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''Avremo fiamme alte due metri, nove amplificatori e videoclip originali''. In piazza Duomo i Queen Legend per lo show di Capodanno

Intervista al gruppo che animerà la serata dell'ultimo dell'anno a Trento: ''Rievocheremo le gesta della band, anche aiutati da una certa somiglianza. Anche la strumentazione è fedele. Il 2019 si annuncia un anno record grazie anche al film "Bohemian Rhapsody"''

Pubblicato il - 30 dicembre 2018 - 20:14

TRENTO. Fiamme fino a due metri, costumi fedeli agli originali, molte coreografie, scenografie e perfino "una certa somiglianza" a Freddy Mercury e Brian May. Si annuncia scoppiettante il concerto di Capodanno di piazza Duomo. A prometterlo è lo stesso Giuseppe Ravazzolo, voce dei Queen Legend, la band lombarda a cui l'Apt di Trento, Monte Bondone, Valle dei laghi e il Comune hanno affidato l'evento, organizzato il collaborazione con Radio Italia anni 60. Assieme a lui sul palco ci saranno Daniel Ghilardi alla batteria, Carlo Pelino (pianoforte e tastiere), Massimo Gilardi (basso e cori) e Alessio Colace (chitarre e cori).

 

Giuseppe Ravazzolo, cosa dobbiamo attenderci per il 31 dicembre?
Le hit dei Queen, da "A kind of magic" a "Don't stop me now" e "We are the champions", tanti colpi di scena, coreografie e costumi. A partire dalla fine degli anni Settanta, fino ai primi anni Ottanta con anche un accenno al mitico concerto che vide Freddie Mercury indossare la famosa giacca gialla. Rievocheremo le gesta della band, anche aiutati da una certa somiglianza.

 

Di chi?
Del frontman (Giuseppe Ravazzolo, ndr) e del chitarrista (Alessio Colace, ndr). Anche la strumentazione è fedele: ad esempio abbiamo nove amplificatori, un setup uguale a quello usato dai Queen. Brian May, è molto meticoloso e il nostro chitarrista lo ripropone. L'obiettivo è proporre un tributo ai Queen in tutta regola per quanto riguarda la somiglianza, gli strumenti e il suono.

Come sarà strutturato lo show?
Ci sarà una prima parte rock, con effetti speciali e fuoco. Seguirà una seconda parte comica con il travestimento da donna; poi sarà la volta della parte emozionante con "Bohemian Rhapsody" e "Who wants to live forever". Dopo un'interruzione per il countdown della mezzanotte, ci sarà una quarta parte ballabile. Faremo anche battere le mani con "We will rock you" e "Radio Gaga".

 

Porterete il fuoco sul palco?
Ovviamente rispettando tutti gli standard di sicurezza. Abbiamo delle fire machines che lanciano fiamme fino a due metri. Ci sarà inoltre un monitor, uno schermo su cui proietteremo dei video: i Queen erano grandiosi anche per i videoclip, ne trasmetteremo alcuni di originali.

 

Da quanti anni esiste la band?
Sette anni fa c'è stato il primo contatto tra il tastierista e me. Prima io facevo blues, cantavo, poi ho frequentato per un anno l'accademia di teatro musicale. Proprio al termine di quell'esperienza ho fatto un provino ed era con Carlo. Cinque anni fa, invece è nata la band nella sua formazione attuale. Sono entrati nuovi membri, il gruppo si è plasmato accogliendo i nostri compagni, molto appassionati e anche molto più precisi di noi nell'imitazione. Questa specie di follia ha portato alla qualità attuale di Queen Legend.

 

Quali sono le cifre del vostro operato?
Facciamo in media una sessantina di date all'anno, ma il 2019 si annuncia un anno record, toccheremo forse le cento date perché il calendario è già pieno con trenta date prenotate. Oltre che della nostra agenzia, la Union Sound, è anche merito del film "Bohemian Rhapsody", un'occasione che ha incontrato la preparazione. La pellicola in alcuni punti fa a cazzotti con la cronologia, alcune scene sono ovviamente romanzate. Ma è nel complesso un buon compromesso e ha fatto sì, anche grazie al bravo attore che ci recita, che le persone ora siano più incuriosite verso i Queen e ben disposte a vederne delle rappresentazioni. Uso questo termine perché sul palco facciamo proprio anche un lavoro attoriale.

 

Vi esibite anche all'estero?
La band è attiva a livello nazionale e internazionale. Siamo stati ad esempio in Svizzera, a Montreux, dove lo studio di registrazione usato per anni dai Queen ora è diventato un museo. In Romania abbiamo fatto un evento che ha visto oltre 10.000 persone. L'anno prossimo, invece, andremo in Francia.

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