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Arte Sella architetta un colpaccio

Il 6 maggio verrà inaugurato Kodama, opera dell'archistar giapponese Kengo Kuma (che sta realizzando tra l'altro il nuovo stadio di Tokjo 2020) e che sarà presente nel museo a cielo per una lezione. Lo "spirito dell'albero" è una sorta di grande sfera che si pone come gioco e rompicapo. Il luogo scelto per esaltare il nuovo rapporto tra Arte Sella e architettura è Villa Strobele, laddove tutto nacque nel  lontano 1986

Pubblicato il - 27 aprile 2018 - 10:55

 

SELLA VALSUGANA. Da oltre trent’anni Arte Sella coniuga arte, emozione e ritmi della natura. Nel corso degli anni numerosi artisti di fama internazionale hanno soggiornato presso Malga Costa, un tempo dedicata all’alpeggio e ora residenza artistica, per conoscere il luogo e ideare opere che possano dialogare con l’ambiente e creare una sintonia con il luogo che le ospita e a cui ritornare, al termine del proprio ciclo vitale.

 

 La scorsa stagione ha segnato l’avvicinamento di Arte Sella al mondo dell’Architettura e del Design, invitando alcuni protagonisti internazionali a confrontarsi con la splendida Natura della Val Sella. La consulenza scientifica nella scelta degli autori e la supervisione tecnica dei progetti sperimentali e delle varie opere sono state affidate al professor Marco Imperadori, ordinario di Progettazione e Innovazione Tecnologica del Politecnico di Milano.

 

 Il dialogo tra Arte Sella e l’architettura è iniziato nel 2017 con la presenza dell’architetto giapponese Atsushi Kitagawara, autore del Padiglione Giappone di Expo 2015, che ha presentato l’opera Forest Byoubu presso l’Area di Malga Costa.

 

 Il 2018 vede due grandi architetti protagonisti ad Arte Sella. Il prossimo 6 maggio l’Archistar Kengo Kuma, maestro giapponese che sta realizzando il nuovo stadio olimpico di Tokyo 2020, inaugurerà il suo Kodama presso Arte Sella. Il luogo scelto per celebrare il rapporto con l’architettura è Villa Strobele e il suo giardino, posto del cuore di Arte Sella nonché suo luogo di nascita nel 1986.

 

 Kodama, che in lingua giapponese significa “lo spirito dell’albero”, è idealmente una sorta di “sfera”, definita da un unico elemento in larice massello locale, che si incastra come un rompicapo giapponese, come un grande gioco per bambini. Kodama è sviluppata in sinergia tra il Kengo Kuma Lab della Tokyo University, il Politecnico di Milano e d3wood per gli aspetti di modellazione digitale, prototipazione e test, e con Ri-Legno per gli aspetti di ottimizzazione costruttiva e taglio automatico CNC.

 

 Questa “natura geometrizzata” rispecchia pienamente la teoria della “particellizzazione” tanto cara a Kuma che scompone le proprie sagome complesse in unità costitutive. In questo modo, luce e penombra vengono esaltate secondo l’estetica giapponese tanto celebrata dal “Libro d’Ombre” di Junichiro Tanizaki, e mentre in Occidente i principi filosofici cardinali sono da sempre: terra, aria, acqua  e fuoco, in Asia - e in particolare in Giappone e nel pensiero Zen - vi è un quinto elemento, fondamentale: il Vuoto.

 

 In Kodama Kuma amplifica questo vuoto secondo tre livelli diversi: la concavità interna, la convessità esterna e lo spazio ineffabile che sta nel mezzo, ovvero la porosità.

L’incontro con il maestro giapponese è previsto per domenica 6 maggio alle ore 11, quando Kengo Kuma presenterà al pubblico la sua opera, mentre alle ore 15 terrà una lectio magistralis presso Malga Costa. Mentre l’inaugurazione è aperta a tutti con biglietto d’accesso ad Arte Sella, alla lectio magistralis del pomeriggio si accede su prenotazione, in quanto i posti sono limitati.

 

 La stagione 2018 continua quindi all’insegna dell’Architettura con un’altra opera in fase di studio da parte di Michele De Lucchi, maestro italiano e grande amante del legno, che verrà presentata il 24 giugno presso Malga Costa. Arte Sella propone inoltre numerosi eventi e ospiterà in residenza artisti e musicisti, a creare come sempre un lascito per i percorsi e per il pubblico. Le Fucine vedranno protagonisti il jazz con il Marco Albonetti Trio e Pablo Ziegler a giugno e Mario Brunello con Gabriele Mirabassi e il Coro Valsella a fine anno. Nel corso dell’anno, inoltre, saranno presentate le opere dell’americano John Grade e degli artisti Rainer Gross, Cédric Le Borgne e Gianandrea Gazzola.

 

 

Kengo Kuma nasce a Yokohama (Giappone) nel 1954. La sua passione per l’architettura si manifesta fin da giovanissimo, grazie al fascino che esercitano su di lui i lavori per le Olimpiadi di Tokyo del 1964 e in particolare al National Gymnasium dell’architetto e urbanista giapponese Kenzo Tange. Studia quindi Architettura presso l’Università di Tokyo sotto la guida di maestri del calibro di Hiroshi Hara e Yoshichika Uchida. Nel corso degli studi ha occasione di effettuare un viaggio nel deserto del Sahara, dove viene a contatto con paesaggi e strutture di una bellezza unica.

 

 Dopo aver soggiornato alla Columbia University di New York, fa quindi ritorno in Giappone, dove avvia la propria attività a Tokyo. Da allora, lo Studio Kengo Kuma & Associates ha realizzato opere architettoniche in oltre venti Paesi, ricevendo numerosi riconoscimenti e premi, come l’Architectural Institute of Japan Award, lo Spirit of Nature Wood Architecture Award in Finlandia e l’italiano International Stone Architecture Award. Principio cardine del lavoro del  Kengo Kuma & Associates è concepire e realizzare architetture che dialogano in modo naturale e spontaneo con l’ambiente circostante, costante ricerca di nuovi materiali che possano sostituire cemento e acciaio, perseguendo un approccio interamente dedicato alla società post-industriale.

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