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Concato, ecco l'acustica della qualità

Il cantautore che da 40 anni è sulle scene con la sua vena confidenziale ma anche fortemente ironica sale stasera sul palco del teatro di Pergine per un concerto unplugged ricco di fascino e suggestioni. La rivisitazione dei grandi successi e le divagazioni nei territori jazz che segnano l'esperienza di un musicista di spessore e di coerenza

Pubblicato il - 16 ottobre 2018 - 07:54

PERGINE. Quarant'anni di carriera. Qualità, umiltà e libertà. Una libertà cercata e praticata con caparbietà tale da metterlo qualche volta ai margini del mercato. Ma Fabio Concato resta un pilastro della canzone d'autore italiana e un navigatore della musica che lo porta spesso ad esplorare i territori del jazz. Fabio Concato è atteso questa sera a Pergine in un concerto unplugged, un trio senza  elettricità, che s'annuncia ricco di fascino e suggestioni.

 

 Sarà un ripercorrere una carriera di successi che non si di dimenticano ma non sarà un momento di nostalgia perché  a Concato piace stupire con quella voce nasale, l'aria sorniona e la vena ironica. Concato torna nei teatri e nei club dopo l’avventura jazz con Paolo di Sabatino. Nel 2017 infatti usciva “Gigi”, riscrittura in chiave jazz dei successi di Concato, il cui titolo richiama il nome di suo padre, appassionato di jazz.

 

 Una passione, quella della musica che arriva da lontano quindi, respirata in famiglia, e suonata per proprio conto fra gli studi in medicina all’Università e i palchi di cabaret su cui saliva negli anni 70. Sono seguiti 40 anni da carriera ora riassunti in questo disco dal sapore jazz accanto alla libertà di Concato del stare fuori dallo Show Biz. «Non avere un produttore fisso - ha dichiarato il cantante in un’ intervista radiofonica - mi ha fatto pagare pegno in notorietà. Tuttavia mi ha dato la libertà di prendermi i miei tempi e permettermi di soddisfare tutte le altre curiosità che ho nella vita».

 

 Fra gli ultimi progetti di Concato la sua partecipazione alla serata in ricordo di Alda Merini del gennaio di quest’anno al Teatro Dal Verme di Milano, quando a duettato accanto a Giovanni Nuti e Lucia Bosè in “Il pifferaio di Hemlin”. Inoltre il 2017 è stato caratterizzato dal progetto “Non smetto di ascoltarti” album nato dalla collaborazione con Fabrizio Bosso e Oliver Mazzariello per Warner Music in cui i musicisti si sono impegnati nell’avventura della reinterpretazione a tre di alcuni dei più celebri brani della canzone d’autore italiana. Da “Mille lire al mese” a “L’ arcobaleno”, da “Diamante” a “Io che amo solo te”, l’album appare una selezione che comprende alcuni successi di Fabio Concato e brani di altri grandi autori. Un lavoro spontaneo, nato sul palco, con a monte una lunga amicizia in cui la voce di Concato, insieme all’ eleganza della tromba di Bosso e all’ energia dei tasti di Mazzariello, sono messe al servizio dei grandi autori italiani.

 

 

 

 

 

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