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Alla ricerca dei portatori sani di gioia

La stagione teatrale di Pergine viene inaugurata giovedì dallo spettacolo "Geppetto e Geppetto" che nel 2016 ha vinto il prestigioso premio Ubu. Si tratta in maniera coinvolgente il tema della famiglia di Luca e Tony. I due omosessuali  tornano in Italia dal Canada con il figlio Matteo. Una storia intensa tra diritto, contraddizioni e rivendicazioni di "normalità"

Pubblicato il - 05 novembre 2018 - 10:28

PERGINE. “Se ci sarebbe più amore” è la storia di Geppetto e Geppetto, lo spettacolo che apre ufficialmente la  ricca Stagione del Teatro di Pergine  giovedì 8 novembre. Lo spettacolo ha ricevuto il prestigioso premio Ubu 2016, un'importante passerella che esalta le migliori performance di compagnie di prosa capaci di creare sul palco un mix virtuoso tra divertimento e serietà, attualit, dei temi affrontati. . Al termine dello spettacolo ci sarà la possibilità di incontrare l’autore e gli attori per un momento di confronto e dialogo.

 

 Il testo è stato scritto e diretto da Tindaro Granata, dopo aver incontrato, discusso e ragionato, nei bar vicino casa e alla stazione Centrale di Milano, insieme a persone alle quali ha rubato pensieri, dubbi, certezze, paure, stereotipi, dolcezze, comprensioni, rabbia, tolleranza, disinformazione, odio e amore e tanto altro sulla tematica di figli nati da omosessuali.

 

 La storia parte da Luca e Tony. Tony e Luca stanno insieme da diversi anni: sono una famiglia. Per essere una famiglia felice basta che due persone si amino. Per essere però una famiglia “davvero” felice c’è bisogno di portatori sani di gioia: i bambini.

 

 Tony vuole diventare padre. Luca vuole aspettare. La madre di Tony vuole evitare che accada. Franca (amica dei due) vuole capire come si può fare.

I due vanno in Canada, e come il primo papà single della storia di tutte le storie, Geppetto, “fanno”, “fabbricano”, “ costruiscono”, “creano” il loro piccolino.

Geppetto e Geppetto tornano in Italia con il loro figlio Matteo. Matteo cresce con amore e amore e amore. Passano trent’anni. Il giorno del ventennale della morte di Tony, Matteo rivendica qualcosa al padre Luca, vomitandogli addosso tutto quello che gli ha causato crescere in una famiglia non “normale”.

Lo accusa di qualcosa che è mancato. Luca si difende, ma qualsiasi cosa dica, agli occhi di Matteo, sbaglia. I due si scontrano e si odiano e si ammazzano di botte e urlano e spaccano mobili e lasciano l’uno alla solitudine dell’altro.

 È difficile essere figli di gay, ma è difficile anche essere padri di figli normali.Un giorno Matteo andrà, Geppetto ritornerà, l’altro Geppetto perdonerà, come in una

famiglia “normale”. «Questa non è la storia universale di tutti i figli nati da coppie omosessuali. Non è la storia di una bandiera spinta dal vento del “pro” o da quello del “contro”, chi se ne frega! Questa è la storia di un papà che vuole fare il papà e di un figlio che vuole fare il figlio: tra i due, all’apparenza, manca solo una mamma.

È la storia di uno scontro tra due uomini, uno giovane e uno adulto, che cercano entrambi il riconoscimento di una paternità, che non può avere la stessa funzione che ha in una famiglia eterosessuale.

 

 È  il desiderio di un Geppetto di farsi amare da un figlio che non è sangue del suo sangue, ma generato dal seme del proprio compagno. È  il desiderio di un ragazzo di ritrovare una figura paterna, vissuta nell’assenza di una figura materna, che lo possa accompagnare nel mondo degli adulti senza il peso della mancanza» (Tindaro Granata).

 

 LA COMPAGNIA.  Proxima Res, nasce a Milano nel 2009 in occasione dell’allestimento dello spettacolo “Buio” , progetto ideato e diretto da Carmelo Rifici.

Nei mesi successivi alla fondazione, l’Associazione si radica nel territorio milanese concentrando l’attività sulla produzione teatrale e sviluppando fin da subito una particolare sensibilità verso una nuova drammaturgia strumento di indagine del vivere contemporaneo.Senza mai perdere di vista la scena nazionale, grazie anche ai suoi associati che collaborano singolarmente con le più importanti realtà teatrali, la Proxima Res e i suoi spettacoli verranno presentati in tutto il territorio italiano, ottenendo importanti riconoscimenti da pubblico e critica.

 

 Dopo quattro anni di attività, nel 2013 i soci decidono di aprire un loro spazio dove sviluppare l’altra anima dell’associazione, quella pedagogica e formativa.

Nasce così la Scuola Proxima Res, una scuola biennale propedeutica aperta ai giovani che vogliono intraprendere un percorso di studio per diventare attori.

La Proxima Res quindi non è né soltanto una compagnia teatrale né esclusivamente un gruppo di ricerca e di formazione, né una delle tante associazioni culturali.

La Proxima Res è un luogo, un luogo di incontro e di scambio tra personalità artistiche differenti e autonome, dai più svariati background e appartenenti a diverse generazioni.

 

 

 

 

 

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