e tuttavia non riusciamo a farlo.

 

La libreria Arcadia fornisce anche questa volta l’opportunità di trovarsi per condividere uno spazio di pensiero, ma anche semplicemente di incontrarsi, di aggregarsi, come si faceva un tempo nelle piazze. Ecco dunque le proposte di Arcadia per quanto riguarda gli appuntamenti da mettere in agenda nel mese di settembre, tutti caratterizzati da grandi autori internazionali, con grandi storie da raccontare e condividere:

 

Sabato 1 settembre (Rovereto, Sala Conferenze del Mart, alle 17.30) si inizia con Ayelet Gundar-Goshen, che ci racconterà il suo Israele attraverso due libri formidabili, entrambi pubblicati in Italia da La Giuntina. I suoi libri indagano fragilità e incongruenze della società israeliana, spesso miscelando eventi storici con racconti intimi. 

Il tema dell’altro, del diverso, del nemico da cui guardarsi è del resto di fortissima attualità, non solo in Israele. Eccoci allora chiamati ad una riflessione sull’aspetto dei “cattivi” e sulla scoperta di mondi prima sconosciuti che ci incuriosiscono e spaventano al tempo stesso, per imparare a riconsiderare il confine tra colpevole e vittima e i rapporti tra “noi” e “loro”.

L’evento è in collaborazione con il Festival Oriente Occidente (ingresso libero ma è necessario prenotare il biglietto presso la segreteria del Festival)

 

Mercoledì 5 settembre (presso la Libreria Arcadia ad 19) saremo in compagnia di Yan Lyanke, uno dei maggiori scrittori cinesi contemporanei, sovente censurato in patria, che nel 2013 è stato tra i finalisti del Man Booker International Prize e nel 2014 è stato premiato con il prestigioso Franz Kafka Prize. Nato nella provincia contadina dell’Henan, a 20 anni, non potendosi permettere di proseguire la sua istruzione, sceglie la carriera militare e si occupa di redigere i testi della propaganda comunista. Laureatosi nel 1985, torna poco dopo alla vita civile, e comincia la sua carriera di scrittore. Con i suoi libri, pubblicati dalla Nottetempo, Lianke ci offre uno sguardo davvero inconsueto ed illuminante sulla Cina e sulla sua storia contemporanea.

Anche questo evento è in collaborazione con Il Festival Oriente Occidente.

 

Venerdì 7 settembre (Rovereto, Sala Kennedy dell’Urban Center, in corso Rosmini alle 19) è la volta di un eccezionale incontro con Davi Kopenawa, lo sciamano rappresentante del popolo yanomani, in lotta per la sopravvivenza della foresta amazzonica. Kopenawa nasce in un territorio sospeso fra Venezuela e Brasile che subisce l’appetito dei cercatori d’oro: sono questi ultimi a violentare la foresta pluviale ed a portare malattie sconosciute che mineranno la sopravvivenza di un popolo. Questo sciamano ha paradossalmente molto da raccontarci ed insegnarci, lui portavoce di una civiltà millenaria che ha avuto i primi rapporti con la modernità degli uomini bianchi alla fine del secolo scorso...

 

Sabato 8 una doppia proposta presso la Libreria Arcadia di Rovereto:

alle 19 appuntamento con l’acclamatissimo Igoni Barrett, nigeriano, fra i maggiori e più lucidi scrittori africani contemporanei. Barrett è nato a Port Harcourt, in Nigeria, nel 1979. Fellow, tra gli altri, del Chinua Achebe Center e del Norman Mailer Center. Nel 2005 ha esordito con una raccolta di racconti a cui ha fatto seguito “L’amore è potere, o almeno gli somiglia molto”.

Oggi probabilmente nessun paese al mondo ha una letteratura più feconda e vitale della Nigeria, nazione inquieta, sempre in bilico tra tecnologia e tradizione, dove l’amore è potere. O almeno gli somiglia molto;

 

alle 20.30 invece, avremo la graphic journalist italo-tunisina Takoua Ben Mohamed che ha scelto di portare il velo e di raccontare la sua quotidianità ed il suo mondo servendosi della chiave dell’ironia. Classe 1991, in Italia sin dall’infanzia, Takoua indossa il velo per scelta. In Tunisia ha vissuto fino agli otto anni, ma poi nel 1999 si è dovuta trasferire con i fratelli e sua madre per raggiungere il padre, un esiliato politico fuggito dalla dittatura di Ben Alì. 

Oggi le capita di sentirsi dare della “tunisina” quando è in Italia e dell’italiana quando va in Tunisia, ma la sua identità è interculturale e non si ferma a queste due classificazioni. Incontrarla significa potere capire come ci vede chi porta il velo, capire come si vive “sotto il velo” ed anche come ci comportiamo rispetto a chi porta il velo.

 

Lunedì 10 settembre (Libreria Arcadia alle 19) avremo lo scrittore ceco Patrik Ourednik, tra i maggiori intellettuali europei contemporanei. Per alcuni il più degno erede di Milan Kundera. Firmatario della Petizione per la liberazione dei prigionieri politici ed editore di samizdat, venne escluso dall'Università per “non-conformità ideologica” dall’allora Partito comunista cecoslovacco. Nel 1984 si esiliò in Francia, dove vive da allora.

Tutta l'opera di Patrik Ouředník – dizionari “non convenzionali”, saggi, romanzi, poesie, parodie – è segnata dall'interesse per le idee, i pregiudizi e gli stereotipi, esaminati attraverso la lingua, espressione, a suo avviso, de “La verità di un'epoca”.

 

Giovedì 13 settembre (sempre presso Arcadia alle ore 19.00) ecco arrivare Chris Offutt, l’autore americano capace di raccontare l’altra America: quella che stenta a sopravvivere, che tira avanti tra mille affanni, che dorme con una pistola sotto il cuscino. Per Luca Briasco, Offutt è lo scrittore americano meglio capace di raccontare la quotidianità della provincia a stelle e strisce, quella che ha eletto Trump in sprezzo alle grandi città liberal e soffre anche con Trump, ma ha scelto un nemico altro da combattere e questo la fa stare un po’ meglio. I libri di Offutt sono pubblicati in Italia dalla Minimum Fax.

 

Venerdì 21, un secondo doppio appuntamento presso Arcadia:

 

alle 19, dalla Thailandia arriva fino a noi Prabda Yoon, rappresentante di spicco della cultura asiatica contemporanea: regista, illustratore e scrittore impareggiabile. Nei testi di Yoon c’è la complessità e la ricchezza di un mondo - quello del sud est asiatico - di cui poco conosciamo, se non attraverso fugaci rappresentazioni.

“Feste in lacrime” (ADD Editore ) è una porta d’accesso all’universo contemporaneo della Thailandia, una società in viaggio tra modernità e tradizione, dove le contraddizioni sono spaventose ed esilaranti. Un Paese sempre più frequentato dai viaggiatori stranieri, ma della cui cultura viva si conosce molto poco;

 

alle 20.30 invece gran chiusura di rassegna con l’americana Jami Attenberg: il New York Times adora la sua scrittura tanto da indicarla fra i maggiori scrittori americani contemporanei. Il suo “The Middlestein” racconta le vicende di una famiglia americana disfunzionale, in chiave irriverente e godibilissima. Al centro del suo ultimo “Da grande” il tema della ombelicalità dei punti di vista da chiunque vengano assunti.

 

Un settembre all’insegna della cultura e della riflessione quello che propone La libreria Arcadia di Rovereto, con ospiti eccezionali che vale la pena di incontrare di persona.

 

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