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| 30 ott 2018 | 12:21

Il Sessantotto? Un dialogo da condominio

Giovedì 1 novembre torna per la quinta volta la rassegna ideata da Anima Mundi dal titolo "Cibo per la mente". Al teatro di Gardolo va in scena lo spettacolo "Muri a cielo aperto" della compagnia sarda "Teatro s'arzà".  Nel confronto a distanza tra una pensionata e un giovane i muri che la contestazione è riuscita ad abbattere e quelli che ancora resistono o crescono

Il Sessantotto? Un dialogo da condominio
di Redazione

TRENTO. Torna per la quinta voltan la rassegna di teatro civile "Cibo per la mente", ideata da Anima Mundi con la direzione artistica di Fausto Bonfanti e di Ivan Tanteri. Il primo appuntamento è di scena il 1 novembre, giovedì, al teatro Gigi Cona di Gardolo. A 50  anni dal '68 ecco uno spettacolo che tratta quel particolare periodo storico, quell'irripetibile momento storico che ha segnato la nascita di quella che è stata definita una "rivoluzione senza tempo" fra diritti civili conquistati e una condizione umana sempre al centro dell'attenzione, fra delusioni e sogni, fra dolore e gioia.

 

 Lo spettacolo, "Muri a cielo aperto" prodotto dal "Teatro s'arza" di Sassari , è ambientato in un condominio dentro il quale due personaggi,divisi da una parete, si ritrovano a dialogare. La prima un’insegnante anziana ormai in pensione, il secondo un giovane di belle speranze che si rimette a posto la nuova casa, faticosamente acquistata con mutuo, creando notevoli fastidi al tranquillo riposo notturno dell'anziana donna. La scrittura scenica è di Romano Foddai. Sul palco Maria Paola Dessi e Stefano Petretto.


 Tutto accade in una notte. I due riflettono sulle situazioni che i muri creano nel modo con cui vengono vissuti o usati dagli uomini intesi come individui o popoli. Affiorano alla mente le rivolte nelle carceri, le aspettative e le speranze dopo il crollo del muro di Berlino, il barricarsi delle persone per difendersi dagli altri, i muri come simbolo delle spaccature e separazioni in seno alle famiglie.

 

 I temi dello spettacolo riflettono una condizione umana di scottante attualità. Per questo motivo ed altri validi motivi questo spettacolo ha una grande valenza formativa e "civile" in quanto funge da stimolo alla curiosità di conoscere, esplorare, informarsi facendo ricerche nel mondo del web, nella letteratura, nel giornalismo e nelle altre agenzie di informazione sulla miriade di testimonianze di come i muri abbiano mille possibilità e mille motivi di essere  costruiti, di esistere e di venire abbattuti.

 

 Si perché dal sessantotto ad oggi molti muri sono stati abbattuti ma molti anche sono stati costruiti e solo affrontando le tante tematiche che ci pongono davanti ai nostri occhi questi muri riusciamo a mantenere viva e attiva la memoria ed a gettare le basi per vivere il presente e pensare al futuro... 

 

 

 

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