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| 16 nov 2018 | 10:22

Gli "invisibili" dell'arte che porta vita

Domenica pomeriggio Piazza Dante tornerà ad animarsi di musica, danza, teatro e movimenti grazie a Macondo, la proposta con la quale  Anima Mundi prosegue un coraggioso percorso di aggregazione e riconquista anti degrado attraverso le mille forme della creatività. Una strada imboccata con Destate il Parco durante il periodo estivo che merita per il 2019 maggiore fiducia e sostegno delle istituzioni

di Redazione

TRENTO. MACONDO...le voci degli invisibili”…, in programma domenica pomeriggio dalle 16, è stato e sarà un vero e proprio viaggio fra sogno ed immaginazione pensando a "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez, attraversando “Le Città Invisibili” di Italo Calvino e sfogliano le poesie raccolte nel libro di Ivano Ferrari “La franca sostanza del degrado”.Ma Macondo nasce anche ascoltando, leggendo e rileggendo le parole del libro di Piergiorgio Bortolotti "Vite Sospese" e la forza di un racconto di una scrittrice guerriera come Deborah Bonazza.

 

 Macondo è la proposta che Anima Mundi, (Fausto Bonfanti, Ivan Tanteri and friends) metteranno in piazza - in piazza Dante - domenica pomeriggio. Si tratta di un'iniziativa che chiude con coerenza e caparbietà il tormentato percorso di animazione di Piazza Dante imboccato non senza problemi da Bonfanti, da molti artisti trentini durante l'estate sotto il titolo "Destate il parco".

 

 Sono state decine di serate di musica, creatività e contaminazioni capaci di offrire un'idea diversa - meno respingente - della piazza simbolo  di un degrado che in parte è reale, (microcriminalità) e in larga parte è solo prodotto del disinteresse per sofferenze, emarginazioni e solitudini che albergano nel parco. L'idea di chiamare a "vivere" il parco di piazza Dante attraverso l'arte poteva avere molto più successo di quanto non è accaduto per tanti week end di faticosa iniziativa se le istitituzioni, (Comune, Provincia), ci avesserro creduto davvero facilitando l'arduo compito organizzativo ed economico dei promotori. Ma così non è stato. Si spera che per l'anno prossimo il Comune "rimpastato" anche con un nuovo assessore alla cultura sappia e voglia far di più.

 

 Ma torniamo a  Macondo. Teatro, musica, canti, danze e parole in una meravigliosa atmosfera dove le culture si incontrano, si riconoscono e si abbracciano...per uno speciale “banchetto” o “convivio” come scrisse lo stesso Dante Alighieri, a cui tutti sono invitati.

 “Macondo” è per eccellenza il luogo del sogno: quel speciale ed unico spazio e luogo fra realtà ed immaginazione, dove per chi l'ha fondata, pensandola come in un sogno, c'è comunque la certezza che, dietro al gioco di specchi, vi sono delle persone vere e che queste persone malgrado un'ora, un giorno, un mese o un anno di solitudine, riescono a pensare ad una vita in relazione con gli altri.
 

 Creare relazioni, scambi ed incontri, vivere le diversità e non dire basta - spiegaì Fausto Bonfanti - questo è il vero significato di questa seconda esperienza di “Macondo...le voci degli invisibili”, un esperienza che lo stesso pubblico presente alla prima edizione dello scorso anno ha fatto sapere di voler rivivere ed è proprio per questo che non vuole e che non deve fermarsi alla data zero. Il sogno e le relazioni, oppure chiamiamola la partecipazione o senso di appartenenza, sono le chiavi per sconfiggere il degrado e far tornare a rivivere quella piazza e qual parco nel cuore della città. 


 E le emozioni che abbiamo vissuto e che desideriamo rivivere a far rivivere, sia noi protagonisti che il numeroso pubblico coinvolto, sono state moltissime e un antidoto unico alla paura ed al rischio degrado: ci sono venuti alla mente, sia a noi che a chi ha vissuto questa esperienza da osservatore, le parole e le riflessioni di Marquez quando parlava della sua Macondo “…per chi l'ha fondata c'è la certezza di un tempo che scorre, con le sue gioie ed i suoi dolori, ma c'è anche la verità che il cristallo del presente, davanti ad un monitor ed una tastiera, è comunque un attimo fuggente da cogliere. Per chi l'ha fondata c'è il piacere di incontrarsi e raccontarsi, di parlare ed ascoltare, di accorciare le distanze del mondo, di veder passare nel fiume tanti battelli: carichi di sogni, speranze, illusioni ed anche certezze…”

 

  Ecco che piazza Dante si è trasformata da troppo tempo in una vera a propria isola soffocata nella sua incomunicabilità, nelle sue paure…una piazza, un parco che ha perso il suo senso di luogo di incontro per trasformarsi in una riserva. Ma come diceva il sommo poeta, un luogo si rigenera quando riesce a diventare un luogo di serenità: ed è per questo, pensando anche alle stesse parole di Dante, che questa Piazza deve diventare vero e proprio conviv(i)o dove apprendere l’arte del vivere insieme, del crescere insieme…quella cosiddetta convivenza che rappresenta il gradino superiore della tolleranza, che supera l’ignoranza attraverso l’accesso di tutti al pane, alla sapere, al banchetto. Che si basa sul rispetto come regola fondamentale per ogni vera convivenza. E il luogo del banchetto è proprio “MACONDO…le voci degli invisibili” che trasformerà nuovamente Piazza Dante in un magico guscio di emozioni e di “convivio”, facendo rinascere il quel parco ed in quella piazza quel senso di appartenenza, di cittadinanza attiva, di arte dell’incontro, insomma, di MEMORIA passata presente e futura.

 Una forte e importante esperienza sicuramente da riproporre e da rivivere perché la Creatività possiamo tranquillamente affermare, dopo le varie esperienze vissute, è uno dei principali e fondamentali strumenti grazie ai quali combattere il degrado e la paura, riqualificando e valorizzando aree urbane destinate all’isolamento e all’abbandono: un esperienza che mira a ridisegnare un Parco ed una città, rafforzando il senso di appartenenza dei propri cittadini e considerando le differenze vere e proprie opportunità di crescita e di stimolo alla partecipazione, per educare al rispetto, per riportare in quel parco ed in quella piazza i bambini, gli anziani, le famiglie, i giovani e tutti.


 Questo e molto altro è stato ed è MACONDO ecco perché si è concluso lo scorso anno con l’impegno di proseguire il cammino intrapreso e scelto, coinvolgendo sempre più soggetti della realtà culturale, civile e sociale per dare voce a chi non ce l’ha ed a chi ha molto da dire ma non ama gridare. Ecco perché siamo a presentare la seconda edizione di “MACONDO…le voci degli invisibili”.

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