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Diritti dei minori, Giobbe perde la pazienza

Giovedì 29 al teatro di Pergine arriva la "Divina commediola" del comici partenopeo che è da sempre impegnato nella denuncia delle ineguaglianze e dei suprusi verso i più piccoli. Nell'Inferno di Ciro Alighieri tanto spazio al divertimento che tuttavia non restringe lo spazio che va dedicato alla riflessione. E nel girone le vittime sono al posto dei colpevoli

Pubblicato il - 27 novembre 2018 - 09:58

PERGINE. Risate a volontà. Ma anche una lezione sul sommo poeta, su Dante, e su una Commedia che da Divina il mondo di oggi a fatto diventare sempre più tragica. E' la Divina Commediola di Giobbe Covatta, lavoro infernale, (il canto è quello) tratto, appunto, dalla Divina Commedia di Ciro Alighieri. Con l'omonimo l'ottimo Cobatta,  comico che mette il buon umore anche se sta zitto, chiama giovedì il pubblico al Teatro di Pergine per un nuovo atto della stagione di prosa.

 

 Non tutti forse sanno che Dante Alighieri aveva un cugino di nome Ciro, nativo di Castellammare di Stabia, il quale scrisse anche lui un poema, proprio come il Dante nazionale. Il poema di Ciro Alighieri è una versione “apocrifa” e qualcuno sostiene di aver trovato il manoscritto di una parte, per l’esattezza l’Inferno, in una discarica. E qui si inserisce Giobbe Covatta, che ha deciso di trasformare il manoscritto in un monologo teatrale in scena alle ore 20.45

 

 Dopo un attento lavoro di ripristino si può finalmente leggere questo lavoro dimenticato. L’idioma utilizzato non è certo derivato dal volgare toscano ma è senz’altro più affine alla poesia napoletana. Si nota poi come il poeta abbia immaginato l’inferno come luogo di eterna detenzione non per i peccatori ma per le loro vittime!

 

  E non poteva trovare diversa soluzione in quanto le vittime sono i bambini ovvero i più deboli, coloro che non hanno ancora cognizione dei loro diritti e non hanno possibilità di difendersi. Così mentre resterà impunito chi ha colpito con le sue nefande azioni dei piccoli innocenti del terzo mondo, il Virgilio immaginato dall’antico poeta lo accompagnerà per bolge popolate da bambini depauperati per sempre di un loro diritto, di qualcosa che nessuno potrà mai restituirgli.

 

 Giobbe Covatta ci presenta la sua versione della Divina Commedia totalmente dedicata ai diritti dei minori, e lo fa alternando momenti di denuncia che scavano profondi solchi nelle coscienze, a momenti di divertimento nei quali la sua verve comica trascina il pubblico in un vortice di risate.

 

L a Divina Commediola è uno spettacolo che diverte molto e al tempo stesso fa riflettere molto, ed è soprattutto uno spettacolo utile sia perché denuncia i turpi misfatti perpetrati ai danni dei bambini del Terzo Mondo, sia perché rappresenta una buona occasione per conoscere i diritti dei bambini riconosciuti dalla Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Conoscere i modi più comuni con cui questi diritti vengono calpestati equivale a diffondere una cultura di rispetto, di pace e di eguaglianza per tutte le nuove generazioni.

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