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| 28 nov 2018 | 08:14

La felicità secondo Bertrand Russel

Al teatro di Terragnolo torna in scena venerdì lo spettacolo dedicato alla lungimiranza e all'attualità del pensiero del grande filosofo e matematico nell'interpretazione ispirata di Stefano Pietro Detassis e la regia di Maura Pettorruso

di Redazione

TERRAGNOLO. La rassegna Teatro in valle di Elementare Teatro ospita venerdì 30 alle 20.45 a Terragnolo il fortunato lavoro che Trento Spettacoli ha dedicato a Bertrand Russel, "La conquista della felicità" è affidata alla sicura recitazione di Stefano Pietro Detassis per la regia di  Maura Pettorruso. Lo spettatore avrà modo di constatare la grande attualità di un filosofo che ha precorso i tempi con enorme efficacia. 

 

Russel, filosofo, matematico, attivista, pacifista, giunge agli ultimi istanti di una vita lunga 98 anni, piena di lotta, pensiero, fallimento e amore. Nel breve istante che divide la vita dalla morte, sale sulla sua zolla di terra e inizia il suo ultimo viaggio alla ricerca del mistero della vita. Russell rivive la sua esistenza, in un dialogo immaginario e profondo con la costellazione di Cassiopea: i diritti delle donne, l'opposizione alla guerra, la prigione, i viaggi nel mondo, l'educazione dei bambini, l'incontro con Einstein, l'amore libero, i diritti delle minoranze. Russell è in prima linea ovunque ci sia una limitazione alla libertà, e dunque alla felicità, dell'uomo. 

 

 Ecco alcuni poassaggi di recensioni: "Un breve ma sapido viaggio nella biografia interiore di un uomo eccezionale.  Stefano Detassis incarna con intelligente misura lo spirito del filosofo, girando sempre attorno al nucleo inconoscibile e metamorfico che ogni uomo cerca: la felicità. Detassis regge un'ora di spettacolo senza perdere il contatto con la materia viva delle citazioni russelliane. Maura Pettorruso gli consegna una drammaturgia volutamente eterocentrica e frammentaria, rispettosa tuttavia della materia trattata, che la sua stessa regia lega in un flusso costante". (Alessandra Limetti, Hystrio, aprile 2018)

 "I pochi metri quadri di terra, una pietra a simboleggiare in maniera sofisticata un tumulo, ma che brilla della stessa materia degli astri, sono gli elementi di una scena povera ma evocativa. Qui dentro abita quest’uomo, elegante ma peccatore, pronto a togliersi le scarpe per sentire la bellezza del toccare la terra con i piedi, interpretato da un Detassis che man mano che lo spettacolo avanza riesce a condurre il pubblico dentro un labirinto di pensieri non facile, ma che l’attore rende umano e accessibile".

Renzo Francabandera, Pac Paneacquaculture, 27 gennaio 2018

 

 

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