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Deos, teatro danza sullo sfondo delle paure

Scena Trentina riporta domani sera, 30 ottobre, a Pergine lo spettacolo della compagnia Controra che è frutto di un intenso lavoro di scambio, contaminazione e collaborazione tra diversi linguaggi, compreso quello delle luci. Il tema è la quotidiana e spesso immotivata difesa da qualcosa e da qualcuno

Pubblicato il - 29 ottobre 2018 - 10:58

PERGINE. La rassegna "Scena Trentina" è una gran bella occasione per far conoscere e in molti casi replicare i successi della ricerca e delle sperimentazioni del teatrio di targa locale che sta a lato dei circuiti ufficiali ma ha spesso tanto da dire e di offrire in termini di messaggio e di emozione. La rassegna è nata dalla collaborazione tra Estroteatro, Portland e Aria Teatro e si è affermata tra settembre ed ottobre come un'interessante fase di introduzione alle novità che i tre teatri metteranno in scena nelle loro stagioni. 

 

 Domani sera, 30 ottobre, tocca a Pergine, dove si assicura il palco ad un'intrigante produzione di teatro-danza allestita dalla compagnia Controra: Deos. Lo spettacolo ha per protagonisti Natascia Belsito, Andrea Deanesi e Fannj Oliva. Luci sapienti di William Trentini, musiche di Elia Pedrotti, Fabio Soldi, Antonio Vivaldi, Chromatics, Thomas Köner.

 

 Il tema è quello della paura. Lo spettacolo si ispira alla nostra società ma soprattutto prende spunto dalle paure personali, da esperienze condivise e autobiografiche, da immagini, suggestioni e racconti che sono stati elaborati nel tempo e hanno dato corpo a questo viaggio metaforico.

 La paura è parte integrante della società di oggi, dove il dover difendersi da qualcosa o qualcuno che potrebbe nuocere sembra essere il denominatore comune. E' un istinto necessario, salva e protegge dai pericoli imminenti, ma può anche diventare una fonte di blocchi, un ostacolo che lentamente trasforma il modo di vivere e affrontare la quotidianità.

 

 In Deos il linguaggio della danza e del teatro interagiscono creando un tutt'uno in una forma essenziale dove il gesto, l'espressività e la danza diventano parola e la parola si fonde nel suono, nella musica e nel corpo. Elementi simbolici e metaforici si susseguono in quadri per raccontare un percorso, un viaggio dentro se stessi dove riconoscere e riconoscersi. “L’ora di Pan è il meriggio: in quel momento egli appare nell’impeto e nel fulgore del mezzogiorno

facendo sussultare l’uomo e l’animale in un cieco terrore". - James Hillman

 

 Il progetto nasce da un'idea di Natascia Belsito, sposato e condiviso da Andrea Deanesi e Fannj Oliva. Diversi sono stati gli step di lavorazione, 4 residenze lunghe (CID - Centro Internazionale della danza/ORIENTEOCCIDENTE dance festival, ATELIER A presso il Castello di Apricale in provincia di Imperia, KOMM TANZ progetto residenze Compagnia Abbondanza/Bertoni in collaborazione con il comune di Rovereto e TeatroE nell'ambito della rassegna promossa dal Teatro di Villazzano Teatro danza- un linguaggio da scoprire) che hanno dato la possibilità di lasciar maturare la creazione e vederne la trasformazione. Prezioso è stato il contributo della fondazione CARITRO che ha sostenuto il progetto, la coproduzione dell’associazione “La casa della danza” di Borgo Valsugana e l'appoggio dell'associazione Artea di Rovereto hanno reso possibile la realizzazione del tutto.

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